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Quando la coppia
scoppia a colpi di messaggini

Non
rintracciare il marito o la moglie se non l’amato bene, sia pure
telefonicamente, nei luoghi solitamente frequentati è sempre stato
il segnale di un possibile tradimento. Si riteneva, quindi, che
l’avvento del cellulare consentisse ai fedifraghi di celare al
meglio le loro marachelle, rendendosi sempre reperibili anche se
impegnati in altre alcove. Non si è tenuto conto però degli SMS
che restando incisi nel cellulare di lui o di lei, possono rivelare
l’inserimento nel ménage di una terza persona.. Lasciamo stare se
uno scopre il terzo uomo o la terza donna per puro caso,
prendendo che so, per comodità il telefonino del coniuge o se, invece,
esegue sull’altrui cellulare una vera e propria investigazione.
Ci piacerebbe sapere
se gli SMS diretti da un marito o da una moglie al terzo incomodo
potrebbero essere portati in Tribunale in una causa di separazione
come prova del tradimento. O per non violare la privacy
bisogna far silenzio sulle corna? Ebbene, come saprete, il
telefonino violato è al centro di una vicenda giudiziaria che
però non ci darà questa risposta, in quanto Simona Ventura e
Stefano Bettarini nell'inverno di due anni fa. Il 14 dicembre del
2004 si sono presentati davanti a un giudice del tribunale di Milano,
per una separazione che hanno finito per fare consensualmente. Adesso
bisognerà vedere Bettarini sarà rinviato a giudiziose per violazione
del segreto di corrispondenza, violazione della privacy e
ricettazione visto che è arrivata la comunicazione di chiusura delle
indagini da parte del pubblico ministero Frank Di Maio, titolare
dell'inchiesta relativa alla pubblicazione degli sms scambiati tra l'ex
moglie di Bettarini e il produttore televisivo Giorgio Gori.
Una vicenda legata a doppio filo al divorzio tra l'inviato de La
Talpa, e la conduttrice. in cui il telefonino. ha il ruolo
centrale. Eh sì, il cellulare, in un certo senso, ha preso il posto del
confessionale. Confessioni che spesso vengono fatte a voce
spiegata. Alla faccia della privacy! E senza preoccuparsi dell’imbarazzo
del prossimo che in spazi magari ristretti è costretto ad ascoltare
storiacce, di liti familiari, di problemi finanziari. Una valanga di
“fatti vostri” come se non bastassero quelli televisivi.
D’accordo che il parlatore se ne infischia dell’esaurimento del
vicino. Ma il brutto è che non pensa nemmeno all’esaurimento della
carica, facendo venir meno le ragioni di reperibilità e di
sicurezza che rendono prezioso l’uso del cellulare. C’è dunque chi usa
il portatile come un confessionale e chi come lo scrigno dei suoi
segreti. In questo ultimo caso sarà bene farlo squillare il meno
possibile soprattutto se si ha una relazione extra moenia. In
linea generale andrebbe fatto tacere quando si entra in chiesa
anche solo per rimirare un dipinto, quando si va al teatro o al
cinema, ad un incontro col partner abituale, ad un
colloquio di lavoro, ad un pranzo placé, ad una
partita di tennis o meglio ancora ad una finale dove i giocatori
hanno bisogno della massima concentrazione. Ma quante volte è capitato a
ciascuno di noi di udire il fatale squillo nelle sopracitate
occasioni? Nella Basilica di
San
Pietro, al Teatro dell’Opera, al Foro Italico dove, anni fa, il tennista
Jim Courier, al trillo persistente di un cellulare, si bloccò e
fece tutta una sceneggiata, dichiarando poi che quello romano era il
campo più rumoroso del mondo. Tanto che l’organizzazione del
torneo invitò gli spettatori a parcheggiare il cellulare acceso in una
saletta dove era stato allestito un servizio di segreteria.
Ma soprattutto i politici non aderirono, preoccupati evidentemente che
altri potessero raccogliere messaggi di inciuci o di
traversalismo. Già perché, come dicevamo, il cellulare può fare
anche da spia. E non parliamo poi dei funerali cosiddetti
“importanti” come quello dello sventurato Gianni Versace dove fu
soffocato, durante il mesto rito, più di un trillo di cellulare. Roba
che chi non si
preoccupa
di spegnere il portatile mentre assiste alla cerimonia funebre di un
estinto più o meno caro, commette un “reato da fucilazione”, come ha
sentenziato Paolo Stefanato nel suo “Galateo del telefonino”.
Bisogna riconoscere che da un po’ di tempo in qua il suono dei cellulari
è diventato più soft: i trilli sono meno striduli e chi lo
porta nella tasca della giacca (come dovrebbero fare gli uomini e perché
no? anche le donne, considerando che sono terribili gli astucci
collegati alla cintura per i maschi nonché l’affannoso frugare
nella borsetta per le signore) può, grazie alla “modalità a vibrazioni”
, evitare del tutto o limitare al massimo i suoni e le varie
musichette. Sì il telefonino, soprattutto quello del fedifrago,
dovrebbe passare inosservato. Mai poggiarlo, per esempio, sulla
tavola di un ristorante, mentre ci si reca a lavarsi le mani... E’
sommamente cafone. Ed anche pericoloso se si è in compagnia di un
partner sospettoso. L’uso, poi, va distinto dall’abuso
confessato da Bettarini a proposito di un'altra vicenda, questa volta
relativa al “calcio truccato” in cui rimase coinvolto. Tanto che
verrebbe voglia di chiedere all’ex calciatore, alla sua ex moglie e a
qualche altro se del telefonino in generale pensano tutto il
bene possibile: che risolve i problemi, semplifica la vita, placa le
ansie, (quando non ne crea di nuove) mettendo in comunicazione
chi si è smarrito tra la folla all’uscita, per esempio, della stazione o
chi ha smarrito la vecchia via. matrimoniale trovandone una nuova. Più
volte poi il cellulare ha assicurato alla giustizia gli assassini
traditi proprio dall’aver fatto uso di quello della vittima.
Grazie a tecniche sofisticate, i portatili possono essere localizzati,
infatti, dal Global Promotioning System della polizia.
Certo, l’ indubbia utilità del cellulare nel caso di amori
clandestini e finanche nella loro scoperta, non va discussa.
Anche se poi dell’avvenuta pubblicazione dei messaggini se ne
dovrà discutere nella aule giudiziarie. |
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