IL RISCHIO CAFONE
   

 

Nuovi fenomeni: il matrimonio competitivo. La battaglia delle spose a suon di soldoni

Anche da noi anche se in modo meno marcato che in Inghilterra le sposine sono affette dal «Competitive Wedding» (matrimonio competitivo). Ossia sono più preoccupate di impressionare amici e parenti con ricevimenti da favola e trovate al limite del buon gusto che di dimostrare quanto davvero siano innamorate dei rispettivi partner.
E’ stata un’indagine della TK Weddings, agenzia specializzata nell’organizzazione di matrimoni, ad evidenziare nel Regno Unito il nuovo trend: su 1.000 future spose, infatti, il 59% ammette di cercare la reazione a sensazione degli invitati, spesso lasciati a bocca aperta da idee quantomeno bizzarre ma spacciate per «assolutamente glamour», e di essere disposte a tutto (debiti compresi) pur di avere il «matrimonio perfetto», mentre solo un risicato 26% predilige l’aspetto romantico della vicenda.
D’accordo che tutte le ragazze che si sposano vogliono che il loro matrimonio sia diverso da quello degli altri ma il modo migliore per raggiungere questo scopo è usare la propria personalità piuttosto che aprire il portafoglio e basta. Le spose dovrebbero imparare a privilegiare i loro gusti, a pensare a quello che piace loro e a quello che, invece, detestano, piuttosto che affannarsi a cercare la cosa più dispendiosa di tutte, convinte che sia anche la più bella e la più originale. Insomma il rischio cafone è davvero dietro l’angolo della navata della chiesa, che di solito si percorre in un tripudio di sete e merletti perché molte coppie sono convinte che l’unico modo per avere un matrimonio da ricordare sia quello di pagare, pagare, pagare. Ovviamente, gli esempi famosi non aiutano a modificare l’andazzo che, al contrario, viene proprio incentivato da certe cerimonie passate alla storia più per la componente kitch che per aver sancito l’unione di due persone innamorate. E se la prima a scendere in campo in questa sorta di «battaglia delle spose» è stata Victoria Beckham fu Adams, che impalmò il bel David nella sensazionale cornice del Luttrellstown Castle di Dublino il 4 luglio del 1999, da allora ogni moglie di un calciatore mediamente conosciuto della Premier League ha fatto a gara per battere le invidiose colleghe, progettando cerimonie sempre più grandiose e costose. Tanto a pagare non erano mai loro. Nel caso, invece, delle comuni mortali dirette all’altare, la sindrome da «Competitive Wedding» diventa pericolosissima perché si accompagna a stress e discussioni e, soprattutto, fa lievitare le spese oltre l’immaginabile. Non a caso, negli ultimi dieci anni, il costo medio di una cerimonia di nozze è raddoppiato, raggiungendo la ragguardevole cifra di 18 mila sterline (poco più di 26 mila euro), in pratica 60 sterline (circa 88 euro) al minuto. Ma, stando al sondaggio, alle dolci sposine pare importare poco, visto che oltre la metà ammette di essere disposta a fare qualunque sacrificio economico pur di avere il giorno da favola che hanno sempre sognato e di svolgere addirittura un secondo lavoro per pagare i conti delle nozze.
 

   
 

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