CHANEL, PROFUMO DI DONNA
   

Scontato che nella famiglia Totti in cui la madre si chiama Ilary e la zia Melory fosse imposto alla neonata un nome bizzarro

E’ fatale che la piccola Totti cui i genitori hanno imposto il nome di Chanel sarà perseguitata in futuro dalla battuta “Numero 5”. Qualcuno la chiamerà anche Cocò Chanel, in ricordo della celebre couturière al cui cognome forse i Totti si sono ispirati. E chissà se il calciatore e sua moglie Ilary in futuro non debbano rientrare in quella fascia di genitori pentiti del nome imposto al figlio. Citiamo la coppia che aveva chiamato il figlio Ringo in onore del famoso batterista dei Beatles che ha ottenuto il cambio in Marco. Un piccolo Rambo è diventato Franco. Più tardivamente a diciassette anni, un Tarzan si è tramutato in Giuseppe. Il nome originale a tutti costi spesso è traumatico per chi lo porta. Ci auguriamo quindi che il nome Chanel non diventi di moda. Non abbia il successo di Debbora, Pamela, Loriana, Samantha, Vanessa fino ad Allegra che quasi sempre tocca ad una bambina con la faccia triste. Chanel deve rimanere una trovata di casa Blasi dove, oltre a Ilary c’è la sorella Melory. Vero è che tra i nomi che fanno maggiormente arrossire i loro titolari, o perché considerati ridicoli oppure vecchi, spiccano in testa alla classifica delle richieste di cambiamento Agnello, Aronne, Calogero, Carmelo, Colombo, Graziello e Melchiorre (si chiama così il marito della senatrice Anna Finocchiaro) Questo per gli uomini mentre per le donne vengono ripudiati Assunta, Carmela, Filomena, Genoveffa e Pasqualina. E’ ormai un piccolo esercito quello degli italiani che non amano il proprio nome di battesimo. Dagli inizi degli anni '90 ad oggi sono circa 2000 l’anno coloro che chiedono alla Procura Generale della Corte d’Appello del Comune di residenza di poter cambiare il prenome. Citiamo il caso della televisiva Lasorella divenuta Carmen all’anagrafe da Carmela. Come la Carmen Di Pietro che sui documenti è rimasta però Carmela. Il prenome, ricordiamolo, dice tante cose sulla provenienza di chi lo porta.

   
 

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