FARFALLONI AMOROSI

 

Carreras: tenore mobile qual piuma al vento

 
Se a qualcuno venisse l’uzzolo di stilare una graduatoria per categorie, arti e mestieri, dei “farfalloni amorosi”, ossia dei maschi più incostanti in amore o volages per dirla alla francese, la palma andrebbe senz’altro ai personaggi della lirica: dai tenori ai direttori d’orchestra. Altro che i marinai, i quali, un tempo, venivano indicati anche dalle canzonette (“Signorine, non guardate i marinai”) come i meno affidabili tra gli uomini... Guai ad innamorarsene, visto che la voce popolare attribuiva loro almeno una donna, in ogni porto. Beh, dei marinai e dei loro frequenti cambi di guardia sentimentale non si parla più e c’è da chiedersi cosa mai è accaduto a questa benemerita arma di sciupafemmine, mentre, seguendo i settimanali illustrati, si scopre che tra i personaggi del bel canto non ce n’è uno che, una volta sposato, abbia dato prova di costanza sentimentale. Povere mogli, sedotte e abbandonate! Sarà che i “lirici” sono contagiati dal melodramma che fa sentire la sua passionale presenza anche nella loro vita privata. Sta di fatto che i più importanti tenori sono capaci di incendiarsi come cerini per qualche giovinotta, a cominciare da Pavarotti che, dopo aver protetto più di una pulzella, a cominciare da Madelyn Renee quando era un’americana mozzafiato che voleva cantare da soprano, ha impalmato la sua ex segretaria Nicoletta. Per non dire di Bocelli, che separatosi dalla moglie che gli ha dato due bambini, medita di sposare la fidanzata. Eh, sì, il tenore è mobile, qual piuma al vento, ad onta della mobilità femminile da lui cantata nel Rigoletto. Ma un campione del farfallonismo tenorile è senz’altro Josè Carreras che solo adesso, dopo le smentite dei suoi familiari, ha ammesso di aver portato all’altare un’antica fiamma, la quarantaseienne Jutte Jaeger, già hostess austriaca. E’ nell’87 che inizia la loro relazione. Alta, aristocratica, la ragazza apparteneva ad un’impeccabile famiglia. “S’incontravano clandestinamente nell’appartamento che lei aveva a Vienna o nella seconda casa che il tenore possedeva a Milano, mentre la moglie di Carreras, Mercedes che nel frattempo aveva avuto da Carreras due bambini, era ben lontana, relegata nella tenuta di famiglia, a quaranta chilometri da Barcellona”, si legge in un libro sui “Tre Tenori”. Ed il bello è che a scriverlo, prima ancora che la figlia finisse nella stanza ovale di Clinton, è stata la giornalista Marcia Lewis, madre di Monica Lewinsky. Roba che se la signora avesse aspettato un pochino a fabbricare un libro, lo avrebbe potuto costruire in presa diretta con ben altri retroscena familiari invece di quelli dei cantanti lirici ed in particolare di Carreras. Racconta la Lewis che Mercedes Perz non ebbe altra scelta che volgere lo sguardo altrove quando José, colpito dalla leucemia, era ricoverato in ospedale e lei e Jutte facevano i turni per fargli visita, stando bene attente ad evitare imbarazzanti incontri nei corridoi del nosocomio. Per anni la storia andò avanti sul doppio binario. Con l’esimio tenore che continuava a promettere a Jutte che avrebbe chiesto il divorzio. Finiva regolarmente per non fare nulla. Così i due amanti litigavano e si lasciavano, per poi riunirsi quando Carreras dava un contentino alla bella austriaca, esibendola pubblicamente come accadde, nel I990, ad un concerto a Vienna. Facendo diventare la relazione pubblica, si giocò però la moglie che, nauseata, si decise a chiedere, nel I992, il divorzio. Lasciamo stare se, di lì a poco, José fu piantato anche dall’amante che, stufa degli otto anni d’attesa di una regolarizzazione della loro unione, sposò un altro: un giovane austriaco di bell’aspetto nonché uomo di affari di successo. Ebbene Carreras venne ben presto visto in pubblico al braccio di una splendida top model tedesca. Del resto il farfallone non smette mai di svolazzare di fiore in fiore. E sempre svolazzando (tra le “rose" che Carreras colse c’è stata anche Katia Ricciarelli) il tenore ebbe un ritorno di fiamma per Jutte, la quale liberatasi dal marito, questa volta ha ottenuto di farsi sposare. Nozze che un Carreras euforico ha comunicato il due maggio scorso nella catalana Manresa. E non è certo una scoperta che i tenori, abituati come sono a impersonare sulla scena principi e eroi, figure tragiche e cupi personaggi, conservino spesso anche nella vita privata grandezze e meschinità degne della migliore tradizione del melodramma. Non avremmo mai pensato, per esempio, che non potesse ricomporsi la crisi matrimoniale del grande (ed è riferito al suo talento più che alla sua mole) direttore d’orchestra Daniel Oren e della bella Schulamith, una fanciulla romana dagli occhi cerulei che per anni abbiamo visto, innamoratissima,al suo fianco. Lei stessa che ha molti anni di meno del consorte raccontava che il Maestro era stato il suo mito fin da piccolissima, quando studiava pianoforte ed i genitori, melomani incalliti, la portavano all’Opera, facendole nascere la passione per la lirica. Insieme al babbo e alla mamma era stata, nell’adolescenza, una fan di Oren che apparteneva alla stessa religione ebraica. Anche lui, come i suoi familiari, era un vero praticante, con lo zucchetto sempre collocato sulla sommità della testa. Il Maestro che allora era sposato con un’israeliana da cui ha avuto due figli, l’aveva vista praticamente crescere. E quando Schulamith, da un anno all’altro, si era trasformata in una affascinante ragazza, dalla taille longilinea e dai lunghi capelli neri in contrasto con gli occhi chiari, tra i due era scoppiato l’amore. Un’unione che pareva perfetta perché i coniugi sembravano l’uno complementare all’altro. Schulamith, col suo charme che l’aveva fatta apprezzare dalle più importanti signore del bel mondo romano, era riuscita a costituire intorno al marito una sorta di corte di “adoratrici della buona musica”. Sì, un seguito per Oren di dame dell’alta società come l’aveva avuto Rudolf Nureyev. Personaggi come l’affascinante Marisela Federici che non mancavano mai di presenziare ad ogni prima del Maestro, in qualsiasi città avesse luogo, pronte a dar ricevimenti in onore di Daniel che, va detto, è pur sempre una gloria della lirica . E adesso? La loro vicenda coniugale che ha fatto tanto soffrire Schulamith ha visto entrare in scena gli avvocati. Sarebbe stato Oren, distratto da altre amori, a sbattere la porta di casa. Peccato! Dispiace sempre quando scoppia una bella coppia! E nel mondo della lirica ne sono scoppiate tante. In testa all’elenco dei mariti infedeli potremmo collocare insigni compositori tra cui il sommo Verdi per proseguire via, via, fino al tenore Ferruccio Tagliavini che aveva messo su due famiglie per cui gli toccava il doppio pranzo di Natale come succedeva a Vittorio De Sica. Ma se qualche moglie del bel canto ha fatto finta, per quieto vivere, di non accorgersi delle relazioni adulterine dello sposo, la vendicativa consorte di Giuseppe Di Stefano ci scrisse sopra un libro. Una pubblicazione che a suo tempo fece molto rumore perché la signora accusò Maria Callas che si fingeva sua amica, di essere in realtà una rubamariti. Sentendosi umiliata e offesa, dette pubblico sfogo alla sua indignazione. Naturalmente il matrimonio con Di Stefano che adesso ha una tedesca al suo fianco, andò a carte quarantotto. Assai differente il comportamento di Mercedes Perz, la moglie di José Carreras che resistette un bel po’ di anni, prima di gettare la spugna di fronte alle evasioni sentimentali del marito.