|
|
Dallo zero al top
Non c’è dubbio
che il matrimonio permette ad una donna di arrivare al top partendo da
zero. La favola di Cenerentola si ripete all’infinito. Anche
la Grande Storia è disseminata di illustri esempi. Prendiamo
Caterina ,l’Imperatrice di tutte le
Russie. Suo padre e sua madre erano dei piccoli
contadini della Livonia polacca. Entrambi furono uccisi dalla peste
quando Caterina che allora si chiamava Marta Skavronskaja.
Ancora bambina si ritrovò a
vagare , affamata e coperta di stracci. Crebbe analfabeta,
totalmente ineducata, costretta a
chiedere l’elemosina, a fare la serva nella casa di un pastore luterano fino a che
salì di rango passando da un lavoro ad un altro, da serva ad
accompagnatrice, da un militare a un altro fino a diventare
l’amante di Mensikov, il
braccio destro di Pietro il Grande. Non era davvero una
bellezza ma era procace
al punto di accendere il desiderio maschile. E soprattutto anche se
la sua vita era fatta di stenti e di umiliazioni, non aveva mai
smesso di ridere. La cosa che più piacque a Pietro il Grande che era un
gaudente. Lo zar la notò per caso mentre era indaffarata intorno ad
una mensa militare e chiese informazioni proprio a Mensikov, il
quale senza dirgli la verità più intima, gliela presentò e non
mosse ciglio, quando col suo consenso, Caterina portò il
candeliere nella camera da letto dello zar e naturalmente
passò con lui la notte. I giochi erano fatti.
Quando
rullano i tamburi
E la “bella
Rosina”? La moglie morganatica di Vittorio Emanuele II, il re che
fece l’Unità d’Italia, non era forse la figlia di un sergente in pensione,
ex tamburo maggiore sotto Napoleone, la quale, per aiutare la
famiglia, faceva la sguattera presso famiglie benestanti. Anche lei
non era bella, ma carnale e soprattutto allegra. La versione romantica
vuole che Rosina, appena quattordicenne, cogliesse
margherite lungo la strada provinciale quando incrociò la carrozza
del principe, un autentico don Giovanni cui le donne
piacevano tutte, in particolare quelle di estrazione popolare.
La legge di
Teodora
Era orfana di
un guardiano di orsi pure la mitica Teodora che suscitò una
passione smodata
nell’Imperatore Giustiniano di cui divenne la moglie, dopo
essere stata la concubina. Ed una volta sposata Teodora, Imperatrice di
Costantinopoli, non dimenticò la sua vita. Su sua ispirazione
l’Impero promulgò una legge per proteggere le prostitute. Era
proibita l’attività dei lenoni ed era bandita l’esistenza
dei postriboli.
Come salvare
il matrimonio Big
Come diceva il
padre Dante ? “Chi troppo
in alto va cade sovente precipitevolissimevolmente”. Ed allora,
attenzione perché il
matrimonio che ha risolto l’esistenza di un
Cenerentolo o di una Cenerentola, non è un’assicurazione a
vita. Per farlo durare il più possibile, è bene che la
Cenerentola o il Cenerentolo pur rilassandosi dopo cotanta
conquista, eviti di sbracare.
Guai a quei maschi che ritengono che intimità significhi non
nascondere neanche un dettaglio della propria vita corporea o a quelle
donne che si presentano in maschera al cetriolo visto che
l’incastro nuziale è ormai riuscito, magari raccontando le
proprie fantasie erotiche e la voglia che sale nei loro bottoncini
magici. Ma facciamo un
piccolo passo indietro perché prima di tutto la Cenerentola che ha
conquistato un uomo importante non deve compiere i seguenti errori
se punta a farsi sposare.
Niente
pressioni
Mai
pronunciare per prima la parola matrimonio. Specialmente se viene messa
sull’avviso da frasi del tipo:” Bisogna avere la testa giusta
per sposarsi e avere figli”, oppure:”Mettere figli oggi al mondo è un’impresa
da incoscienti” o “ I miei impegni di lavoro mi farebbero
trascurare la famiglia e non vorrei mai ritrovarmi con una moglie
scontenta”. Quindi mai ricorrere alla furbata di illustrare
al partner i fantastici preparativi di
nozze di una coppia di conoscenza, soffermando sulla bellezza (e il
valore) dell’anello di fidanzamento consegnato alla nubenda.
Sono racconti che impauriscono il maschio, il quale , pensa fra sé
e sé di avere davanti una che lo vuole incastrare. E’ incredibile
,a per la legge dei contrari, l’uomo in genere, fa la proposta di
matrimonio alle donne che gli dicono di non volersi sposare.
Non sempre
la pancia porta all'altare
Non funziona
più tanto nemmeno l’incastro- gravidanza a sentire le
dichiarazioni di Flavio Briatore quando si diceva che
aspettasse un bebé dalla modella Heidi Klum. Il nostro
Billionaire ha infatti detto che un conto è l’attesa del figlio e
l’altro conto è il matrimonio. Come dire che il lieto evento non condiziona le possibili fauste
nozze. D’altra parte la gravidanza pro nuptias non
funzionò nemmeno nel caso di Anouska von Mechs quando ebbe un bebé attribuito da molti giornali a Karim Aga
Khan , anche se tutti furono querelati da Anouska che guadagnò nei
Tribunali il risarcimento del danno. Non ha funzionato
nemmeno nel caso di una attricetta italiana, la quale non ha mai rivelato
il nome del padre di sua figlia la cui somiglianza con il notissimo papà che adora le
Ferrari è impressionante. E l’elenco potrebbe continuare perché da
un sondaggio fatto pare che
sia alta percentuale la percentuale dei ragazzi che non sono
figli dei padri attribuiti dall’anagrafe.
La ricetta
vincente
Esiste dunque
una ricetta vincente per la Cenerentola che vuol farsi sposare? Secondo taluni è
quella di dimostrare di essere una donna che semplifica la vita: risolve i
problemi pratico-organizzativi di una casa (lui ha bisogno di un
idraulico, di un elettricista o di un
arredatore e lei subito gli fornisce gli indirizzi giusti,
provvedendo a sistemargli il tutto ), capace inoltre di combinare in due
minuti la serata con gli amici, prenotando il ristorante,
scegliendo il film…. , bravissima nel trovargli il personale
giusto per la sua dimora, eccelsa nell’organizzargli i viaggi.
Insomma la Cenerentola che vuole essere sposata deve
diventare un punto di
riferimento, un referente affettivo imprescindibile. Una di cui lui
non può più fare a meno. Deve apparire agli occhi del
partner una “donna
speciale”, unica. Appunto da sposare.
Alta
velocità
matrimoniale
Una volta scambiato il fatidico “sì” le Cenerentole i Cenerentoli devo fare alcune
attenioni. Possono permettersi di riferirsi tranquillamente alle
loro modeste ( e spesso turbinose) origini, solo quando sono giunti alla vetta
della piramide sociale (mai prima, ossia in corso di scalata: si
rischia di interromperla) e vi si sono collocati stabilmente. Solo
allora si rendono più interessanti e
vengono giudicati positivamente. E’ bello, per esempio, che la
contessa Marta
Marzotto racconti che suo padre era un ferroviere che la issava
da bambina su un carro pieno di sacchi di carbone. Parlare dei genitori va bene, va meno
bene mostrarli agli amici di società,
cosa infatti che i più furbi non fanno. Va detto che la fortuna ha
arriso a molte figlie di ferrovieri, a cominciare dalla
scomparsa attrice italiana Silvana Mangano. Sarà che fin dalla
nascita le figlie dei
ferrovieri vedono passare molti treni che portano
lontano.
Degradati sul campo
Se, dunque, ce l’avete fatta a spiccare il salto (e non vogliamo
sapere come) tenete sempre a
mente che le Cenerentole ( e i Cenerentoli), fattesi avanti, per meriti
nuziali (o di convivenza)
potrebbero perdere immediatamente la posizione
conquistata in società qualora il loro matrimonio (non
benedetto da figli) andasse a
rotoli o la convivenza terminasse. Devono essere ben consci che
brillano di luce riflessa se non sanno brillare di luce propria. Basterebbe citare il caso
recentissimo di una bella moscovita che divenuta
principessa in seguito alle nozze con un principe romano (al quale Michelle
Mercier, l’indimenticabile “Angelica” dello schermo che ne era stata
l’amante per lunghi anni dedicò alcune feroci pagine di una sua
autobiografia) si è ritrovata sola, dopo un lungo matrimonio.
Ebbene, dopo i primi commenti sulle variazioni sentimentali del
principe , la maggioranza delle persone che per anni hanno animato i
veglioni di Capodanno, i pranzi e le colazioni organizzate dalla
bella moscovita con l’aiuto dei suoi camerieri russi (e se in molte case
del bel mondo romano ci sono camerieri russi, è stata
lei a procurarli ai suoi amici) si sono disinteressate della sorte di
questa principessa che
resiste nella casa
coniugale, non senza difficoltà. Lo stesso copione già visto
all’epoca della prima moglie del principe madre dei suoi tre figli soppiantata da Michelle
Mercier.
Non resta
che il nome
Il massimo guadagno che si può
ottenere da esperienze coniugali simili consiste, oltre che nell’assegno
alimentare ottenuto per vie giudiziarie, nel continuare ad usare il
cognome maritale. Rimanere cioè principesse di nome.
Quanto a quei giovanotti che
dispongono di protettrici prestigiose, le quali li introducono nel
bel mondo, capita spesso che escano dal medesimo ( il più delle
volte per sempre) una volta che la relazione con la protettrice ha
termine.
ue se l’instro nuziale è riuscito,
Suoceri: la
cultura del sospetto
Ricordarsi
che è assai difficile
che la Cenerentola incontri i favori dei ricchi suoceri, i quali desideravano per
il figlio ben altro e
ritengono che il rampollo sia stato
incastrato. Per cui saranno loro a tenere d’occhio la nuora
per colpirla ( e non solo al primo
sgarro). ATTENZIONE QUINDI AI SUOCERI! Ne sa
qualcosa Maria Teresa,
la moglie
del duca del Lussemburgo, costretta a smentire
le voci di una relazione nascosta di suo marito. Voci che a quanto si
sussurrava erano state messe
in giro da sua suocera, oggi scomparsa, la principessa Josephine
del Belgio, figlia di re Leopoldo e sorella del defunto re
Baldovino. Pare che tra le due dame non corresse buon sangue.
Josephine, infatti, era stata colta di sorpresa come tutto il
Gotha dal fatto che il figlio Henry avesse preferito alle
nobildonne in fiore del vecchio continente una sconosciuta
giovane cubana, Maria Teresa Mestre, rampolla di una famiglia di
banchieri dell’Avana che dall’avvento di Castro viveva in esilio a
Ginevra. Una Cenerentola. Per non ricordare che un
famoso industriale, dopo aver avuto qualche sospetto sulla moglie del
figlio primogenito sposata da quest’ultimo quando era già in attesa
di un bambino, le mise alle calcagna un detective e quando ebbe la prova
fotografica che la
nuora coltivava altre affettuose amicizie, avvertì il figlio
ed insieme combinarono un piano diabolico. Il rampollo disse alla
moglie di prepararsi per un viaggio Oltreoceano, mettendo
quindi in valigia diversi capi di vestiario. Quanto ai gioielli se li fece
consegnare per metterli in cassaforte. Dopodiché la condusse nella
casa che aveva nella
città da cui proveniva la moglie dove ad attenderlo c’era il padre
con uno stuolo di avvocati. Questi ultimi mostrarono alla signora
le foto incriminate e le dettarono le condizioni della
separazione. Peggio ancora fanno quelle Cenerentole che,
subito dopo le nozze col ricco,
lasciano che i loro parenti più o meno prossimi invadano la villa,
il castello e la barca del neo marito
Stemmi e
mutande
Se avete
sposato un aristocratico evitate di farvi ricamare lo stemma anche sulle
mutande o di portare al dito mignolo la chevallière con lo stemma
di famiglia. Insomma non vi comportate come una fanciulla romana che in
una sera di Capodanno agitava sotto gli
occhi degli invitati (vedi Dagospia) un minuscolo tanga trillando “Guarda
che meraviglia”. E su quello
che una volta era un luogo sacro svettava lo stemma
principesco della famiglia del marito (lei nasce contessa). D’accordo che quella della
nobile rampolla era una delle tante mutande
stemmate che Benedetta Lignani Marchesani (pr romana) ha
regalato alle sue aristocratiche amiche. Ma la nobildonna in
questione che ha una smania di apparire si è fatta chiamare Altezza
Serenissima in Tv durante una puntata di un programma cui
lei partecipava in veste di
reporter-presentatrice.
Vietato
nobilitarsi
Il Cenerentolo
sposato dall’aristocratica (vedi il marito della duchessa
d’Alba, discendente di colei che Goya effigiò come “Maja
desnuda”) non ricorra mai
ai ricercatori araldici per provare che discende da nobili lombi.
Si
accontenti di venir indicato come il marito della
duchessa tal dei tali. Si comporti come Filippo
d’Inghilterra, il quale ad un tale Mr Robison , incontrato in
una Università australiana, che gli spiegava come venisse spesso
presentato col cognome della moglie, laureata in filosofia e molto
famosa, perché “lei è molto più importante di me”, replicò
“Ah sì? Abbiamo quello stesso problema nella mia famiglia!”Comunque sia il
Cenerentolo che la Cenerentola maritati aristocraticamente evitino di dire
“Mio cugino il duca di Talleyrand o mia zia la principessa Pinco
Pallo”, indicando i consanguinei dei propri coniugi. Non bisogna appropriarsi anche dei
parenti altrui.
Cafonate
Se avete
sposato invece un riccone, non fate riferimenti continui all’aereo privato
dicendo che “viaggiate
solo con quello ”.E non dite mai che per le vacanze sulla neve forse
prenoterete la Penthouse
della Torre
del Palace di Gstaad, quella da sedici milioni a notte,
escluso quasi tutto. E’ roba da nababbi arabi. Abbondate pure nel
personale, come fa l’ex
attrice italiana Marilù Tolo che, maritata ad un
doviziosissimo messicano, viene servita e riverita nello chalet di
Gstaad da uno stuolo di camerieri. Ma a costoro è fatto divieto di
rivolgersi direttamente alla padrona di casa: lo devono fare attraverso un
loro collega di più alto grado. Insomma Marilù che
ricordiamo ai tempi in cui cercava di fare carriera, arrivando a
fidanzarsi (improbabilmente) con il sarto Valentino anche lui agli
inizi della scalata,
dispone di un personale piramidale come i re. Peggio
ancora agisce quel Cenerentolo che, dopo aver impalmato una ricca
vedova di età ragguardevole, se ne esce in battute del genere per
vincere l’imbarazzo di presentarla agli amici di un
tempo:”Quando una donna è molto ricca, non ha praticamente
più età!”
Quando la
carriera parte dalla camera da letto
Le vie dei
letti prestigiosi, diciamolo, sono fondamentali per certe
Cenerentole in carriera. Anche se non accade più come nell’Ottocento in
cui belle e spregiudicate cortigiane governarono l’Europa dalla camera da
letto. Ci riferiamo a Virginia Oldoini, contessa di
Castiglione, detta Nicchia dagli amici, che Cavour mise tra
le lenzuola di Napoleone per farsene
un alleato nonché ad Emma Hamilton, l’intrigante inglese,
puntata dai corteggiatori napoletani di maggior prestigio, a cominciare da
re Ferdinando, che ne fanno il pezzo più prezioso delle loro
collezioni. Emma fa di tutto, la modella, la ballerina, prima di sposare
l’ambasciatore d’Inghilterra a Napoli di 35 anni più grande di lei, sir
William Hamilton e nove anni dopo divenire l’amante dell’ammiraglio
Nelson per poi essere prescelta dalla regina Maria Carolina di
Napoli come favorita (le malelingue giurarono che tra le due ci
fossero rapporti lesbici). Dall’ombra delle alcove queste
donne (sarebbe lungo l’elenco
che comprende Maria Vetsera, schiava e complice
di Rodolfo d’Asburgo, l’ambigua Mata Hari, danzatrice di nudo,
cocotte d’alto bordo, arrestata dai francesi con l’accusa di
spionaggio e collaborazione coi tedeschi) sono state al centro del
mondo, condizionandone spesso le sorti. Ma anche se gli uomini di stato,
oggi, non mettono più in pista le loro amanti per far
politica, (amano farla senza mettere di mezzo le donne che infatti non
sono granché rappresentate nei parlamenti europei) resta il fatto
che le lanciano in altri
settori della vita pubblica dove certe signore si sono fatte avanti per
benemerenze guadagnate tra le lenzuola. Un noto
critico d’arte italiano, Vittorio Sgarbi, ci ha rimesso il
posto di sottosegretario ai Beni Culturali del Governo Berlusconi
per aver detto in TV, in modo esplicito e suscitando grande
clamore, che una certa attrice godeva come produttrice
cinematografica di taluni vantaggi in virtù della relazione
con un importante politico.
Assalti
mancati
Così,
siccome le vie del letto fruttano, accade che tentare
un’avance non è più cosa solo da maschi, semmai lo è stata. Le
donne ormai corteggiano apertamente mandando segnali e aspettando
conferme. Solo che a differenza dei maschi che sono più bravi ad
incassare un no, (gli capita da millenni) le femmine vengono messe
a terra da un rifiuto maschile. Ecco perché, per evitare di essere
respinta con perdite, la Cenerentola che va all’assalto
deve innanzitutto stare
attenta a non scambiare gli atti di cavalleria per interessamento. Ci sono
in giro una quantità di finti tombeurs des femmes che, a
parole, sono capaci di tutto, ma che poi fuggono a gambe levate, se la
donna comunica loro di essere
disponibile. Quest’ultima rischia di venire umiliata con parole del
genere, dopo un lungo silenzio:“Pensavo fossimo amici, quello che
mi dici mi mette in difficoltà anche se mi fa molto piacere.”
Oppure: “ Sai non mi piacciono le storie di una notte e ho
bisogno di tempo per capire se con te la storia può essere giusta.”
Comportamenti maschili
D’altra parte,
uno scrittore spagnolo Josè Ovejero, nel suo ultimo libro
“Come sono strani gli uomini”, scrive che i maschi, a volte, si comportano
in modo incomprensibile: stanno a letto con una vamp e
guardano la tv; si tirano indietro per un nonnulla, sognano di
trovarsi la pappa pronta ( ossia una bella donna
spogliata già nel letto) ma poi se
succede rimangono paralizzati di fronte all’iniziativa femminile. C’è il
calo della libido. Ed allora è bene che le
cacciatrici, girino i tacchi a spillo, non appena il “lui” che
hanno puntato diventa evasivo. Se non risponde ai messaggini
telefonici o disdice l’appuntamento, meglio lasciar perdere.
Tenersi poi alla larga da situazioni
incresciose tipo l’ex fidanzato di una cara amica o
l’amico del proprio fidanzato. Comunque non prendetevela se
non avete fatto prevenzione e lui vi ha rifiutata. Non meditate vendette,
non arrabbiatevi, ma anzi cercate di rimanere amici di colui
che si è negato: quell’uomo apprezzerà e vi potrà essere utile. Non
siate permalose, tanto più se siete molto belle. Bisogna sapere,
infatti, che l’avvenenza
femminile può rendere il maschio molto nervoso e farlo
ritrarre dalla prova perché non si sente all’altezza. Fate
l’esame di coscienza: “Non è che ci avete provato in modo troppo
diretto? Apparendo magari artificiose, furbe e di bassa
lega?” In ogni modo non scoraggiatevi. Bisogna prendere ad esempio i
seduttori di lungo corso, i quali lavorano sui grandi numeri: anche se vengono
rifiutati tante volte finiscono sempre per appendere uno scalpo alla
loro asta di guerrieri dell’amore.
La seduzione
resta un'arte
Ricordate che
fare immediatamente le tigri del materasso è un modo per
mettere in fuga un maschio. Il più delle volte, per eccitare un uomo,
conta maggiormente uno sguardo pieno di lusinghe che fa
immaginare al partner quello che potrebbe avvenire con quella donna nella
camera da letto. E’ importante che le donne facciano
accendere il desiderio,
facciano sognare l’uomo. Più che i tacchi a
spillo e la lingerie sexy conta l’atmosfera che sanno
creare: una specie di incantesimo che dovrebbe risvegliare la virilità,
farla impennare. Non si infiamma un uomo con completi di
pizzo nero improbabili o assumendo a letto posizioni
acrobatiche. Le riviste e il mercato della pornografia hanno condizionato
troppo il comportamento femminile. Ed una volta giunte al talamo, non
spogliatevi in modo spicciativo, come se andaste a dormire,
perché volete nascondere al vostro lui i particolari
imperfetti della vostra taille come la cellulite o la
pancetta. Ai maschi le
imperfezioni interessano relativamente perché loro hanno una visione
d’insieme. Denudate semmai quello che avete di più bello: se
possedete un paio di gambe da urlo e poco seno rimanete in
T-shirt; se invece il
décolleté è il vostro pezzo forte lasciate il reggiseno
appeso per le spalline. Il vostro sguardo deve sempre cercare di attirare
l’altro. Certe donne, invece, quando la relazione dura da più di
tempo, entrano nella fase che cantava Charles Aznavour “con una
calza giù e una su, mezza truccata e mezza no”. Roba che
l’incantesimo che una donna deve creare intorno all’atto d'amore, in quel
caso, se ne va a farsi friggere. |
|
|