| Nozze a quattro zampe | ||||
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Sdraiata in terrazza all’ombra del pitosforo in fiore, ora che è primavera, Porzia se la ride pensando di aver mandato all’aria ancora una volta i progetti nuziali della famiglia nei suoi confronti. “Che bello poter rimanere single ancora per un bel pezzo, senza responsabilità di sorta”, mormora fra sé e sé visto che il pericolo di un matrimonio e della conseguente prole è stato sventato. Certo che le cose si erano messe assai male. I suoi tramavano di maritarla alle sue spalle. La grande pronuba era stata Carla che aveva tratto ispirazione dalla vicenda della bellissima figlia di Gheddafi, Aisha detta “la Claudia Schiffer del deserto”. Costei arrivata nubile a 29 anni, era stata data in moglie, con una sorta di golpe familiare, ad un cugino. A sceglierlo, tra i possibili pretendenti, ci aveva pensato il fratello di Aisha il quale aveva messo fine in questo modo alle tante incertezze sentimentali della sorella. Anche per Porzia bisognava rompere gli indugi. Ah, sì faceva la sdegnosa rifiutando quel pretendente e quell’altro? Non si rendeva conto che le femmine hanno un tempo per diventare mamme e lei rischiava di superarlo? Non era più una giovinetta e dunque occorreva procedere. Era stato deciso quindi, nel consiglio di famiglia, che ad aprile, nei giorni in cui Porzia era sicuramente fertile, anche lei come Aisha sarebbe stata impalmata da una specie di cugino. Dopo tante discussioni era prevalsa l’idea di dar la preferenza, nella scelta del marito, al parente stretto. Almeno di lui si sapeva tutto. Pazienza se aveva un soprannome impossibile che gli era stato affibbiato perché era tondo come un panino di Mc Donalds.
Il pretendente Big Mac
Si trattava del poderoso Big Mac, il
maschio di Enrico, il fratello di Jacopa la quale per Porzia aveva le
preoccupazioni che hanno tutte le madri. Al punto che si era
posta il problema di tenere a bada i corteggiatori delusi. Come far
sapere loro che erano stati scartati? Come acquietare Cesare
che non si era arreso nonostante i continui rinvii dell’incontro con la
sua beneamata Porzia. Cesare si era riproposto continuamente e
insistentemente, ingelosito anche dall’aver appreso che nel
frattempo erano spuntati nuovi rivali: Giorgio, Ciro e il
rissoso Spartaco, frequentatori abituali di Villa Glori.
Aveva saputo che Porzia gradiva le loro attenzioni, civettando ora con
l’uno, ora con l’altro ed era diventato rabbioso come Otello.
Temeva che proprio lui potesse essere messo da parte, nonostante fosse
stato uno dei primi a farsi avanti come pretendente. Così,
inviando un suo messo aveva voluto ribadire che era lui il promesso
sposo e che bisognava rispettare gli impegni. Ritratto di famiglia: Porzia sulla sinistra, Big Mac sulla destra che abbraccia la sua sorellina Si sentiva come Renzo senza avere a disposizione un Alessandro Manzoni che narrasse le sue traversie d’amore. “Ma guarda un po’ che prepotente! Che Cesare si metta nella lista di attesa insieme agli altri!”, aveva ridacchiato Porzia cui non dispiaceva, come a tante femmine, di farsi tirare la calzetta ben sapendo che se avesse voluto dare l’addio al nubilato, non avrebbe avuto problemi di sorta. Jacopa la quale teneva il conto delle richieste nuziali, ne aveva contate dieci negli ultimi mesi. Tutti chiedevano la mano di Porzia. Poteva dunque mostrarsi sdegnosa fino a quando si sentiva soddisfatta del suo stato di single “ Fidarsi dei maschi? Per carità! Ti stanno intorno solo quando devono ottenere! Poi chi li vede più”, i pensieri che le attraversarono la mente un pomeriggio sul lungomare di San Felice Circeo, quando fece il viso dell’armi ad un ammiratore di passaggio che pur era pieno di gentilezze nei suoi confronti, Ma lei non riuscì proprio a sopportarlo. Oltretutto aveva un nome che non le andava a genio. Lo chiamavano Figaro, un appellativo da barbiere. Porzia faceva molto caso ai nomi dei suoi corteggiatori per stabilire il rango e la provenienza. Non per niente lei si chiamava come l’ereditiera de “Il mercante di Venezia” se non vogliamo citare la moglie di Bruto. Il ché testimoniava il grado culturale della famiglia cui apparteneva nella cui genealogia, per giunta, c’erano ben due dame di nome Porzia appartenenti alla nobile stirpe dei duchi Cesi di Acquasparta. Poteva quindi dar retta , lei che si richiamava ad una così illustre prosapia, ad un “Figaro qua, un figaro là”, un farfallone mezza calzetta. Aveva così accolto gli omaggi del poveretto come una regina accoglie quelli di un suddito: immobile. E si scostò quando lui tentò di sfiorarla. “Ma non sarà mica frigida”, fu il sospetto che si affacciò nella mente dei suoi i quali considerarono il fatto che le nobildonne in genere, specie se sono di coscia leggera, non disdegnano mai il contatto fisico con esponenti di categorie inferiori, fossero stallieri o tagliaboschi. Fu così proprio quell’episodio a far affrettare la data degli imenei di Porzia. “Alla sua età è una vergogna che non ci sia stata ancora la “prima volta”, tuonò Carla e tutti furono d’accordo. Dunque, per Aprile, bisognava preparare la cerimonia nuziale. Ricevimento ovviamente in casa. Ma in quale? In quella di Big Mac che aveva a sua disposizione un bellissimo giardino o nell’abitazione di Porzia dotata di terrazza? Come si costuma la nubenda venne portata dal dottore perché, prima del cimento nuziale, è bene controllare lo stato di salute di chi si avvia a diventare sposa e madre. Il dottore avrebbe dovuto anche individuare i giorni precisi di Aprile in cui si sarebbe palesato il ciclo di Porzia, o meglio l’estro, di cui non c’era stata alcuna traccia. Ed a questo punto, proprio nello studio medico, si abbattè come una mannaia sul capo degli astanti la sgradita sorpresa: Porzia aveva avuto un “calore silente”, ossia l’ovulazione era avvenuta senza alcuna manifestazione. Era bene quindi rinviare le nozze per la momentanea infertilità della sposa, visto che il fine del matrimonio, come vuole Santa Roma Chiesa è la procreazione. Mica solo per il piacere del congiungimento che per giunta , nel caso di Porzia, single convinta, non ci sarebbe stato nemmeno. Eppoi come farle accettare uno sposo con un nome da fast food quale Big Mac, spaventosamente popolare e antisalutare, presago di obesità incombenti? |
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