UNA NOTTE CON ALBERTO DI MONACO

 

Come dragano i principi
 

E' bastato che Charlene Lynette Wittstock, bionda nuotatrice sudafricana, si accucciasse dolcemente sulle spalle di Alberto di Monaco sotto i lampi dei flashes di non so quanti fotografi presenti ai Giochi Olimpici di Torino, perché i media all’unisono riportassero nei titoli di testa con un’indubbia fantasia il seguente strillo: “Il principe ha trovato la sua Grace”. E non è la prima volta ( e probabilmente non sarà nemmeno l’ultima) che ci costringono ad emozionarci con annunci del genere a proposito del 47enne erede di Ranieri che, nonostante tutte le pressioni, non si decide a prendere moglie anche se in fatto di amplessi ne deve combinare evidentemente di tutti i colori dal momento che ha riconosciuto come suo figlio naturale il piccolo che però è escluso dalla successione. Quanto a Charlene, beh, se è la sua Grace, Alberto ci sta meditando sopra un po’ troppo perché è dal 2000 che i due “colombi” si conoscono come risulta da un’intervista che la stessa nuotatrice ha concesso a Point de Vue, una rivista specializzata in storie di Altezze più o meno reali. Ebbene la prima volta che il principe adocchiò la bionda fanciulla fu quando Charlene fu medaglia d’oro e d’argento nelle gare dei 200 e 100 metri dorso nell’edizione 2000 del Mare Nostrum, la cui finale si svolse a Monaco. In quell’occasione Alberto le inviò un mazzo di fiori coi suoi complimenti. Un inizio della storia del tutto formale. Ma l’anno successivo, nel giugno del 2001, quando rivede la fanciulla intenta a far colazione in un albergo di Monaco insieme a nuotatori svedesi e canadesi perché è lì per un meeting natatorio, si fa ardito. Le lancia un invito per una serata insieme. “Io non sapevo cosa rispondere. Avevo degli orari da rispettare. Mi domandavo se potevo far tardi la sera”, confessa la fanciulla che risolve il dilemma “vado, non vado” suggerendo al principe di chiedere il permesso di portarla fuori all’allenatore che, si sa, per i nuotatori, è come la mamma. Alberto eccepisce che un “no” dell’allenatore non sarebbe stata una buona risposta, ma, confidando nel fatto che i desideri di un Grimaldi a Montecarlo sono legge, si lascia condurre da Charlene al tavolo dove è seduto l’allenatore con gli altri nuotatori. La fanciulla presenta il principe e racconta:” Alla presentazione è seguito un silenzio glaciale. Ma lui non ha avuto la benché minima difficoltà ad ottenere il permesso dal mio allenatore al quale ha promesso che mi avrebbe riaccompagnato lui stesso all'albergo. Non sapevo come vestirmi per la serata. Mi sono precipitata in una boutique accompagnata dalla selezionatrice olimpica. Abbiamo scelto un top in maglia e una gonna lunga. All’ora stabilita, circondato dalle sue guardie del corpo il principe è venuto a rilevarmi all’albergo con la Rolls Royce. Si è seduto dietro nell’automobile e mi ha parlato della sua passione per lo sport e per il nuoto. Si è comportato da vero gentiluomo, informandosi su quello che mi piaceva nella vita. Prima ci siamo fermati in un night club dove abbiamo ballato e poi con una coppa di champagne in mano mi ha fatto scoprire Monaco mostrandomi tutti i monumenti compreso il Palazzo reale. Mi ha anche raccontato di aver faillì di sposarsi con una nuotatrice”. Ed infatti tra le tante ragazze cui si è accompagnato Alberto, oltre alle modelle come Angie Everhart, Claudia Schiffer, Karen Mulder, Naomi Campbell, Carla Bruni e alle attrici come Valerie Kaprinsky e Catherine Oxemberg, compare anche Mary White, campionessa di nuoto americano, doppia medaglia d’oro alle Olimpiadi di Los Angeles. Ma a questo punto vorrete sapere come si è conclusa la prima nottata di Charlene con Alberto? Eh sì, dopo aver circolato per un bel po’ nelle strade di Monaco, il principe ha condotto la fanciulla nel suo appartamento che guarda dall’alto il Principato. No, un momento. Non traete le scontate conclusioni! I principi riservano sempre qualche sorpresa. Racconta infatti Charlene. “Io non sapevo cosa mi aspettava.”. O meglio pensava a quello che avviene comunemente quando di notte si sale nell’appartamento di un uomo. “Ma noi non eravamo soli” Ed è la prima sorpresa. La seconda è il caffè. “Uno degli assistenti ha preparato i caffè” La terza è la contemplazione del panorama con la tazzulella in mano. Ossia caffè con vista. Fino alle 5 del mattino. Si, una lunga contemplazione. “Io penso che amasse la mia compagnia perché lo facevo ridere”. Dopodichè, come aveva promesso, il principe riaccompagnò Charlene in albergo. “Mi dette il suo numero telefonico pregandomi di richiamarlo se fossi tornata a Monaco. Ma io ero talmente stanca che crollai sul letto. Più tardi nella mattinata ho cercato dovunque questo numero ma non l’ho mai trovato.” A parte il fatto che, secondo tradizione, dovrebbe essere sempre l’uomo a richiamare la fanciulla e non il contrario, aspettiamo la prossima intervista di Charlene (se la storia col principe continuerà) per sapere come si sono rimessi in contatto.