SCIOCCANTI RIVELAZIONI
   

La malattia che lesionò le corde vocali della Callas

Serata shock all’Opera di Roma per un doppio ordine di motivi. La prima considerazione veramente scioccante è che sono occorsi cinquant’anni perché si organizzasse una seratissima di riconciliazione, decisamente postuma, del Teatro e del pubblico romano con Maria Callas. Sì, mezzo secolo da quella sera del 2 gennaio del 1958 quando la “divina” interruppe all’Opera la sua interpretazione de la “NORMA” di Bellini.
Non rientrò in scena e non si comprese se era irritata per essere stata beccata da un loggionista o se effettivamente non si era sentita bene. Trovarono credito entrambe le versioni. La rappresentazione fu sospesa e sulla cantante piovvero accuse di ogni genere. Venne centrata da mille strali. Il pubblico romano che dovette tornarsene a casa in mancanza di una sostituta che potesse portare a termine lo spettacolo, si sentì offeso. E fu uno scandalo senza pari visto che, oltre a tanti personaggi di grido, era presente alla prima il Presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi rimasto anche lui, come tanti altri, appiedato sulla soglia del Costanzi, dal momento che gli autisti dei Vip, non potendo prevedere gli eventi, erano andati a pranzare. Ebbene, da quella sera Maria Callas non mise mai più piede all’Opera di Roma dove, appunto cinquant’anni dopo quella sera, si è riaffacciata, riproponendosi con bellissime immagini e filmati rievocativi di quel lontano evento.
E per fortuna è toccato a due abilissimi presentatori, i radiofonici Enrico Stinchelli e Michele Suozzo che ogni giorno dai microfoni di Radio 3 conducono “LA BARCACCIA”, la trasmissione cult della lirica, siglare la pace dei romani con il defunto soprano. Lo hanno fatto con sapienza, cultura e gusto, raccogliendo le testimonianze di Gino Lollobrigida e Silvana Pampanini, entrambe presenti all’Opera di Roma il 2 gennaio 1958 e chiamando alla ribalta il foniatra Franco Fussi, portatore di un autentico scoop. Ossia di una rivelazione shock sul conto della “divina”. La Callas, a suo dire, anche se quella sera aveva cantato l’aria di “Casta Diva”, suo cavallo di battaglia, non al meglio ma comunque a livello come dimostrava il diaframma, sentiva che la voce le poteva venir meno. L’aveva perduta nei giorni precedenti e poi miracolosamente l’aveva recuperata. Una voce che andava e veniva per colpa, a giudizio della cantante, di una sorta di influenza come lei stessa aveva poi spiegato in una lettera al settimanale “Oggi”. Ed invece l’influenza, come ha testimoniato il foniatra Fussi non c’entrava per niente. L’altalenarsi della voce era il segno di una malattia, la dermomiosite che comporta l’indebolimento dei muscoli e che si sarebbe aggravata col tempo minando definitivamente le corde vocali del soprano. Nessuno aveva mai parlato di questa malattia che ci ha privato anzitempo di una delle più belle voci della lirica mondiale. La dermomiosite può causare, a detta del foniatra, anche l’infarto. E’ ipotizzabile quindi che la morte della Callas sempre circondata dal mistero, sia stata causata dalla medesima malattia che ha lesionato quello strumento meraviglioso che era la sua voce.

   
 

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