LA SOTTILE TORTURA
   

Niente di peggio che consegnare alla moglie, grazie agli arresti domiciliari, un marito accusato di valutare intimamente il talento di future vallette

Riflettete un attimo e dite se esiste un supplizio peggiore degli “arresti domiciliari”, ossia a casa accanto alla moglie, per un portavoce di un uomo politico di rilievo che, accusato di “concussione sessuale”, veda pubblicate ogni giorno dai giornali le intercettazioni telefoniche sul suo attivismo sessuale nei confronti di starlettes in cerca di spazi televisivi. Lasciamo da parte per un momento la “concussione”, reato per il quale si richiede la qualifica di pubblico ufficiale nonché l’esercizio della costrizione sulla fanciulla di turno. Non sarà poi così difficile per Salvo Sottile (perché è di lui che parliamo) difendersi da una simile accusa visto che non si può davvero pensare che le starlettes che gli si raccomandavano, non fossero poi consenzienti alle sue profferte. Appare, anzi, dalle intercettazioni, che ci fosse una gara per approdare sul canapé di questo mandrillone. Ma la vera tortura per Sottile è quella di difendersi ogni giorno dagli attacchi di sua moglie , la signora Debora, alla quale, dati gli arresti domiciliari, non può davvero sottrarsi. Immaginate quando in casa arrivano i giornali con le foto di Elisabetta Gregoraci (foto a sinistra) o di Maria Monsè, accompagnate da piccanti rivelazioni per cui il mascelluto Salvo è stato definito da Beppe Grillo “un benefattore “ perché, anche grazie a lui, “gli italiani hanno potuto ammirare culi e tette tutte le sere in tv”. Scrive pressappoco Grillo che se ad influenzare le decisioni della Rai fosse stato un individuo niente affatto incline ad esplorazioni ginecologiche, ossia un alternativo, “gli italiani si sarebbero sciroppati piselli e viados”. Ma vallo a far capire alla signora Debora certamente ignara di queste performance maritali. D’altra parte si sa che i mariti fedifraghi temono soprattutto le reazioni delle mogli si chiamino Debora o Marina (Doria). Vittorio Emanuele di Savoia che, per la verità, preferiva pagare, sia pur tirando sul prezzo, i suoi spassi d’alcova con mercenarie dell’amore, si raccomanda, infatti, in una telefonata intercettata di tenere all’oscuro sui suoi incontri sessuali il figlio Emanuele Filiberto il quale, in un’occasione, riferì tutto alla madre Marina facendo scoppiare il finimondo. Le reazioni ad ogni tipo di tradimento coniugale sono quasi sempre tempestose. Mica tutti sono come Alexandre Dumas che quando sorprese a letto la moglie con Roger de Beauvoir, rimboccò loro le coperte e passò il resto della notte a scrivere nella stessa stanza. Non si dica però che gli intellettuali hanno reazioni diverse dai comuni mortali, siano o non esponenti del non pensiero! Stendhal quando scorse dal buco della serratura l’amata Angela con un altro uomo, cadde in depressione per 8 mesi. “Le marionette che avevo visto mi danzavano davanti agli occhi e non riuscivo più a scrivere, parlare, pensare”. Una volta guarito, per eccitarsi si fece raccontare da Angela tutte le sue infedeltà nei minimi particolari. Adèle, la bellissima moglie di Victor Hugo, fu sedotta da un amico di famiglia, il critico Saint-Beuve. I due si incontravano in piccoli alberghi e si giuravano amore eterno nelle chiese. Una sera Hugo li sorprese mano nella mano. Adèle confessò l’adulterio. Lo scrittore pensò prima di uccidere i fedifraghi, poi di suicidarsi. Alla fine preferì farsi un’amante, Juliette Drouet. Emile Zola, innamoratissimo della cameriera Jeanne, per starle vicino, le prese un piccolo appartamento poco lontano dal suo dove nacquero anche i loro due bambini. La moglie Alexandre, scoperto il tradimento, prese a sorvegliarlo, minacciando ogni momento di ucciderlo e di uccidersi. Chissà se in casa Sottile, la moglie di Salvo, ha ripristinato il “santo manganello”. E così almeno l’ideologia è stata fatta salva.

   
 

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