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Un libretto
on line di Carla Pilolli
Le accortezze nuziali delle fanciulle
in carriera

E’ vivamente
consigliabile alle fanciulle in carriera, ora che il bis nuziale se non
il tris è nella consuetudine, di sposarsi la prima volta col solo
rito
civile. E’ il sistema per non pregiudicare altre ottime occasioni
nuziali. Proprio come fece nell’allora pur cattolicissima Spagna, la
giornalista televisiva Letizia Ortiz, oggi principessa delle Asturie,
futura regina iberica e madre dell’erede al trono, quando si lasciò
impalmare solo civilmente dal suo professore di letteratura, dopo una
lunga relazione. Per la Chiesa, si sa, le sole nozze civili non
esistono: è come se non fossero mai avvenute e di conseguenza non esiste
un eventuale, successivo, divorzio. Pratica quest’ultima che, invece,
viene considerata dalla Chiesa un peccato mortale nel caso che i due
sposi si siano uniti davanti a Dio per poi regolare i loro conti davanti
agli uomini. Chissà se la grintosa Letizia Ortiz ce l’avrebbe fatta a
portare all’altare quel timidone di don Felipe qualora avesse dovuto
sciogliere, con l’annullamento della Rota, una precedente unione
religiosa, essendo indiscutibile che per il futuro re di Spagna il
“fatale sì” si sarebbe dovuto pronunciare solo sull’altare. Cominciamo
col dire che, da divorziata, sarebbe stata considerata una peccatrice,
con incalcolabili danni per la sua immagine. Eppoi per ottenere
l’annullamento occorre del tempo e non è detto che la cosa riesca
soprattutto se ci sono di mezzo reali casate molto legate a Santa Romana
Chiesa che potrebbero mettere il bastone tra le ruote. Ed è cosa nota
che Juan Carlos e Sofia di Spagna per il loro unico rampollo maschio
avrebbero desiderato ben altri connubi. Meno male quindi che Letizia Ortiz, per quel felice intuito posseduto dalle donne che puntano in
alto, avesse alle spalle solo nozze civili. Non avremmo goduto
altrimenti, grazie al rilievo dato dalla Tv, dell’impareggiabile show
dei suoi regali imenei religiosi costati 4 milioni di euro. Un prezzo
alto ma ne valeva la pena per il miliardo di persone che l’ha seguite,
se non altro perché è ormai assodato che più sono rilevanti nei
matrimoni le cosiddette attaccate di cappello maggiori devono essere le
dimensioni dei copricapo delle invitate. Infatti
non si erano mai visti
ad una “boda real” dei cappelli così grandi, manco fossimo all’Arco di
Trionfo a Longchamp. Si poteva dire che tutto il Gotha aveva preso
cappello al punto da imporre un’atmosfera algida perché quegli enormi copricapi impedivano lo scambio di
saluti e baci sia pure mondani che
servono a riscaldare di gioia vera o artificiale l’evento nuziale.
Inalberati da regine, principesse, nobildonne e signore di vecchio e
nuovo conio c’erano cappelli ad ala di corvo, a vela spiegata, ad
abside, a parapioggia, a disco volante, a soufflé e stile padella.
Anziché unioni creavano distanze. Impedivano la comunicazione, pure col
cellulare. Ed il più stupefacente non era soltanto la parabolica con
fiocco sfoggiata in omaggio alla sposa giornalista Tv dalla sua stessa
genitrice, la “sora Paloma”, un’infermiera sindacalista che in rosso
fiamma, dalla testa ai piedi, forse anche per ragioni ideologiche,
pareva andare a fuoco in mezzo a tanta nobiltà. Comunque non è stato
certo per il timore di bruciarsi che il re Juan Carlos, ha evitato di
dare, nel corteo nuziale, il braccio alla consuocera sindacalista en
flamme, mettendosi sotto il braccio l’Infanta Pilar sua sorella. In un
corteo reale il re marcia da solo o porta a braccetto un membro della
stessa famiglia.

Etichetta, dunque, rispettata. Ed è stato solo a causa
della pioggia battente se la sposa è arrivata con ben venti minuti di
ritardo. Non perché è maleducata o perché avrebbe voluto prendersi, come
hanno supposto i maligni, la meschina soddisfazione di tenere in piedi
nella sua attesa un re, una regina e quel pennellone del principe delle
Asturie, suo promesso, che ha dato qualche minimo cenno di regale
insofferenza. Purtroppo o per fortuna la Tv fa vedere anche quello che
non si vorrebbe lasciar trasparire. Per esempio era evidente il vissuto
di Letizia sul suo volto ossuto e deciso. Colpa forse pure del ricco e
candido abito nuziale stile “matrigna di Biancaneve”. E’ incredibile
come questo vestito che simboleggia il candore sia rivelatore di quello
che non c’è più, al punto che in taluni casi
provvede ad
imbruttire ed
invecchiare ulteriormente il soggetto che lo indossa.
E’ anche vero che la sposa cui è destinato nel futuro un trono, è meglio
che non sia fresca. D’altra parte bisogna essere di consumata esperienza
per concupire uno che ha avuto difficoltà a trovare moglie come Felipe
di Spagna . Gli spagnoli sono rimasti male per la freddezza in cui si è
svolta tutta questa grande cerimonia? Senza lacrime di commozione, baci
appassionati degli sposi, senza emozioni e senza “hola” del pueblo? Sia
di consolazione per la gente iberica il fatto che in un matrimonio
asimmetrico, vista anche la differenza di statura tra i due sposi, la
stabilità è garantita dalla mancanza di scoppi di adrenalina. Fateci
caso: niente è più freddo delle nozze delle donne in carriera.
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