ETICHETTA

QUANDO IL BON TON VIENE TRADITO

DAI SUOI STESSI PALADINI

Un libretto on line di Carla Pilolli

 

NO FURTI NO PARTY

Come si stabilisce l’importanza di un ricevimento

Se un party è veramente rilevante, non deve mancare il grido, sia pure soffocato, di “Al ladro, al ladro”. Lo affermava con cognizione di causa una indimenticabile dama del bel mondo romano, la principessa Ninon di Belmonte che di “bon ton” se ne intendeva davvero: “L’importanza di un ricevimento (che sia nuziale o di altro genere) viene stabilita in base al numero degli accendini d’oro, delle spille di diamanti e di altri oggetti preziosi spariti”. O, diciamo noi, di pellicce scambiate al guardaroba con manti di peli niente affatto pregiati come accadde a chi scrive che si ritrovò in una notte parigina, dopo il “The Best”, ossia un ricevimento al massimo (et pour cause visto che ad indirlo era stato Massimo Gargia) a fare la “caccia alla volpe”, ossia alla fourrure di volpe argentata scambiata con una giacchetta di gatto spelacchiato. Una caccia cui partecipò con slancio anche Marisa Monti Riffeser ma che rimase infruttuosa perché la maggior parte degli ospiti era andata via e quindi non si poteva agire come agì, in occasione di un rilevante ballo Volpi a Venezia, la padrona di casa, ossia la contessa Nathalie Volpi di Misurata, già strepitosa bellezza algerina, seconda moglie dell’ex governatore della Tripolitania, Giuseppe Volpi fatto conte nel 1925 da Mussolini. Accogliendo le lamentazioni di una dama che non trovava più la sua trousse preziosa con una clip di brillanti a forma di cuore, la contessa Nathalie, per gli amici Lilli, non perse tempo. Decise che si dovessero ispezionare tutte le borsette che le signore intente a ballare abbandonavano sui divani. Bisognava procedere in fretta, così Lilli abbassando la sua cotonatissima testa e allargando le ali di chiffon del vestito di Capucci perché gli altri non vedessero, lasciò che un suo sodale, Franco Rossellini, il nipote di Roberto Rossellini che le stava a fianco, frugasse nelle borsette.

 

Peggy Guggenheim

Tutto questo tra uno svolazzare di bruttezze intraprendenti come Peggy Guggenheim e di bellezze dalle scollature vertiginose a cominciare dall’ex Cenerentola Liuba Rosa detta la “Circe di Sesto San Giovanni” (piccola località operaia nei pressi di Milano), andata sposa ad Andrea Rizzoli. Tra autorità e discendenti di dogi fino a Wally Toscanini, la figlia del grande direttore d’orchestra vestita da pope. Tra fiaccole nel cortile coperto di rampicanti, gondole di giaccio con caviale sul buffet, gondolieri vestiti di bianco che montavano la guardia nell’atrio con alte cinture di seta azzurra e vistose fibbie di argento. Il risultato della perquisizione ordinata da Nathalie fu che una spilla sospetta che non era però quella sparita saltò fuori da una borsa di paillettes proprio mentre Paul Newman, il divo hollywoodiano ospiti d’onore al Festival di Venezia, stava uscendo con uno scrittore americano e la di lui moglie alla quale apparteneva la borsetta. Quest’ultima venne immediatamente bloccata dalla intrepida Lilli che chiedendole da dove venisse la spilla sospetta, volle vedere se la borsetta ne contenesse altre. Nel mentre “i celebrati occhi di Paul Newman mandavano lampi azzurri di stupore e di divertimento”, come scrisse Camilla Cederna per la quale la serata non fu eccitante soltanto per la perquisizione delle borsette conclusasi senza prove ma con qualche serio indizio a carico di una “Cenerentola” che si accompagnava ad un celebre cineasta. All’eccitazione generale concorse, secondo la sublime cronista, anche l’alto consumo di champagne e l’arrivo di una ferale notizia: la morte di Charles Briggs che aveva vissuto lungamente a Venezia, diventando l’amico di tutti gli esponenti della society, prima che fosse rimpatriato dal prefetto per ostentata omosessualità. Era morto in Inghilterra di dolore e di vergogna per essere stato coinvolto nell’uccisione di una stupenda signora. Un assassinio avvenuto in un night. L’assassinata veniva chiamata la signora dell’orchidea” perché il sensuale fiore ornava sempre la sua scollatura. Quando la defunta sexy venne portata all’obitorio si scoprì che era un uomo. Un transgender come direbbe adesso Wladimir Luxuria che con l’avvento di Prodi ha inaugurato nel Parlamento italiano la categoria di quelli che passano da un genere sessuale ad un altro in aggiunta alla specie di quanti trasmigrano politicamente da una sponda all’altra. In fondo sempre di passaggi si tratta.