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Nel tempo in cui tutti vogliono andare a nozze ci sono anche loro
Finalmente sposi! Elton John, come aveva annunciato, per le sue nozze col
compagno David Furnish, ha scelto Windsor.
Ora che in Inghilterra i matrimoni unisex sono stati legalizzati francamente non si comprenderebbe questa provocazione nei confronti della real famiglia se non si tenesse conto del ritorno pubblicitario programmato da Elton John per le sue nozze davvero stellari. Con 750 divi, da Mick Jagger a Victoria Beckham, da Sting fino a Donatella Versace invitati al ricevimento nuziale nel castello del re del rock dove lo champagne Crystal è andato via a fiumi. La serata è infatti costata un milione e mezzo di euro, visto che c’erano fiori per 75mila euro e la enorme torta era decorata da cristalli Swarowski.
Gli sposi
Inutile dire che per Furnish le nozze con la popstar sono senz’altro un’assicurazione sulla vita visto che il marito (o la moglie ed a proposito chi dei due prende il cognome dell’altro?) possiede un patrimonio di circa 185 milioni di sterline che andrà tutto per volere di Elton, al suo compagno di vita che ha portato in viaggio di nozze prima nella casa a Venezia sul Canal Grande e poi nella villona di Nizza. Se due sono i cuori, tante sono le capanne. Sembra comunque che grazie alla vicinanza di Furnish che è un 43enne dolce, amante del flauto e dei canarini, il 58enne Elton ha smesso di bere e di drogarsi. Non si sa però da quanto tempo abbia perduto queste brutte abitudini visto che il sodalizio con Furnish risale a dodici anni fa. Comunque il matrimonio UNISEX potrebbe avere benefici effetti anche per Gianni Vattimo, il filosofo del “pensiero debole”, innamorato di un cubista ventenne e autore della seguente lamentazione :“E’ l’unico pezzo di famiglia che ho. E lui ha per me sentimenti di devozione, amicizia che purtroppo non sfiorano propriamente la libidine e lo capisco anche. Io come oggetto sessuale sono uno sfacelo: ho 69 anni. Devo rassegnarmi ad avere amicizie da salotto oppure posso avere qualche passione e desiderio? Ora viviamo questa storia in relativa fedeltà. Io, assoluta. A questo ragazzo tengo, perciò la sua passione tiepida non mi allontana”. E chissà che il filosofo non ce la faccia ad impalmare il suo cubista visto che anche da noi si procede a vele elettoralmente spiegate verso le marce nuziali gay. Già dal 21 maggio 2005, il PACS, infatti, ha fatto un passo avanti. Anzi un ‘Pacs avanti’ come lo hanno chiamato loro che sono spiriti allegri. PACS. Che significa? Sta per Patto Civile di Solidarietà a sostegno della campagna nazionale di mobilitazione. Tale campagna, promossa da gay, arcigay, lesbiche e omofili d’ogni tipo ed estrazione, affonda le sue radici nel Gay Pride tenutosi nel 2000 a Roma, in pieno anno giubilare per la cui riuscita si impegnarono gli amministratori romani, da Rutelli a Veltroni a Borgna, tutti insieme appassionatamente animati da spirito politically correct per annunciarci che sul sacro colle, i tempi nuovi sono finalmente arrivati, che non ci sono più religioni, razze, etnie e sessi dominanti, che tutti, bianchi, neri, gialli, maschi, femmine, etero ed omosessuali, nella società politicamente corretta dell’oggi, e soprattutto in quella di domani, vantano, pretendono ed esigono eguali diritti, pari opportunità. Chiaro?
Chiarissimo: specialmente agli occhi del sindaco Veltroni , vero padre
nobile di questo PACS Day . Del resto sapete che ha risposto il profeta
iberico Zapatero al suo direttore spirituale, un gesuita, che gli
rinfacciava d’aver promosso in Spagna il matrimonio tra gay? “Se la
prenda, padre, coi milioni e milioni di omosessuali spagnoli che anelano a
formare le loro belle famigliole. Io non posso ascoltare unicamente la sua
voce, padre, debbo porgere orecchio anche e soprattutto al coro che si
leva dai cittadini”. Cittadini- elettori, nota bene. Ed allora
chiediamoci, una volta per tutte, quanti sono i gays, quelli da matrimonio
e quelli che votano?
Perché in Spagna era arrivata la legge e
bisognava cominciare con le nozze gay per dare segnali militanti di
incoraggiamento. Siamo cioè all’uso politico che si è fatto del matrimonio
coi due colombi che in Italia sarebbero stati sicuramente ribattezzati
“Giulietto e Romeo” come era scritto sa Roma su un manifesto che
propagandava il Villaggio Gay, che non hanno dovuto mettersi in ferie per
il viaggio di nozze a Vienna potendo usufruire del permesso matrimoniale.
Se qualche anno fa il comico americano Joey Adams lanciò la battuta
secondo cui “per fare un matrimonio ci vogliono almeno due persone: la
sposa e sua madre”, oggi si può dire che “per fare un matrimonio ci
vogliono soprattutto due sposi dello stesso sesso”. Il 4% degli uomini bianchi sono esclusivamente omosessuali per tutta la vita mentre il 37% della popolazione maschile ha avuto almeno un’esperienza omosessuale raggiungendo l’orgasmo. Kinsey teneva conto però soltanto dell’attività erotica di genere omosessuale e non dei molteplici aspetti della sessualità. Bisogna infatti tener conto che gli anni della pubertà sono un periodo confuso sia dal punto di vista fisico sia emozionale e molti adolescenti devono fare i conti con una certa ambiguità sessuale, come spiegano i sessuologi. I teenager si infatuano spesso di persone con cui sono a contatto (un insegnante, il miglior amico, il genitore di un amico). Se una ragazza frequenta una scuola interamente femminile, l’oggetto del suo amore potrebbe essere non maschile, ma ciò non significa che da adulta diventerà omosessuale. Talvolta la curiosità può portare ad un incontro con una persona dello stesso sesso. Se l’esperienza si rivela piacevole, potrebbe essere la prima di molte altre, ma potrebbe anche restare semplicemente relegata nel libro della vita. Per quanto alcuni giovani sembrino sapere automaticamente, fin da piccoli, se siano omo o eterosessuali, altri non riconoscono la propria tendenza, se non molti anni più tardi. La sessualità si sviluppa solo col tempo, emerge lentamente e non si stabilizza subito. I sentimenti, le attrazioni e le relazioni aiuteranno, infine, un giovane a comprendere la propria tendenza sessuale. Ironicamente i bisessuali, ossia i soggetti attratti da entrambi i sessi, ossia quelli che possono avere relazioni con uomini e donne, ma non in genere nello stesso tempo, hanno, spesso, maggiori difficoltà a scoprire la loro identità sessuale e rivelarla. La bisessualità è talora considerata una fase di transizione da un’identità etero a una omosessuale. Per alcuni è davvero così, ma altri restano bisessuali per tutta la vita. Talvolta sentono di non appartenere a nessuna categoria ed é certamente difficile conteggiarli. I risultati dell’indagine condotta sulla popolazione americana dal Department of Sociology dell’università di Chicago, infatti, ci forniscono un balletto di numeri : mentre si dichiara omosessuale l’1,45 della popolazione femminile e il 2,85 di quella maschile (ma il 9% di quella che vive nelle grandi città) il 4,9% degli uomini e il 4% delle donne ammette di aver avuto rapporti sessuali con una persona dello stesso sesso. Ossia i comportamenti omosessuali superano numericamente l’identità di genere. Riferendoci invece alla sfera delle emozioni il 7,7% i maschi e il 7,5% delle donne confessa di aver provato attrazione erotica per una persona dello stesso sesso.
Quindi a seconda degli aspetti della sessualità presi in considerazione,
il numero degli omosessuali varia. In ogni modo, in base a queste
indagini, non dovremmo avere un numero straordinario di nozze gay-gay a
meno che non diventi una moda e un modo per mettersi in mostra aiutati
anche dal rilievo che i mass media darebbero alle relative cause di
separazione e successivi divorzi di omosessuali più o meno noti.
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