Eminem,
il rapper che in 10 anni ha venduto 66 milioni di dischi ha sposato di
nuovo la ex
moglie Kimberly da cui aveva
divorziato cinque anni fa, ma attenzione a non vedere questo
matrimonio come un ritorno di fiamma alla maniera superficiale di
taluni giornali. Eminem, il duro, il violento, il misogino che
nelle sue canzoni, considera le donne mercenarie del sesso, che c’è
l’ha col mondo a cominciare da sua madre Debbie dedita alla
prostituzione e agli stupefacenti ai quali si è piegato anche
lui, è in realtà un essere assai fragile.
Il
successo gli è piovuto addosso dopo una vita molto amara e drammatica: il
rapporto conflittuale con la madre che quando lui diventa un nome
della musica, tenterà di speculare facendo rivelazioni sul figlio
ai giornali e Eminem la denuncerà per diffamazione; un’emorragia cerebrale
a 15 anni che lo porta al coma. Quando ne uscirà il capo di un gang
locale tenterà di sparargli. Del resto un’ammissione di
debolezza la fa lui stesso in “When I’m gone” cantando la
difficoltà di mantenere in equilibrio la sua vita. “Non è strano che tu
non riesca a dormire, prenditi un’altra pastiglia. Sì, scommetto
che farai così. Tu racconti tutto con il rap, certo, mantieniti vero”.
Stupefacenti, depressione, sonniferi segnano la sua vita
accentuando il suo deserto affettivo in cui la sola dichiarazione d’amore
è per la figlia Hailie avuta da Kimberly e della quale ha ottenuto
la custodia. “Spingo Hailie sull’altalena. Lei continua ad
urlare perché non vuole che io canti.” E sono evidenti in questo brano
i suoi sensi di colpa per non riuscire a conciliare i suoi impegni di star
con le necessità della figlia di averlo vicino. Si può capire,
dunque, perché soprattutto un uomo pieno di fragilità come Eminem veda la
famiglia per quello che effettivamente
è: un ideale, un luogo di affetti, di sicurezze, di protezione. Ed
allora ci riprova a rimetterla su. Con chi? Con la stessa donna con
la quale ha condiviso negli anni passati le sue debolezze. Si
rivolge a chi è stata già sua complice. Non fu estranea infatti la
complicità coppia a far risposare Liz Taylor e Richard Burton,
entrambi appassionati enologi, dopo un divorzio. Del resto
nell’esistenza di chi ha avuto a che fare con la tossicodipendenza,
c’è anche la dipendenza dal partner più forte (spesso è la donna) che
spesso finisce per riprendere in mano la situazione. E’ stato il
caso di Jim Morrison e della moglie Pam Course. Da non dimenticare che
recentemente la casa discografica di Eminem ha dato l’annuncio di un
ricovero del rapper per una dipendenza da sonniferi, tanto che si era
vociferato del suo possibile ritiro dalle scene. Comunque l’importante è
la felicità di Hailie che per questo rinnovato matrimonio dei genitori ha
detto di essere al settimo cielo. Durerà questo ripensamento coniugale?
Sull’argomento
pubblichiamo il parere degli esperti su come gestire un ripensamento
coniugale affinché non si traduca in un altro flop
Secondo un sondaggio le riconciliazioni tra partner che si erano separati
avvengono più frequentemente proprio nel periodo delle festività, tra
Natale e la Befana. Sarà che gli animi sono più teneri, si dà maggiore
importanza ai sentimenti ed é anche più facile, dal punto di vista
logistico, rincontrarsi nel giro degli amici, alle cene, alle tombolate,
ai balli.
L’importante secondo i sessuologi e gli psicoterapeuti, è che ricominci un
rapporto nuovo che non deve essere la continuazione della vecchia storia.
Altrimenti sono validi quei detti popolari a cominciare dalla minestra
riscaldata che non ha mai un buon sapore per continuare col proverbio
cinese secondo cui non bisognerebbe mai entrare una seconda volta nello
stesso fiume, del tutto simile a quello australiano per il quale imboccare
per due volte la medesima strada non porta da nessuna parte. Quindi ha un
senso ricominciare se non si ritorna sui motivi che hanno generato il
distacco.
Non si può ripartire con l’idea di prendersi una rivincita, di vendicarsi
o di venire risarciti dei torti passati. Bisogna aver metabolizzato i
meccanismi che hanno innescato la fine della storia per evitare di fallire
di nuovo, dopo poco tempo per le stesse ragioni o peggio ancora per le
recriminazioni.
In sostanza gli psicoterapeuti invitano a non ripetere assolutamente lo
schema precedente. Un esempio per tutti: se lei ha sempre odiato
accompagnare il suo lui allo stadio, non deve farlo controvoglia come nel
passato. Chiarisca e si trovi un altro trastullo. Non si può riprendere
una relazione se la donna continua come prima a non fidarsi del partner,
piantandogli magari una scenata, quando lui le dice che esce con gli
amici.
Tra le altre cose è bene sapere che anche le sfuriate hanno un loro
galateo: mai farle in pubblico perché si costringe l’altro ad avere una
reazione eccessiva per non sfigurare davanti al prossimo. Mai poi passare
dalla discussione di un fatto specifico ad un giudizio sul partner,
mettendo sotto esame la sua personalità. Insomma la litigata dovrebbe
essere limitata al motivo che l’ha generata e non ampliata avviando un
vero e proprio processo al passato. Ci sono errori che non si devono
assolutamente ripetere come evitare di mettere il muso prima , durante e
dopo una discussione in quanto quel modo innervosisce l’altro che si trova
di fronte a un muro. Non si può ricominciare una storia col vecchio
progetto di voler modificare l’altro e cambiarlo a propria immagine e
somiglianza e quindi non accettando mai il suo punto di vista, soprattutto
durante una discussione accesa quando uno dei due ricade nel vecchio vizio
di lasciarsi prendere dalla rabbia e dire parole che rimangono nella mente
di chi le ha ascoltate.
E’ bene imparare a comunicare la tristezza e l’ira nel modo giusto. Frasi
del tipo “Ho ragione io” andrebbero sostituite con espressioni del genere
“Quello che mi dici mi fa male”. Così si contesta solo il contenuto delle
affermazioni del partner, non lo si accusa e si facilita la comunicazione.
Se non si riparte da nuove basi, se non si reimposta il rapporto basandolo
su un nuovo “contratto” comportamentale, si rischia di nuovo un flop, dopo
altre sofferenze e ferite reciproche.
E veniamo al sesso, al fatto che la coppia si deve ritrovare anche da un
punto di vista sessuale. Ci può essere una buona intesa fin dal primo
istante oppure si può avvertite qualche difficoltà. L’importante è che non
ci si senta obbligati a fare subito sesso: non è una dovere da espletare
comunque. Bisogna imparare nuovamente a conoscersi e a desiderarsi anche
sessualmente.