| “ IL CERCHIO” | ||||
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Dal 20 al 24 FEBBRAIO 2008
Un thriller
psicologico, una trama cruda e crudele. Una tragedia familiare che si
annida nella pareti domestiche, tra le quattro mura di una stanza, di un
teatro, di una gabbia. Dopo il successo di “SOUL 3 maschile-femminile” (12 corti teatrali dedicati alla coppia e alla solitudine) il regista e autore Alessandro Fea torna al Teatro Politecnico di Roma con “Il Cerchio”. Lo spettacolo, che ha debuttato al Teatro Sala Uno di Roma nel Gennaio 2008 all’interno della rassegna “IO TI UCCIDO”, è un giallo urbano che racconta la storia di due fratelli e di una madre, morbosamente legati l’uno all’altro, da un vincolo dilaniante. Un’oscura verità, custodita dall’omertà dei protagonisti, si nasconde all’interno di una famiglia…. La trama coinvolge lo spettatore in un lento e atroce palesarsi di questa verità e in una conclusione follemente tragica.
Alessandro Fea, classe 1969, emergente artista romano dal talento poliedrico, dirige la Compagnia Sofis Arte Musica ormai da 5 anni, collezionando recensioni entusiastiche e commenti più che positivi da parte della critica (Rodolfo Di Giammarco, Laura Novelli, Tony Colotta tra gli altri) e del pubblico. Musicista, regista, autore di spettacoli e testi teatrali di successo, da Dante a Lou Reed, da Pound a Billie Holiday, Patti Smith e Andy Warhol, nei suoi spettacoli poesia e musica si fondono con i testi drammaturgici per reagire al conformismo e scuotere lo spettatore, mettendolo di fronte a testimonianze radicali. Pur provenendo dal mondo della musica (Mississippi Jazz School e Università della Musica a Roma), negli ultimi anni Fea si sta cimentando anche come autore di un peculiare "teatro con partitura". Nel 2007, con “Jenna” al Teatro Politecnico di Roma, ha consacrato questa drammaturgia “scorretta”, che ha come protagonisti gli uomini e le donne, figli e figlie, padri e madri di una metropoli caotica ed eterna: Roma. Una città fatta di rovine, anche umane, di progetti grandiosi, ma soprattutto di espedienti e alternative di sopravvivenza. Gli affetti e le ansie si riversano spesso in un linguaggio periferico e serrato, alla ricerca di una via d’uscita degna e umana.
Per informazioni , materiale stampa e prenotazioni biglietti Jacopa Stinchelli + 39 348 09 72 150 Giusy Pascucci +39 338 818 33 89
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