L’avete
letta la notizia del marito geloso che ha pensato bene di
nascondersi nel bagagliaio della macchina della consorte, per
seguirla e smascherarla? Solo che l'auto era una piccola 500 e, per
non cadere, l'uomo è stato costretto a viaggiare reggendosi con una mano
fuori dal portellone. Una pattuglia della polizia lo ha notato e
ha fermato l'auto per un controllo dopo che un benzinaio vedendo
la mano fuori dal portellone mentre riforniva di carburante la
vetturetta ha subito allertato il 113. Così, quando la donna ha
parcheggiato l'auto nei pressi di un supermercato, una pattuglia
della polizia si è affiancata e ha chiesto di poter controllare
il bagagliaio, smascherando il marito geloso che, imbarazzatissimo,
ha confessato che quello era l'unico modo venutogli in mente per seguire
la consorte in un eventuale incontro extraconiugale. Agli agenti
non è rimasto che stilare un verbale. E il gelosone è finito sul
giornale come Victoria Beckam che per rimediare alla crisi col
bel David e riportarlo all’ovile, avrebbe programmato un altro
figlio. Roba che se le distrazioni del sommo calciatore continuano di
questo passo, il rimedio di Victoria la porterà ad avere una
figliolanza più numerosa dio una squadra di calcio. Sì, la gelosia
affligge anche i vip.


E tanto per restare nel mondo del pallone, come
dimenticare le turbolenze
cui andò incontro Sven Goran Eriksson che fu allenatore della
Lazio ed oggi allena la nazionale inglese quando, suscitando la gelosia
della sua annosa compagna Nancy Dell’Olio si lasciò andare ad
avventure fuori del seminato, come è successo con la presentatrice
televisiva Ulrika Jonsson o la segretaria Faria Alam. Una
tipa, la Nancy, tutta fuoco che una volta riconquistato Sven, a forza di
scenate ha dichiarato: I famosi tradimenti di Sven? Sono successi due
volte e basta. Uno tradisce per lanciare un grido nella notte.
Erano forse messaggi rivolti a me. Nessuna persona si è messa tra di
noi. Non è mai esistita nessun’altra donna, nessun terzo
incomodo, neanche per un minuto, nella mente di Sven. Io non sono
gelosa. Però sono possessiva. Nei limiti del rispetto dell’altro in
amore bisogna essere possessivi. Se uno non è possessivo vuol
dire che non ama. Ce lo insegnano gli animali. Bisogna segnare il
territorio». C’è invece chi per gelosia preferisce segnare la faccia
del fedifrago. Come la grande Anna Magnani, per esempio, che
rovesciò un piatto di spaghetti bollenti a rischio di ustioni sulla
testa di Roberto Rossellini ai tempi in cui venne sostituita nel
cuore del regista da Ingrid Bergman.
Altri, invece , si limitano a piangere come accadde a Pier Paolo
Pasolini quando il suo diletto Ninetto decise di sposarsi. Capita
spesso che le vicende di amori traditi abbiano seguiti giudiziari.
Meriterebbero a volte un seguito sanitario perché la gelosia può
sconfinare nella patologia.
Quando la gelosia è patologica? Un vero e proprio delirio che
oltrepassando i limiti, può portare ad atti cruenti? Ma cominciamo col
chiederci cosa significa essere gelosi? Esistono 4 tipi di gelosia,
sostengono gli esperti: la gelosia depressiva (non ci si sente
all'altezza del partner), quella ossessiva (si e' costantemente
attanagliati dal dubbio se si e' amati o meno), quella ansiosa
(si vive con l'incubo di essere lasciati) e la gelosia paranoica
(caratterizzata da una sospettosita' costante ed eccessiva). Quanto
all'identikit del geloso-tipo, non ci sarebbe una differenziazione
tra i sessi o una correlazione con l'età, mentre ad essere più gelosi
sarebbero i celibi, molto meno i coniugati. Tra le donne, infine, si
registra il tasso più alto di gelosia depressiva e ossessiva,
mentre tra i giovani a prevalere e' la forma più preoccupante della
gelosia paranoica. Comunque la gelosia, ovvero la paura del
tradimento da parte del partner, secondo gli esperti quali la
psichiatra Donatella Marazziti dell’Università di Pisa, e' un
sentimento ''del tutto naturale che, nel corso della storia, ha
rivestito una grande importanza, poiché mira alla conservazione
della specie e alla stabilità della coppia: nei maschi e' infatti legata
alla sicurezza della paternità e, quindi, alla certezza di
provvedere a figli propri; nel sesso femminile, invece, e' legata alla
necessità di tenere legato un partner in grado di assicurare cibo
e protezione alla prole''. Quindi un sentimento da non demonizzare.
Un'emozione ''da non rifiutare e della quale non vergognarsi,
beninteso quando non supera i limiti. Il problema ha rilevato la
psichiatra, e' che ''non e' facile tracciare il confine tra la gelosia
normale e la gelosia patologica”. Si può parlare di gelosia normale, ha
spiegato la psichiatra, se si tratta di un sentimento
''episodico, transitorio e che non provoca sofferenza propria o altrui.
Se tali criteri vengono oltrepassati si cade nella patologia''.
Un campanello d'allarme di una patologia ben più seria potrebbe essere
l’attacco di gelosia per più di un'ora al giorno. In quel caso
bisogna fare attenzione. Da numerosi studi effettuati, la psichiatra e
la sua equipe sono arrivati, infatti, a determinare un limite
indicativo di soglia tra gelosia normale e patologica: un tempo di 60
minuti al giorno. Ovvero, se in una giornata, ha spiegato Marazziti,
''si pensa insistentemente e con sofferenza all'eventuale
tradimento da parte del partner per più di un'ora, questo deve essere
considerato un campanello d'allarme; e' cioè un sintomo
aspecifico di una qualche alterazione sottostante della personalità,
probabilmente scatenata dalla relazione affettiva".
In questi casi, il consiglio, ha proseguito l'esperta, e' quello di
''non soffrire in silenzio ma rivolgersi ad uno specialista, per
indagare su una condotta che potrebbe essere sintomo di un disturbo più
grave, dalla depressione, al panico e la paranoia".
Ulteriori conferme vengono da una recente ricerca condotta su un
campione di 420 studenti universitari tra i 20 e i 25 anni: ''Ad un
primo esame psichiatrico - ha rilevato l'esperta - tutti risultavano
normali ma, ad un esame più approfondito, e' emerso che il
10% del campione presentava una gelosia patologica, superando il
limite di 'un'ora di gelosia al giorno''. E la ricerca ha anche
confermato una base biologica della gelosia: ''In tutti i soggetti 'oltre
soglia', infatti, e' stato osservato un livello della serotonina,
che e' un neurotrasmettitore, più basso rispetto alla popolazione
normale".
