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Anna falchi: la donna è immobile. Con
dignità

Davvero non le viene risparmiato nulla ad Anna Falchi che nell’avversità,
fedele al motto di famiglia secondo cui “la donna è immobile”, si sta
dimostrando molto più dignitosa di certe croniste che l’attaccano con
inspiegabile cattiveria. Non solo le perfide si chiedono se veramente,
alla vigilia dell’arresto di suo marito, era “separata in casa o solo in
cassa”, ma continuano a battere il tasto sui rifacimenti anatomici di
Anna che confessò in altri momenti di essersi rifatta il seno pagando
l’intervento a rate. Come se ne volessero offuscare anche l’evidente
bellezza senza contare che i suoi zigomi italo-finnici sono autentici al
contrario di quelli di tante altre sue colleghe. Quelle che vengono
trattate coi guanti di velluto dalle perfide scrittorelle perché unite a
uomini ancora potenti e non ad un Ricucci che presago dei suoi destini
carcerari intitolò “Nuova Gabio” il primo comprensorio da lui edificato
a Zagarolo. Ed è notorio che in romanesco “er gabbio” è Regina Coeli.
Vogliamo poi dire che non c’è donna in vista che non sia più o meno
restaurata? Nessuna, giovane o anziana che sia, si nega un ritocchino
tanto che a Roma, l’importante, ormai, è riconoscersi. Soprattutto in
occasione dei grandi ricevimenti nuziali, vere e proprie adunate di
quattro generazioni che per l’evento si sono rimesse a nuovo. Infatti
col diffondersi della chirurgia plastica, ci si imbatte in amici di un
tempo che hanno subito una totale trasformazione. Altri tratti somatici,
altra espressione.
Perchè non tutti incappano nel chirurgo giusto.
Specialmente quelli che vanno a risparmio. Eppoi molto dipende dalla
propria struttura ossea. Chi ce l’ha ben delineata con gli zigomi
accentuati come, per esempio, Sofia Loren, si può permettere di farsi
tirare la pelle, tanto il disegno del volto resta simile a quello che
era, tutt’al più si allarga la bocca. Ma chi non dispone di zigomi
potenti e magari si fa levigare pure il mento, bè, finisce col cambiare
volto radicalmente. Ammettiamolo: non è detto che col lifting si
migliora sempre. Magari ci si alliscia. Il volto appare stirato ma, in
taluni casi, si può dare l’ addio alla personalità. Avete visto Robert
Redford,
rifatto di fresco? La sua fronte non si aggrotta più. Le
sopracciglia sono immobili. Insomma è diventato inespressivo come tante
altre star che si sono ritrovate o con gli occhi sbarrati come se
avessero perennemente davanti una scena di orrore o con gli occhi non
allineati, uno più su e l’altro più giù, come in una tela di Picasso. E
non solo lo sguardo è minacciato dal bisturi. Prendiamo Melanie Griffith
la cui bocca svirgola verso l’alto come quella del sarto Valentino per
cui anche
quando vorrebbe sembrare severa, irata, furiosa, continua ad
avere un sorrisetto fisso. Proprio come succede al notissimo tailleur.
Su un giornale - forse un tabloid inglese - si é visto un ampio servizio
con tanto di foto di volti famosi ripresi prima e dopo i restauri.
Ebbene non si sarebbe mai detto che erano le stesse persone ma le loro
caricature. Francamente mettono paura questi interventi. Preoccupa, per
esempio, l’anestesia: più è lunga più aumentano i rischi. Recentemente
Olivia Goldsmith, l’autrice di romanzi come “Il Club delle prime mogli”
è morta proprio mentre era sotto anestesia per un lifting. E così è
accaduto pure alla penultima moglie del povero Bacardi, il “re del rum”,
la quale non si risvegliò più a Parigi da un intervento di liposuzione.
Sfiorò la morte anche lo scrittore Noel Coward nel corso di un
intervento chirurgico per farsi risollevare il mento. Il suo cuore
durante l’operazione, si fermò per 45 secondi. Ed allora c’è da
chiedersi se non è meglio lasciar stare il bisturi e ricorrere al
massimo alle punture di botox per spianare, che so, le pieghe della
fronte. Anche se c’è sempre qualche giornalista in agguato, come
l’italiana Natalia Aspesi,
pronta a denunciare ritocchi del genere.
Ad
un party del New York Times a Milano che aveva aperto la settimana delle
sfilate milanesi, Tom Ford, arrivato in tutto il suo splendore è stato
tacciato dalla Aspesi di essersi fatto il botox come Nicole Kidman. Alla
puntura da botox la giornalista ha voluto aggiungere la sua puntura di
spillo. Chissà se la Aspesi sa che Donatella Versace quando guarda la
prima fila ai défilé occupata dalle giornaliste, le definisce “egizie”,
cioè tutte di una età in cui restaurare necesse. |
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