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E’ meglio che la neo sposa-mamma prenda o
perda l’aereo?

Tempi
di amori e ancora di vacanze. Ed ora che i viaggi di nozze
si fanno col pancione, visto che vengono emulati i cosiddetti Vip
che si sposano a “pancia in fuori”(ultima della serie Alena
Seredova che ha sfilato col pancione del bimbo di Buffon e
probabilmente sposerà col pancione il suo portierone), sarà il
caso di elencare le particolari precauzioni che devono essere
adottate dalla fresca sposa già gestante.
Premesso che secondo un documento della Mayo Clinic di
Rochester, negli Stati Uniti, non ci sarebbero guai né per la mamma
né per il nascituro se la gestazione scorre nei binari della normalità,
è sicuramente il II° trimestre il periodo più sicuro per
viaggiare in gravidanza, ossia tra la 18esima e la 24esima settimana
quando il rischio di aborto o parto prematuro è il più basso.
Sarà
bene in ogni modo che la mammina in attesa beva molto liquidi
durante il volo per contrastare l’effetto disidratante dell’umidità
presente in cabina. E’ vero che i moderni aerei sono perfettamente
pressurizzati, ma certamente nel sangue sia della gestante che del
nascituro scorre meno ossigeno perché stare sull’aereo ad alta
quota è come trovarsi sul picco della montagna.
E’ sconsigliato, in particolare alle donne incinta, di rimanere ferme
in poltrona per tutta la durata del viaggio. Ogni mezz’ora
bisogna alzarsi per camminare qualche minuto e fare quegli esercizi di
bordo indicati dalle istruzioni: flettere e stendere le gambe, muovere
le braccia e le spalle per evitare rischi di trombosi. E’ il caso di
indossare calze elastiche che aiutano a massaggiare le gambe.
Proprio per consentirsi tutti questi movimenti è opportuno che la
gestante chieda un posto sul corridoio dell’aereo: in questo modo potrà
allungare le gambe, sgranchirle e alzarsi ogni volta che ne ha voglia.
Posti adatti sono anche quelli vicino all’uscita di emergenza dove lo
spazio è maggiore e si sta quindi più comodamente. Pancione o non
pancione, la cintura di sicurezza va allacciata per evitare che
un vuoto d’aria procuri terribili contraccolpi. Meglio non imbarcarsi,
soprattutto per viaggi molto lunghi, alla 36 settimana perché si può
rischiare che l’emozione faccia nascere il bimbo in anticipo.
Un caso particolare è quello delle gravidanze gemellari, situazione in
cui è bene evitare il volo già dopo 32-33 settimane di gestazione
in quanto il parto arriva spesso prima dei nove mesi. Il consiglio del
ginecologo è opportuno per ogni singolo caso. Ci possono essere infatti
donne in attesa con problemi cardiocircolatori, di anemia, di
insufficienza placentare, o sofferenti di trombosi venosa nonché di
disturbi della coagulazione sanguigna. In questi casi il parere del
ginecologo in merito al viaggio in aereo è indispensabile perché
si sa che la gravidanza facilita la formazione di trombi, così come
stare a lungo seduti: due fattori di rischio che si sommano se la
gestante viaggia in aereo.
Per non dire che si aggiunge un altro fattore di rischio di trombosi
se la mamma in attesa è una fumatrice. Sconsigliatissimo il
viaggio se ci sono minacce di aborto nel primo trimestre o di parto
prematuro. Va detto che, secondo le regole stabilite dalla IATA,
l’Organizzazione Internazionale delle Compagnie Aeree, fino al 7°
mese di gravidanza non occorrono segnalazioni speciali, sempre che la
donna non soffra di particolari patologie o sia in attesa di due o più
gemelli. Oltre il 7° mese, bisogna presentare alla partenza un modulo
chiamato INCAD (si trova in aeroporto o si richiede alla
prenotazione) che deve essere compilato dal medico di base. Senza questo
certificato la gestante non può salire a bordo. Ma se il tempo è
brutto il comandante ha il potere discrezionale di non far imbarcare la
donna prossima al parto anche se è provvista di certificato.
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