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Avanza il Saffismo sui mass-media

E’ il momento in cui i mass media non fanno che
evidenziare gli “amori saffici”. Le “chiome di viola” sono balzate
all’onore della cronaca. E’ il nuovo trend. I mass media hanno dato,
infatti ampio spazio al “bacio lesbo” benefico. Un bacio da 60
secondi e 90mila euro quello che Jemima Khan, fidanzata di
Hugh Grant, ha schioccato a Kate Moss, "messa all'asta" durante
una serata di beneficenza da Annabel's, a Londra. A sborsare la
cifra da capogiro il miliardario Philip Green, poi dissuaso dallo
sguardo assassino della moglie (una normale!). Il generoso signore ha
deciso allora di cedere l'onore alla seconda miglior offerente,
la Khan la quale non si è davvero sottratta mentre Grant guardava
sconcertato.
Uno dei presenti, sulle prime ammutolito, ha spiegato che nessuno
si aspettava uno spettacolo del genere, seppur a sfondo
umanitario. Si sa, infatti, che secondo i sessuologi baciarsi è il primo
segno di disponibilità all’amore. Il preliminare più rilevante
nel rapporto sessuale in quanto i numerosi recettori nervosi che si
trovano nella bocca e sulle labbra, adeguatamente stimolati,
scatenano la tempesta ormonale. Per giunta il bacio, in base a due
ricerche, ha un significato e una valenza diversa per gli uomini e per
le donne. Il sesso forte considera il congiungimento labiale una
sorta di esercizio obbligatorio, quasi un’abitudine, mentre per
il gentil sesso ha un valore molto più alto in termini di intimità, al
punto che in molti casi viene considerato più importante del sesso.
Insomma a sentire Ingelore Ebberfeld, una sessuologa di Brema
autrice dello studio sul bacio, le donne danno molta importanza al
congiungimento delle labbra mentre gli uomini ne potrebbero fare
tranquillamente a meno. Inevitabile quindi lo sconcerto della platea
benefica a cominciare da Hugh Grant. "Tutti pensavamo sarebbe
stato un bacio sulla guancia. E' durato 60 secondi. Molta gente è
rimasta shockata”, Ma poi è finita in risate - sottolinea con
nonchalance il cronista E rettifica, in un soprassalto di obiettività:
“Proprio tutti forse no, certamente non Hugh Grant".
Ma al disinvolto croniqueur mondain dell’asta benefica fanno
eco altri cronisti che hanno intinto la penna nella melassa per
narrarci la triste istoria di Liz e Daphne che, che dolore!, non si
amano più, dopo soli due mesi di matrimonio e quindi si rendono
protagoniste in Inghilterra del primo divorzio tra lesbiche.
Sentite quanto pathos nelle righe di una delle tante “penne
dolciastre”: "Liz ha
incontrato un'altra e non mi ama più", Una confessione amara, quella
di Daphne: "Liz mi ha detto che non mi ama più da anni. Le ho
chiesto perchè allora mi avesse sposata, e mi ha risposto che lo aveva
fatto per farmi piacere". Daphne sconsolata, ha rivelato al
popolare tabloid The Sun che l'altra si era invaghita di un'altra
donna, incontrata - ironia della sorte - proprio al loro matrimonio,
l'11 febbraio scorso ad Ashford, nel Kent.
A tutto ciò va aggiunto che In Italia continuano a piovere, sugli
scaffali delle librerie romantici testi sugli amori omosessuali.
E’ l’effetto Zapatero che ci sta raggiungendo. E purtroppo in
Spagna le lesbiche si muniscono anche di figli. Dal Paese iberico “compiaciuto
di vivere come in un film di Almovodar” ci arrivano, infatti, le
storie e i ritratti della famiglia nuova presentata dal
Paìs: quella di “mama y mama”. La famiglia
lesbica, fatta da “mamma e mamma” con pargoli, protagonista di una
partecipe e assai tifosa inchiesta, come scrive Il Foglio di
Giuliano Ferrara, apparecchiata appunto dal settimanale spagnolo. “Formare
una famiglia con un’altra donna è qualcosa di più che fare un bambino da
sole” ci viene spiegato all’inizio ed è lì la differenza, sostiene
l’autrice dell’articolo, Nicoletta Tiliacos.
“Ci possono essere figli da legami precedenti, adottati oppure nati
dopo fecondazione artificiale. Si può finalmente passare - dice una
delle intervistate - dalla tolleranza all’accettazione visto che in
Spagna due donne, così come due uomini possono sposarsi e il loro
matrimonio è equiparato a quello eterosessuale.” Ma, stando
all’osservazione dell’autrice dell’articolo de
Il Foglio,
nel ritratto del matrimonio lesbico con bambini che emerge dal
settimanale spagnolo è “normalità”
il termine più evocato, la parola chiave che rimbalza da una
storia all’altra. Ma tanta enfasi ottiene alla fine l’effetto
contrario. Quelle donne simpatiche, forti, affettuose, fotografate con
la luce giusta e col sorriso rassicurante, appaiono impegnate in
una specie di lotta titanica per mettere alla realtà, ai rapporti, al
senso comune, una gentile, colorata, simpatica, camicia di forza. In
nome delle libertà e della libera e fluida espressione delle
potenzialità individuali, e l’appagamento dei desideri dei
quali non si deve dar conto a nessuno, vediamo lievitare un mondo
parallelo dove tutti sembrano un po’ in maschera.
Con sorrisi troppo
sforzati e troppa voglia di dire “Vedete come siamo normali?” Ed i
figli? Il disagio di chi si ritrova a vivere con due mamme come la
francese Claire Breton è stato raccontato in un libro tradotto
anche in Italia (“Ho due Mamme” - Crescere in una famiglia diversa).
L’omoparentalità è diventata ahimé trendy

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