Attenti all'errore

 

Le gaffes più frequenti

 

Partecipazioni

 Da sottolineare con la matita blu anche l’invito  alle nozze di Carlo d’Inghilterra in cui la sposa viene citata col cognome dell’ex marito, ossia viene indicata come signora Camilla Parker Bowles. Si dà il caso che l’attuale signora Parker Bowles si chiami Rosemary, visto che l’ex consorte della “duchessa di Cornovaglia” (il titolo conferito a Camilla) si sia risposato. Quindi Camilla doveva essere citata come Camilla Shand. Le divorziate, si sa, devono riprendere  ufficialmente il nome da nubile e figurare con quello sugli annunci di nuove nozze.  Altrimenti possono andare incontro a vicende giudiziarie  come è successo a  Marina Ripa di Meana che, prima di impalmare Carlo Ripa di Meana, continuò a portare il nome del precedente marito Alessandro Lante della Rovere, il quale la portò in giudizio perché non utilizzasse più né il nome maritale ,né il titolo. La stessa cosa è capitata anche a Marta Marzotto, da nubile Vacondio, il cui marito Umberto si è risposato da un bel pezzo con un’altra donna. Ma sia Marina che Marta hanno eccepito che, svolgendo delle attività para-artistiche, i nomi degli ex coniugi  erano da loro utilizzati  come nomi d’arte.

 

Abito da sposa 

La tradizione vuole che non sia visto né tanto meno fotografato su riviste, prima del fatidico sì delle nozze. Ma molte signorine di una qualche notorietà che ricevono in dono la toilette nuziale dallo stilista a caccia di pubblicità, privilegiano lo sponsor alla tradizione, mostrando l’abito nuziale in anteprima sui mass media. L’antesignana di questo comportamento fu Bianca d’Aosta, primogenita del duca Amedeo d’Aosta e dell’ex moglie Claudia di Francia, la quale, per l’orrore dei tradizionalisti, su lasciò effigiare con la toiulette dal lungo strascico ideata da Enrico Coveri, per apparire vestita da sposa in un settimanale nei giorni precedenti alla sua unione con Gilberto Arrivabene Valenti Gonzaga.  

Strascico 

E’ bello quello lungo che fa tanto scia  di un motoscafo. Attenzione però che sia in rapporto col luogo della cerimonia. Non può essere troppo grande rispetto alla chiesuola come fu quello di Bianca d’Aosta.

 

Diadema

E’ tradizionalmente riservato, nel giorno delle nozze, alle figlie di regnanti o destinate ai pochi troni rimasti. Rimase famosa la battuta che un buontempone  pronunciò il giorno che la figlia di un noto costruttore romano, Francesca Romana Armellini, andò a nozze con Alessandro Martinelli, figlio di un medico, con tanto di diadema sulla testa. “Anche lei è figlia del “re del calcestruzzo”, il commento.