Etichetta nuziale per Lei

 

Regole per Lei

L’abito da sposa non deve ricordare un abito da ballo. No alle fontane di tulle o allo sbrilluccichio di strass, perle, cristalli e paillettes specie se ci si sposa di mattina. No, a fiocchi, fiocchetti , fiori e applicazioni varie che appesantiscono. No, agli abiti troppo fascianti o a quelli troppo scollati come quello di Martina Colombari, il giorno che, in attesa del bebé, ha detto sì a Costacurta. Niente glamour nell’abbigliamento nuziale ma sobrietà.  

 

Bis nuziale

Le signore che possono fare il bis nuziale in  chiesa perché  vedove o annullate,  non si ripresentino all’altare con l’abito bianco munito di velo ma scelgano un vestito corto color pastello. Bocciati i completi pantalone in voga nei Paesi anglosassoni.  

 

Zeppe, no

Si raccomandano scarpe comode per la sposa. No ai tacchi da abuso edilizio che costringono ad andature traballanti. No alle zeppe che purtroppo vennero sfoggiate da Clotilde Coureau il giorno che sposò a Santa Maria degli Angeli Emanuele Filiberto di Savoia. Bocciate pure le punte a siluro. Le scarpe devono avere la stessa sfumatura dell’abito. Meglio se confezionate nello stesso tessuto del vestito.  

 

Guanti, si

La sposa non porta mai la borsetta appesa al braccio. Può portare i guanti in tinta con l’abito lunghi o semilunghi.  

 

Vietato il diadema

No ai boccoloni, ai riccioloni, alle  voluminose impalcature sulla testa nel dì delle nozze né ai capelli  a schiaffo con discesa sugli occhi. Vietato il diadema a chi non dispone di un velo di pizzo antico appartenente alla tradizione familiare. Questo per dire che i diademi non si comprano in occasione del matrimonio di una figlia come fanno i padri di fresche ricchezze.  

 

Impalcature, out - cloche, in

Bocciata la sposa col cappello. Il copricapo è tollerato solo per signore non più giovani che vanno a maritarsi in tailleur o in abito corto. Si consiglia a costoro una piccola “toque” come quella calzata da Jacqueline Kennedy allorchè impalmò Aristotile Onassis oppure una “cloche” stile  Anni 30. Vietati i copricapi del tipo “pagoda” o “ali di corvo”.  

Mani nude

Le mani della sposa devono essere nude. Nessun anello, nemmeno quello di fidanzamento. Tollerati solo due piccolissimi orecchini di platino per nascondere il lobo dell’orecchio forato. Niente perle, per carità: un’antica credenza dice che indossate il giorno delle nozze portano lacrime.  

 

Rosso sangue, out

No alle ciglia finte o ai rossetti dal colore troppo squillante. Il maquillage deve essere discreto. Meglio tingere in anticipo le ciglia piuttosto che ricorrere al mascara. Potrebbe trasformare  la sposa che si commuove in un mascherone. Unghie corte e con smalto lucido. Bocciato decisamente lo smalto rosso sangue di bue.  

 

Niente occhiali

La sposa deve, quel giorno, rinunciare agli occhiali che rovinerebbero l’effetto acconciatura. Può ricorrere alle lenti a contatto o, se non le sopporta, provare il tragitto verso l’altare più volte.  

 

Fazzolettino per la lacrima

Il bouquet è l’ultimo omaggio che il fidanzato invia alla sua promessa sposa. Lo ha concordato con chi si è occupato dell’addobbo della chiesa perché sia in armonia coi fiori prescelti. Il fioraio si preoccuperà di fissare sul retro del bouquet il fazzolettino di battista bianco che gli è stato consegnato. Servirà per asciugare le lacrime della sposa sempre che si commuova.  

 

Varietà floreali

Le vedove o le annullate che fanno il bis nuziale rinuncino ai fiori d’arancio. Per il loro bouquet scelgano altre varietà floreali.  

 

Rischio lancio

Ultima raccomandazione:il bouquet  non deve avere dimensioni eccessive. Altrimenti metterà in pericolo l’incolumità delle amiche della sposa alle quali verrà lanciato.