VIPPOCRAZIA
Le star invocano la privacy ma mettono il letto in piazza.
Si scopre così che le sexy symbol pantere in copertina
a letto sono una frana

Ci doveva pur essere da parte del sesso forte una risposta a Manuela Arcuri che aveva rivelato i flop o per meglio dire la “cilecca” dei suoi spasimanti la prima volta che avevano avuto il privilegio di trovarsela tra le lenzuola. Ebbene le sexy symbol più reputate che fanno le pantere sulle copertine dei giornali, in realtà, stando alle rivelazioni dei loro partner, sono solo una grande delusione sotto le coperte. Insomma portarsi a letto le donne più desiderate del pianeta è il peggio che possa capitare ascoltando, per esempio, l’ex fidanzato baskettaro di Madonna, Dennis Rodman il quale ha detto che “far sesso con la pop star è stato un errore. Mamma mia che delusione. A letto con Madonna ci si annoia da pazzi! Una frana!”. Nick Carter poi ha solo brutti ricordi di Paris Hilton: “Prima di un rapporto ha bisogno di farsi di alcol e droga, poi a letto le sue prestazioni mettono tristezza!” E Pamela Anderson ritenuta la “Bomba del sesso”? “Come bomba è scoppiata: ha il terrore di lasciarsi andare ed è tormentata dall’ansia di prestazione”, ha confessato Kid Rock (foto a sin.), suo marito per 121 giorni. Se poi Jenna Jameson ci aveva a suo tempo informati che Nicholas Cage “puzza come il sudore distillato di un barbone senza tetto”, Lenny Kravitz (foto in basso.), l’uomo che ha amato Nicole Kidman, Vanessa Paradis e Natalie Imbruglia ha rivelato che non fa più sesso da tre anni e che non è mai stato meglio di così.”Le donne - ha detto - non mi interessano più”, tale è stata la delusione provocata dalle sue celebri ex che gli hanno fatto passare qualsiasi voglia. E veniamo a la “Disperate Housewife”, Nicolette Sheridan. Il suo ex Nick Sorderblom giura che è “gelida come un cadavere. Mai un po’ di calore nemmeno umano. In otto mesi lo abbiamo fatto solo sei volte”. E Maria Shaparova? Un pezzo di legno. Parola del rocker Adam Levine che con la siberiana ha avuto una storia breve visto che “Maria è una statua sempre immobile che non parla mai. In campo geme come una pornostar, ma a letto si comporta come una diva del muto. Ho dovuto ricorrere agli antidepressivi per uscire da questa storia. E’ stato peggio di quando ho scoperto che Babbo Natale non esisteva.” La realtà è che questi personaggi cui ha arriso un certo successo prima si congiungono e poi criticano pubblicamente le performances dei loro partners. E se non vale più la regola che un gentiluomo fa silenzio su quel che accade nell’alcova, peggio ancora si comportano le gentildonne come Kim Basinger la quale ha detto che baciare Mickey Rourke è “come leccare un posacenere”. Di Ronaldo l’ex amante Lara ha detto: “A letto non è un fenomeno come in campo. Troppo muscolare e poco cerebrale”. Non si salvano dalle critiche a posteriori nemmeno gli uomini di una volta scomparsi da tempo. Per Anna Kashfi, l’indiana moglie di Marlon Brando, l’attore “non era dotato ma nemmeno abile”. Clark Gable per Joan Crawford, sexy symbol pure lei “ non era un amante appagante, per questo cercavo di distrarlo in ogni modo dalla camera da lettoRodolfo Valentino per Natascia Rambova era solo “un piumino rosa da cipria”. Per la moglie Priscilla che secondo quanto ha scritto Massimo M. Veronese su “IL GIORNALE” arrivò vergine al matrimonio senza fatica, Elvis The Pelvis a letto pensava solo alla mamma defunta. “La prima notte di nozze mi disse triste e sconsolato: vorrei tanto che mamma fosse qui con noi”. Di Yvonne Sanson che non si è mai abbandonata a confessioni, si sa che dopo ogni scena di bacio con Amedeo Nazzari si limitava a sputare. Nemmeno John Kennedy è stato esente da critiche. “E’ troppo sbrigativo e si addormenta subito”. Così lo liquidò sua moglie Jackie. La verità è che donne e uomini Vip mettono anche il letto in piazza. Non c’è dubbio che diano garanzia di riservatezza soltanto gli amplessi con uomini o donne sconosciuti.

 

Manuela Arcuri e la cilecca:
se le star, una volta, si ammantavano di mistero,
ora mettono le mutande in piazza.

Che cosa non si dice per guadagnare uno spazio sui giornali o nelle trasmissioni televisive. Manuele Arcuri nell’ansia di far sapere che tra poche settimane si vedrà nel nuovo video di Prince, che l'ha voluta nel clip della canzone Somewhere Here On Earth, va ripetendo, ad uso dei mass media, si capisce, che è una vera tragedia, per quel che riguarda il sesso, essere bella e famosa come lei. Anzi, “essere una donna così importante”, parole sue profferite a “La vita in diretta”. Sì, perché, la prima volta che affronta il letto con un innamorato di fresco conio, accade che lui pensando “oddio, lo sto facendo con l’Arcuri”, fa cilecca. Insomma sotto le lenzuola, niente. «Il sesso? Un flop», ha rivelato la star di Latina al settimanale Vanity Fair. Il fatto è che gli uomini la vedono «come quella dei calendari, supersexy e inavvicinabile» e che, allora, «si preoccupano, si agitano, credono di dover fare i fenomeni. Pensano: oddio, lo sto facendo con l'Arcuri, e non concludono». Un dramma. Che si verifica con puntualità ad ogni approccio nuovo tanto che l'attrice si è dichiarata «rassegnata» e disposta a concedere «sempre una seconda chance». Nella speranza che Repetita juvant e che il maschio novello non venga più colpito dall’ansia di prestazione. Ma che succede a quello sventurato che non supera nemmeno la seconda prova? Gli viene precluso per sempre il talamo? Ora se è vero che queste star con le loro rivelazioni, non fanno davvero sognare, bisogna riconoscere che concedono a tutti di entrare nella loro intimità. Se una volta si ammantavano di mistero, ora mettono le mutande in piazza.

Il letto e il potere. Portando Carla Bruni in visita ufficiale, Sarkozy nobilita il ruolo dell’amante facendolo uscire dalla clandestinità. E sulla coppia si abbattono le rivelazioni.

C’è da chiedersi per quale motivo gli amori di Sarko e di Carla Bruni incontrano tanta ostilità. E’ forse l’ostentazione della loro attrazione fatale che dà tanto fastidio? Quel tenersi mano nella mano, braccio sulla spalla o acciambellato al punto vita nel corso delle visite di Stato? Cosicché, grazie a Sarko, la figura dell’amante risulta nobilitata ed esce per sempre dalla clandestinità dove per secoli  era stata relegata. O non sarà piuttosto il timore che l’innamoramento possa distogliere, influenzare e finanche, rammollire chi ha responsabilità di governo? Varrebbe la pena di ricordare quanto fu ostacolata la liaison amorosa tra Togliatti e Nilde Jotti dallo stesso Partito Comunista, quando l’attentato al “Migliore” (come era chiamato Togliatti) scoperchiò la sua scomodissima relazione fino a quel momento rigorosamente  clandestina.
Togliatti ha offerto in dono/ all’amante il partito/ egli è tre volte buono/ oppure rimbambito”, recitava una delle tante strofette che caratterizzarono il tormentone contro  gli amanti di Montecitorio.  Sarà che nelle aspirazioni della massa c’è il desiderio di essere l’unica amante di un capo. E’ per questo che nei sondaggi il consenso  nei confronti di Sarko è in calo. Eppoi ci sono le offensive mediatiche scatenate dagli oppositori del presidente francese. E quando le vicissitudini sentimentali servono alla lotta politica si arriva anche ad usare armi indegne. Non bastavano infatti i diktat dei cerimonieri dell’Arabia Saudita, i quali hanno ingiunto a Sarko di lasciare l’amante a casa in quanto nelle visite di Stato solo le mogli sono tollerate in quel paese. Ecco che un tabloid inglese , in un lungo servizio dal Brasile, riporta sia pure col beneficio del dubbio, la rivelazione secondo cui Carla sarebbe il frutto di una relazione extraconiugale  di sua madre Marisa.  La ex top model  non sarebbe la figlia del ricco, raffinato e defunto Alberto Bruni bensì di «un uomo d´affari italiano di minor successo» che si chiama Maurizio Remmert, ha 61 anni e vive in Brasile. Nel reportage da San Paolo  si dice che a rivelare a Carla la scioccante verità sarebbe stato lo stesso Alberto Bruni sul letto di morte, nel ‘96.
Secondo un articolo pubblicato da Repubblica la modella sarebbe salita su un aereo diretto a San Paolo per correre a conoscere il vero padre biologico e le sue due mezze sorelle: Ana Paula, che oggi ha 34 anni, e Ana Luisa, 33, e sarebbe tornata «felicissima di avere delle sorelle brasiliane».
La notizia è venuta fuori in Brasile per la prima volta lo scorso febbraio sul giornale Estado de Sao Paulo, in tempi non sospetti, dunque, ben prima che divampasse l´amour fou fra la top model - cantante e il presidente francese.
Maurizio Remmert, separato dalla moglie che lavora con successo in televisione, si trincera dietro un no comment, ma indirette conferme alla vicenda vengono dal marito di una delle presunte sorellastre di Carla Bruni, il quale ha affermato che la modella è andata a fare visita a sua moglie e poi ha aggiunto: «Non posso parlare, non mi è permesso, Maurizio mi ha chiesto di non dire nulla».
Insomma avrete certamente afferrato il senso di questa odiosa rivelazione di genere intimistico-aggressivo. E  chissà quante altre notizie più o meno fantasiose verranno diffuse  di qui fino al 9 febbraio che secondo taluni giornali dovrebbe essere il giorno in cui Sarkozy e Carla Bruni convoleranno a nozze.

Sulla vicenda relativa alla paternità di Carla Bruni riprendiamo il servizio realizzato da Annalena Benini per “IL FOGLIO”, mentre in Francia infuria la polemica sui tre libri che hanno per protagonista Cécilia, la precedente signora Sarkozy, la quale aveva chiesto il sequestro di uno dei titoli in quanto le venivano attribuite rivelazioni sul suo ex marito del tipo “E’ avaro,E’ prepotente, non ama nessuno, nemmeno i suoi figli”. Senonchè il giudice ha dato torto a Cécilia e quindi adesso il libro edito dalla Flammarion va a ruba.
 
C’È SOLO UNA DONNA IN GRADO DI OSCURARE CARLA, SUA MADRE (È SEMPRE E SOLTANTO LA FEDE AL DITO A FARE DI OGNI RAGAZZA ALLEGRA UNA DONNA ONESTA)

di ANNALENA BENINI

La madre di Carla è riuscita, forse unica donna al mondo, a oscurare la figlia. Ormai è lei la Bruni Tedeschi più spudorata, più scandalosa, ricca signora settantenne con sigaretta e borsa di coccodrillo, gli stessi occhi da Husky della ultimogenita, ma molti più segreti allegramente portati, nonchalantemente svelati e perfino ottimamente recitati in due film autobiografici dell’altra figlia, Valeria.

Marysa Borini, con la i greca, pianista e avventuriera, interpreta se stessa in“Actrices”, tragicommedia di Valeria Bruni Tedeschi, uscita a Parigi durante le vacanze di Natale (negli stessi giorni in cui la signora in tailleur volava a Roma dal Papa su un aereo presidenziale e gongolava pubblicamente per il fidanzamento di Carla con Sarkozy).
Nel film (che si spera in Italia corrano subito a comprare, almeno per amore dei pettegolezzi), Marysa è la madre ipercritica e impellicciata di una figlia nevrotica a cui chiede in continuazione: ma quando ti sistemi, e come mai anche col tuo ultimo fidanzato è finita, e potevi sposare un Principe e invece guardati, vecchia piccola stupida figlia (tutto questo mentre la stupida figlia si tortura per il tempo che passa e prega la Madonna di farla restare incinta). Poi un giorno la figlia, cioè Valeria, va a prendere la madre a lezione d’inglese e la sente, da dietro la porta, mentre racconta all’insegnante che sì, ha avuto molti amanti e che però il marito le diceva: “Non si sfascia una bella famiglia per queste cose”.

La bella famiglia è la loro reale, cinematografica, incredibile famiglia torinese, famiglia cementata da beneducata follia e sfacciata riservatezza: Marysa aveva trentadue anni, due figli, molte guardie del corpo, un marito più vecchio che di giorno guidava la seconda industria di pneumatici del paese e di notte componeva musica dodecafonica, si tradivano molto e lei lo tradiva soprattutto con un ragazzo parecchio più giovane con cui suonava il pianoforte. Marysa restò incinta, l’amante aveva diciannove anni, il marito cinquanta, era il 1967 e gli scandali erano cose da poveri, nacque Carla, cresciuta come una Bruni Tedeschi (però fortunatamente senza quel mento pronunciato, ereditato dal padre, che deve avere devastato la giovinezza di Valeria).
A Torino pare lo sapessero tutti, Carla forse lo seppe soltanto, dalla madre, quando Alberto Bruni Tedeschi stava per morire, allora andò in Brasile a conoscere il vero padre. Intanto Valeria, trasformatasi da sorella in sorellastra, girò “E’ più facile per un cammello…”, dove dipinse tutta la famiglia e dove la madre è sempre interpretata dalla madre: piena di cappelli, manicotti, argenterie, orgogliosa di mostrare alla fidanzata indonesiana del figlio le foto di famiglia in mezzo ai quadri di Rubens e di Bruegel, e preoccupata per i rapimenti: “Le Brigate Rosse rapiscono i figli dei ricchi”, dice, e infatti tutti loro fuggirono a Parigi, dove comprarono, a modesta abitazione, un palazzo del Seicento (poi Bruni Tedeschi vendette la Ceat, perché andava male e perché si sentiva un artista, e diresse il Teatro Regio di Torino).

Era giù tutto svelato lì, in quella commedia snob: Carla, interpretata da Chiara Mastroianni, era nevrotica perché le mancava l’amore del padre, e intanto il padre si chiedeva se quella figlia bellissima non fosse in realtà figlia di qualcun altro. Carla Bruni è stata definita da Justine Lévy (la figlia di Bernard-Henry Lévy, a cui Carla rubò il marito e forse anche il padre) “bionica e assassina”, ma Marysa Borini è molto, molto di più: è Scandalo al sole, è il filo di perle, è il grande segreto, è il tradimento totale ed è il Family Day, la famiglia innanzitutto, cascasse il mondo.
E’ la madre impicciona e arrampicatrice che faceva di tutto perché d’estate a Cap Negre, in Costa Azzurra, i figli frequentassero i giovani Grimaldi, i bambini di Grace Kelly: Caroline, Alberto e Stephanie. E’ la futura suocera un po’ delirante che considera l’Eliseo un posto cafone e dichiara che “se mia figlia diventerà la prima Dame della Francia dovrà conservare per sé un luogo e del tempo per scrivere le sue canzoni”, almeno una sala d’incisione a Palazzo.

Adesso che ha molto vissuto ed è stata, in fondo, una moglie quasi perfetta, alla signora Bruni Tedeschi è rimasto quell’enorme cruccio: le figlie da maritare, prima che diventino per sempre zitelle. Perché il lignaggio, il denaro, la modernità all’antica e il disinvolto uso di mondo hanno insegnato a Marysa Borini l’unica cosa importante: è sempre e soltanto la fede al dito (e non un qualunque anello Dior col cuore identico a mille altri, o duecento fidanzati famosi) a fare di ogni ragazza allegra una donna onesta.
 

Largo ai senior. Se non ci pensassero i leaders innamorati,beati loro, a tener desto cupido ead assicurare il futuro al paese procreando.

 

 

Largo ai senior! Sono loro a tenere sempre desto Cupido che questa volta ha scagliato le sue frecce colpendo il baldanzoso presidente francese, Sarkozy, innamorato, secondo quanto riferisce Le Figaro, dell’ex mannequin Carla Bruni che fateci caso somiglia a Cécilia, la riottosa moglie che ha abbandonato l’uomo più rilevante di Francia, dicendo che l’Eliseo non faceva assolutamente per lei. E meno male che in tempi di crisi demografica, nel nostro amato Stivale, ci sono loro, i leaders innamorati, a garantire la continuità della razza italica: ci riferiamo, in primis, a Gianfranco Fini e a Sergio Cofferati che dovremmo chiamare “i padri della patria” dal momento che entrambi, anche se non più di primo pelo, si sono impegnati nella procreazione, dopo aver cambiato ovviamente le rispettive legittime consorti.
Il primo si è concesso, a mezzo secolo superato, una pargola ( la seconda femmina) concepita , questa volta, con Elisabetta Tulliani, l'avvocatessa col debole per la tv, che lo colpì al primo incontro. Fini, in effetti, parlò di lei agli amici come di: «Una donna bellissima». E a giugno quando il leader di AN si separò dalla moglie Daniela Di Sotto, i più occhiuti avanzarono l’ipotesi che dietro a questo flop matrimoniale potesse nascondersi la 35enne presentata a Fini da Luciano Gaucci, all'epoca in cui era lui il compagno della Tulliani. «Uscivamo spesso in quattro: io ed Elisabetta, Gianfranco con la moglie Daniela», ha confessato Gaucci dall’”esilio” di Santo Domingo” dove si è rifugiato inseguito da un mandato di cattura.
Quanto a Cofferati è stato così felice per la nascita di Edoardo che, nella sua qualità di sindaco, ha voluto presentare il suo secondo maschietto (ne ha un altro ormai adulto) al Consiglio Comunale di Bologna. Tra applausi e trallallà. Mettere al mondo figli in età più che matura è dunque il trend indicato dalle vere importanti persone, come gli opinionisti della Tv, per esempio, del calibro del professore di estetica Stefano Zecchi che è diventato papà per la prima volta a 59 anni. Tanto siamo in epoca di longevità acclarata per cui non bisogna meravigliarsi se un attore come Giorgio Albertazzi ha deciso di impalmare a 83 anni la quarantottenne Pia dei Tolomei con la quale aveva una relazione da molti anni. Ma perché l’ha sposata soltanto adesso? Non solo perché ci ha pensato un po’ ma anche perché lei, appassionata di letture dantesche, deve aver ripetuto spesso quel celebre verso del POETA:”Ricordati di me che sono la Pia”. Ritornando a Sarkozy, ca va sans dire, in Francia non si parla d'altro che del suo nuovo amore vip. Il primo ad arrivare sulla notizia è stato il sito dell'Express, che ha mostrato le immagini del leader, separato da due mesi dalla moglie Cecilia, in compagnia della mannequin 39enne mentre si divertiva sabato pomeriggio a Disneyland Paris.
A ruota del settimanale usciranno presto in edicola i reportage di Point de Vue, Paris Match e Closer, tutti travolti dalla naturalezza con la quale la coppia si è offerta agli obiettivi dei fotografi: lei, una delle top più famose del mondo e frequentatrice del bel mondo parigino, nonché nota sciupamaschi (tra questi Mick Jagger, Eric Clapton e perfino Donald Trump nonché il filosofo Raphael Enthoven, da cui ha avuto un figlio); lui energico presidente con due matrimoni alle spalle e tre figli ma anche marito abbandonato da una consorte decisa e anticonvenzionale e già accreditato pochi giorni fa di una liaison con una giornalista 41enne.
Sebbene dall'Eliseo giunga un secco "no comment", il direttore dell'Express Christophe Barbier ha dichiarato di aver ottenuto conferma dell'informazione «da Carla Bruni stessa, che è un'amica». «E visibilmente - precisa Point de Vue - il presidente della Repubblica, da qualche tempo, pensava a renderla pubblica o, in ogni caso, a non nascondersi più». Tanto che non si è ritratto davanti alle decine di fotografi, mostrandosi sorridente e disteso.
In fondo però, Sarkò dovrebbe essere un po' agitato. Stando alla regina del gossip brasiliano Hildegard Angel, Nicolas avrebbe addirittura chiesto alla Bruni di sposarlo, dandole fino alla prima settimana di gennaio per rispondergli. Una storia che aggiungerà ulteriore pubblicità alla canzone dell’ex mannequin dal titolo:”Quelqu’un m’a dit”. Aggiungiamo noi di dire “Oui
 

Pavarotti e le sue due famiglie. Quando sposarsi due volte complica la vita e anche la mortedi un big dall’immenso patrimonio

Sposarsi più volte complica la vita ma anche la morte. E’ vero che nel mondo dei Vip, è invalsa l’usanza di invitare gli ex mariti o mogli se non le amanti al nuovo matrimonio del loro congiunto, ma francamente non si era mai visto ad un solenne funerale come è stato quello di Big Luciano che la prima moglie e l’ultima stessero tutte e due in prima fila, alle due estremità dello stesso banco, senza mai rivolgersi lo sguardo. Dietro di loro Madelyn Renée che è stata l’amante di Pavarotti per un bel po’ di anni. D’accordo che tutte le regole sono state infrante in occasione di queste esequie a cominciare dalla orazione funebre pronunciata dal Presidente del Consiglio Prodi al termine della Messa quando è salito sul pulpito stabilendo così un precedente assolutamente anomalo. Non era mai successo a nessun altro funerale di grandi artisti che un premier fischiato in piazza pronunciasse una sorta di orazione per farsi applaudire in chiesa. Ma ripetiamo di anomalie a questa cerimonia funebre ce ne sono state altre: Non era nemmeno mai successo infatti che il morto cantasse al suo stesso funerale insieme al babbo pure lui defunto. Ma quando in chiesa è echeggiata la voce di Pavarotti e di suo padre, tutti hanno trovato la cosa commovente. Ma torniamo ad Adua e a Nicoletta che si sono ignorate davanti al feretro dell'uomo che le aveva sposate entrambe. Gli intimi assicurano che le tensioni tra loro esploderanno per la spartizione dell’immenso patrimonio che nemmeno il tenorissimo sapeva quantificare. Il più celebre tenore del mondo, insieme a Caruso, ha venduto oltre 100 milioni di dischi in carriera, e le relative royalties continuano, e continueranno, a rimpinguare le casse di famiglia. Ma sono soprattutto i beni immobili a dare solidità al 'tesoretto' di quello che fu il figlio di un fornaio. I calcoli che sono stati fatti per inquadrare il suo patrimonio sono resi difficili dall'ovvio riserbo, ma anche dall'onerosissima separazione nel '96 dalla prima moglie, Adua Veroni (foto in alto), dopo la trasformazione di Nicoletta Mantovani(foto in basso) da segretaria a compagna, e dall'altrettanto oneroso divorzio, tre anni dopo. Cifre mai confermate parlarono di una pretesa della coniuge di un risarcimento di 200 miliardi di lire, circa 100 milioni di euro, e di una controfferta di 70 miliardi-35 milioni.
Di sicuro, la prima moglie, che amministrava i beni che il marito produceva, riuscì a ottenere nel divorzio, anche a favore delle figlie maggiorenni, la villa di Saliceta a San Giuliano e alcuni appartamenti prestigiosi del centro di Modena, vicini alla Ghirlandina, oltre a una cospicua buonuscita.
C'é poi Villa Giulia sulla collina di San Bartolo a Pesaro, c'é la grande villa di Santa Maria di Mugnano, terminata tre anni fa dalla ristrutturazione di un rustico all'interno del maneggio dei cavalli (ci sono anche quelli, con adeguate scuderie), con annessi piscina, per la riabilitazione fisiatrica di cui aveva bisogno, e il ristorante 'Europa 92'. C'é l'appartamento lussuoso di New York con grande cucina e la veranda vetrata che si affaccia sul Central Park, ci sono altre proprietà sparse per il globo, a partire da quella di Montecarlo dove cominciarono i guai col fisco italiano, sanati con un assegno staccato nelle mani dell'allora ministro Ottaviano del Turco, il 28 luglio 2000, pari a 25 miliardi di lire, oltre 12 milioni e mezzo.
"Oggi mi sento più leggero – disse Pavarotti scherzoso - nell'animo e non solo". Nella spartizione ereditaria andranno aggiunte partecipazioni in società, titoli, azioni. Un patrimonio che è stato gestito, negli ultimi anni, con la collaborazione della seconda moglie e che verrà diviso secondo le ultime volontà di Big Luciano. Ma come in ogni feuilleton che si rispetti, non manca il mistero del testamento. All'inizio della fine, quindici giorni fa, si è lasciato scappare qualcuno, Luciano ne ha scritto uno nuovo, dopo quello americano dell'anno scorso. Sul contenuto, le ipotesi divergono: c'è chi dice che, dopo molte vivaci richieste, l'abbia fatto per lasciare da subito a Nicoletta il bellissimo appartamento di Hampshire House, nell'Upper East Side di New York, esattamente sotto quello di Carlo Ponti, il signor Loren, con una vista spettacolare su Central Park e un valore stimato (al ribasso) in 11 milioni di dollari. E c'è invece chi dice - scrive Alberto Mattioli per LA STAMPA - che queste ultimissime volontà rimetterebbero in gioco le tre figlie di Adua. Di certo, con loro e con Adua, negli ultimi mesi, c'è stato un riavvicinamento. Quasi per ricucire un rapporto che non aveva fatto che guastarsi da quella incredibile notte del 1993, quando a tarda ora suonò il telefono a casa di Andrea Strata, il dietologo modenese amicissimo del tenorissimo. Era Luciano. «Dove sei, a Honolulu? - chiese Strata -. No, davanti al tuo cancello. Posso dormire da te, Adua mi ha buttato fuori di casa?». (da Strata avrebbe poi vissuto per nove anni). Seguirono il divorzio con tutto il suo strascico di liti a mezzo stampa e risse sulla spartizione del patrimonio, e il nuovo matrimonio con la giovane Nico. Le figlie non avevano gradito né l'uno né l'altro, ma quando il padre si è ammalato davvero sono tornate da lui e con lui sono rimaste fino a quelle maledette cinque del mattino di giovedì. Anche con Adua l'ascia di guerra era stata seppellita: Luciano le telefonava regolarmente e in primavera si è presentato alla festa di compleanno dell'unica nipotina, Caterina, tornando così per la prima volta nella casa dove aveva vissuto con Adua e dov'erano rimasti, anche dopo la separazione, i suoi genitori. Adua, riuscendo nella doppia impresa di dimenticare vecchi risentimenti e le imboscate della stampa, è andata a trovarlo in ospedale. E sul Resto del Carlino ha fatto pubblicare il necrologio nel quale «si associava» al dolore delle figlie. Di certo si sa che Big Luciano ha affidato a un notaio un testamento rivolto non solo ai legittimi eredi, la moglie Nicoletta e la figlia Alice, le altre tre figlie di primo letto, la sorella, le nipoti, ma anche alcune persone che lo hanno aiutato. Non c’è dubbio che sposarsi più volte complica non solo la vita ma anche la morte.
 

E’ scoppiata l’estate amorosa dei colpi di tetta. E mentre cupido va in barca chi fa la moda romantica e chi per moda si denuda
 

Mentre da una parte il grande tailleur italiano, Fausto Sarli, crea per la sposa toilette romantiche, avvolgendola in una spirale di pizzi (un abito che è un saggio del suo talento presentato di recente alle sfilate romane di Alta Moda) i rotocalchi in genere presentano i cosiddetti “grandi amori” à poil. Ossia in tutta la loro nudità. E’ infatti cominciata per i mass media l’estate amorosa dei colpi di tetta.
Alcuni esempi? Patrizia Pellegrino, Ela Weber o ancora di Rita Rusic, ex moglie Cecchi Gori, che in abiti evitici (foto a destra) vacanzeggia sulla barca del suo innamorato Canio Mazzaro che per lei si è sciolto dall’onorevole Daniela Santanché dalla quale ebbe un grazioso rampollo. Non piange l’onorevole Daniela che ha dimostrato in queste circostanze di sapersi comportare con stile e non piange nemmeno l’italica alcova al contrario di quel che sostengono alcuni prestigiosi giornali stranieri che hanno decretato la fine del macho latino. Il latin lover secondo loro sarebbe in forte ribasso. E bisognerebbe sapere a quali dati si sono ispirati visto che se non altro l’estate si apre all’insegna della conquista di Canio Mazzaro che, con quel nome, potrebbe sempre replicare ai detrattori d’oltralpe con la celebre aria “Ridi pagliaccio”cantata dal Canio de “I pagliacci” di Leoncavallo. Uno dei giornalisti stranieri ha spiegato negli articoli in questione di aver decretato la fine del latin lover sulla base dei risultati degli studi effettuati sul maschio proprio in Italia. Studi da cui risulta che:
A) il 23% degli uomini italiani ritiene, anche a torto, di avere un pene sottodimensionato. Lo afferma una ricerca andrologica della SIA (Società Italiana di Andrologia) che, dopo tre anni di ricerche in cui sono state prese le misure a 20.000 uomini, ha tracciato un quadro completo della sessualità maschile. Numerosi quindi sarebbero i maschi nostrani che ritengono di non possedere le dimensioni medie del pene ossia 13,5 cm di lunghezza e 9,3 centimetri di circonferenza. Si tratterebbe, per la maggior parte di costoro, solo di un problema di ordine psicologico, ma è chiaro che una larga percentuale dell’homo italicus vive il rapporto sessuale con ansia e con senso di inadeguatezza, anche se non ci sono problemi fisici oggettivi.
B) Emerge inoltre dalla radiografia effettuata dalla Sia che il 21,4% del campione lamenta eiaculazione precoce e il 26,4% disfunzione erettile. Nel 13,6% dei casi sono state evidenziate anomalie del pene e nel 28,2% degli uomini con meno di 40 anni è stato riscontrato un varicocele. La fine del latin lover sarebbe causata anche dalle cattive abitudini che possono interferire con una normale attività sessuale come il fumo (la nicotina fa arrivare meno sangue ai corpi cavernosi con conseguente deficit dell’erezione); stress (aumenta la prolattina che interferisce sul meccanismo che provoca l’erezione); abuso di alcool e droghe; errori alimentari; sedentarietà che favorisce il sovrappeso e non mantiene in esercizio il sistema cardiovascolare la cui buona condizione assicura la potenza sessuale.
C) Oltre il 52% dei soggetti del campione, nell’indagine fatta dalla SIA, ha dichiarato di avere al massimo 1 o 2 rapporti al mese. Gli incontri nell’alcova sarebbero dunque poco frequenti. Va detto che il titolo di campioni europei del sesso per frequenza e qualità di rapporti appartiene, infatti, ai francesi, che secondo una ricerca condotta a livello europeo hanno spodestato gli ungheresi. Stando alle statistiche la maggior parte delle coppie francesi fa sesso almeno 137 volte all’anno e almeno il 52% guarda in coppia film a luci rosse. Alle donne, poi, che amano i preliminari del sesso, viene consigliato di rivolgersi ad un partner inglese. Secondo una statistica il petting dei britannici dura mediamente 22,5 minuti. Seguono, nella classifica, i tedeschi con 22,2. Inglesi e Norvegesi sembrano invece apprezzare più di altri in Europa l’uso dei sex toys e dei vibratori. Insomma gli italiani in questa ricerca della Durex si collocano al 18 posto con 108 rapporti l’anno. Siamo alla frutta? Davvero il macho latino è messo così male? Secondo l’inchiesta saremmo però in testa alla classifica della qualità, ovvero la capacità di raggiungere l’orgasmo. Il che accadrebbe nel 61% dei casi. Gli italiani quindi farebbero poco sesso, ma buono. Pochi sarebbero i latin lover e molti i farfalloni amorosi che d’estate specialmente vengono allo scoperto con le loro partner (e non solo in senso figurato).

 

Ultimissime. Scoppiano anche le coppie della politica. Il leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini e la moglie Daniela Di Sotto hanno deciso di avviare le procedure per la separazione consensuale. Lo  ha reso noto Giulia Bongiorno, avvocato e deputata di An.
«Ho ricevuto mandato dall’onorevole Gianfranco Fini e dalla signora Daniela Di Sotto di assisterli in questa delicata fase in cui hanno maturato, con sofferenza, la decisione di una separazione consensuale», spiega Bongiorno.
 «Percorsi di vita differenti - sottolinea - hanno determinato un progressivo allontanamento che, se non ha minimamente intaccato i sentimenti di stima e affetto reciproci, rende tuttavia impossibile continuare il rapporto coniugale con la serenità e lo spirito di condivisione necessari».  Quasi a ruota anche Segolène Royal annuncia la fine del suo percorso sentimentale seminato da quattro figli con Francois Holland.  Al termine di questa lunga stagione elettorale, la coppia più anomala del mondo politico francese ha fatto sapere quel che si sussurrava da mesi e mesi: la loro vita comune è finita. Avrebbero forse dovuto farlo prima delle presidenziali, visto che ai dissensi politici tra il partito e la candidata si sono spesso sovrapposti i dissapori nella coppia.

E´ stata lei a rendere pubblica la notizia con un´intervista che uscirà oggi in un libro: «Non lo presento più come il mio compagno. Gli ho chiesto di abbandonare il domicilio, di vivere la sua storia sentimentale, ormai raccontata in libri e giornali. Gli auguro di essere felice. Siamo in buoni termini, ci parliamo, abbiamo un reciproco rispetto». La Royal ha annunciato al contempo la sua volontà di succedere al padre dei suoi quattro figli alla guida del Ps.
Altro scoppio quello di un ex enfant prodige della politica, ossia Claudio Martelli che sarebbe stato mollato dalla molto più giovane consorte madre di due tenerissimi bebè. Insomma in questa stagione è stato tutto uno scoppio di unioni VIP.

 


L’elenco delle coppie scoppiate in primavera è piuttosto nutrito; Alba Parietti non diventerà principessa. Ha sciolto definitivamente il suo idillio con il nobile siciliano Giuseppe Lanza di Scalea. Flop sentimentale anche per Romina Power il cui accompagnatore Marocchino è stato effigiato in altra affettuosa compagnia. Samantha de Grenet, poi, ha annunciato che il suo matrimonio con un baldo ingegnere da cui ha avuto un bimbo è durato solo 22 mesi. Luisa Corna, a 41 anni, ha chiuso una storia. Da qualche mese Manuela Arcuri è tornata single mentre Valeria Marini, se ha un amore, lo nasconde così bene che  fa venire in mente la “bella Camilla, tutti la vogliono e nessuno la piglia”. Insomma oggi, nel mondo Vip, ci si vorrebbe sciogliere in fretta e senza tanti problemi da precedenti partners tanto che chi non ricorre ad un comunicato stampa o ad un SMS  per annunciare al compagno che l’amore è finito, vorrebbe che anche  da noi nascesse, come in Germania,  un liquidatore di mariti o fidanzati. Un personaggio cioè che tolga da un grave impaccio chi vuol mettere fine ad una relazione. Sì perché il Vip non vuole avere nemmeno il fastidio di dar spiegazioni del suo cambiamento di rotta sentimentale o comunque della caduta della sua libido nei confronti del partner abituale. Per la verità, oltre i Vip, anche i comuni mortali non vorrebbero avere l’incombenza di chiudere direttamente una storia. Infatti Bernd Dressler, il liquidatore tedesco di amori finiti, ha tra i suoi clienti molte persone qualsiasi. Il suo metodo è il seguente. Prima di accettare vuole sentire tre buone ragioni - come spiega Marina Verna su “Il Foglio”- Gli servono per il colloquio con il partner scaricato. Ai dubbiosi propone un test per misurare quant'è profonda la crisi. Poi chiede di valutare, su una scala da uno a dieci, quanto è violento ed irascibile il futuro interlocutore. Se lo considera pericoloso lascia perdere. Se accetta offre tre alternative: telefonata, lettera o visita. Tre minuti per dire: “Sono stato incaricato di comunicarle che il suo partner intende troncare con lei ogni rapporto”, preferibilmente sulle scale di casa o in luogo pubblico. Dopodiché mostra il mandato perché chi lo ha incaricato ha firmato un contratto e legge ad alta voce le ragioni della rottura. Se c’é una sfuriata la subisce impassibile. E’ compresa nel prezzo. Il pacchetto più caro è la visita a domicilio -49,95 euro- con eventuale ritiro degli effetti personali Venti euro in più se non si tratta di riavere le sole fotografie ma anche indumenti e suppellettili da poter mettere in valigia. La chiusura per lettera costa solo: dieci euro. Servigi quindi a buon prezzo. Questo signore che prima faceva il liquidatore di sinistri ha comprato l’idea ad un’asta su ebay pagandola 7.061.21 euro. Ha un sito web, un ufficio a Berlino e ha dovuto assumere un collaboratore per gestire le telefonate e la posta.  Chiaro che un liquidatore di amori Vip avrebbe altri prezzi.

 

Quando le nozze sono operazioni pubblicitarie

Si comincia da tre. Nei matrimoni dei Vip, infatti, non manca mai il fantolino, vuoi nel pancione della mamma, vuoi già cresciuto e pasciuto, frutto di una precedente relazione quasi sempre materna. Uno degli ultimi casi di nozze con pargoletto al seguito quello di Liz Hurley che si è sposata due volte con la stessa persona: Arun Nayar, affascinante e facoltoso uomo d’affari indiano. Siccome lei è cattolica e lui è indù, le nozze si sono celebrate con due riti diversi. Quello con Liz in abito bianco si è tenuto nel castello di Sudeley, nel Gloucestershire. Poi per unirsi secondo la religione di lui i novelli sposi si sono recati a Jodhpur, in India per il rito che ha previsto disegni con l’henné per le mani dell’attrice e una danza intorno al fuoco sacro durante la benedizione dei sacerdoti nonché i festeggiamenti con 240 ospiti nello splendido castello di Jodhpur che nel corso dei secoli ha ospitato le sfarzose cerimonie dei maharaja. Non è mancato nemmeno un intermezzo degno del wrestling. Il tentativo dei cronisti e dei fotografi di documentare la cerimonia, nonostante la coppia abbia venduto i diritti in esclusiva a un settimanale inglese, è finito a schiaffi: giornalisti contro gli addetti indiani alla sicurezza. Con successivo assedio dei reporter, spalleggiati dai curiosi, al palazzo dei festeggiamenti, in attesa di scuse non arrivate. Gli sposi non si sono fatti mancare nessuno degli ingredienti che caratterizza le unioni dei Vip, nemmeno un testimone come Elton Jhon che insieme al suo sposo (moglio o moglie?) ha arricchito della sua presenza l’evento. Tutto fa brodo in questi matrimoni show che fruttano pubblicità e guadagni a cominciare dalla vendita delle esclusive da parte degli sposi che, guarda un po’, sono già miliardari.

 

 

 

 

La riflessione sul fatto che la convivenza può diventare assai pericolosa ora che si vuole attribuire alle coppie di fatto alcuni diritti propri del matrimonio, trae spunto da una foto apparsa sul settimanale “Oggi” di una “casa nuova di zecca, immersa nel verde della Cassia” dove D’Alessio andrà a vivere con la Tatangelo. “Con la benedizione dei genitori di lei”, come recita la didascalia a corredo della fotografia. La storia del cantante partenopeo Gigi D’Alessio e della giovane collega altrettanto canora Anna Tatangelo è nota, grazie all’importanza attribuitale dai mass media la cui complicità in materia, diciamolo, ha finito per santificare l’adulterio. Almeno quello dei Vip, ma sempre dai Vip parte spesso il cattivo esempio. Comunque per comodità del lettore riassumiamo la vicenda a puntate D’Alessio-Tatangelo. Nella prima puntata dopo aver negato sulle prime qualsiasi distrazione sentimentale mostrandosi sorridente in foto con la moglie Carmela e i tre figli, D’Alessio finisce per confessare a mezzo stampa il suo tradimento. Così stampa e tv continuano a banchettare sulla love. Tanto che viene da chiedersi, visto che i matrimoni dei Vip vengono venduti in esclusiva se anche il tradimento dei soliti noti è egualmente commerciabile. Il balletto di rivelazioni ci porta da un giornale all’altro perché non mancano nemmeno le repliche ad ogni nuova puntata di lui o di lei, della moglie di D’Alessio, la signora Carmela, ossia la tradita. Sempre a mezzo stampa Anna Tatangelo ci tiene a far sapere che comunque lei non è una sfasciafamiglie, in quanto il matrimonio di Gigi “era finito da tempo”. Ma non c’è accordo, tra i protagonisti di questa telenovela, sui tempi della nuova liaison di D’Alessio che, a detta della Tatangelo, dura da un anno. La signora Carmela passa infatti al contrattacco e definisce la Tatangelo “solo una povera amante”. D’accordo signora, ma è una che se andrà a convivere, come è stato annunciato, col suo Gigi nella villa immersa nel verde della Cassia, avrà acquisito, qualora passi la regolamentazione delle unioni di fatto, alcuni di quei diritti di spettanza muliebre. Ed ecco che il fedifrago D’Alessio potrebbe andare incontro ad un sacco di guai. Gli stessi che toccherebbero a tutti quei maschi (e sono tanti) che, separatisi dalla moglie cui pagano gli alimenti, optano per la convivenza con un nuovo amore. Ebbene, che succederebbe se la convivenza non funziona? Se Anna Tatangelo, per esempio, più giovane di vent’anni, di Gigi D’Alessio, dopo due anni ne avesse abbastanza del cantante partenopeo? Si suppone che Anna, la quale gode di un’ottima posizione economica, non chiederebbe gli alimenti al povero Gigi certamente oberato dall’assegno divorzile che deve corrispondere alla moglie. Ma nel caso di altre coppie né famose né ricche che si trovino nelle stesse condizioni di D’Alessio-Tatangelo ( e vi assicuriamo che sono tante) cosa potrebbe accadere sempre che vengano conferite alle unioni di fatto taluni diritti propri delle coppie unite in matrimonio?

 

Fateci caso: il matrimonio, oltre ad essere al centro di operazioni pubblicitarie che (vedi le nozze burletta di Tom Cruise e Katie Holmes o l’annunciate e poi annullate nozze dell’ottantenne Gina con il quarantacinquenne spagnolo) è al centro anche di operazioni politiche (Pacs e via discutendo). Ed entrambi i casi comportano la dissacrazione di questa istituzione o “lo sradicamento della famiglia” (ci riferiamo all’allarme lanciato dall’Osservatore Romano). Ma non basta, perché se si dà un’occhiata nelle librerie per i “regali di Natale” (Che bel Natale in cui il presepe è out e l’albero in!!!) si vedrà quale idea si sta tentando di dare dell’amore. Pullulano le collane apposite sul sesso strano: un po’ di sado, un po’ di omo. Tutto si mescola: amor sacro, amor profano, amor corrotto. In un interessante articolo, “L’Indipendente” titola: “Eros senza civiltà. Quando la pornografia diventa domestica.” E si riferisce al libro di Rocco Siffredi in cui questo signore ex reuccio dei film hard, racconta la sua carriera che è “una summa di sproporzioni oniriche e leggende matematiche (24 centimetri secondo le ultime rilevazioni), femmine insaziabili e maratone erettili”. E mentre vengono attese le memorie di Selen (quella di prima e non quella attuale, versione candeggio) - come scrive Roberta Scorranese - esce in libreria “Confessioni di un pornografo romantico”: uno scrittore e una killer, sculacciate e frustrate di cuoio. Sentite gli altri titoli: Best erotica 2006, Una grossa verga di betulla, Il quaderno nero che è un diario di orge, La Bibbia erotica. E nell’antologia “Elogio dell’amore vizioso”, spunta accanto a Sandro Penna, Santa Teresa d’Avila con preghiere infuocate. “Le categorie si fanno vasi comunicanti e l’amor corrotto prosegue nell’amor gentile come fosse niente. E come potrebbe essere altrimenti quando nello stesso salotto televisivo si ritrovano don Mazzi ed Elisabetta Gregoraci, Stefano Zecchi e Loredana Lecciso?……Al supermercato del piacere tutto è permesso, nella giostra dei desideri televisivi pure. Anche ottenere il patentino di “opinionista” come Rocco (Casalino), Carmen di Pietro e via discorrendo. Il gossip si appaia alla divulgazione scientifica, il dolore anestetizzato dalla verità televisiva si accavalla al circo della celebrità. E via le vergogne, via i segreti, via il mistero. Via l’eros. Resta la verità pornografica.”- scrive l’Indipendente.

Avevamo scommesso che sarebbe finita così: con la rottura del fidanzamento tra Gina Lollobrigida e Javier Rigau. Pare proprio che non si sposino più. Con un comunicato stilato dal suo avvocato il fidanzato de “La Bersagliera” ha suonato la ritirata nuziale. Ma come se non fosse bastato l’annuncio delle nozze della Lollo col giovinotto spagnolo che ha meno anni del figlio della star, anche Sandra Milo ha minacciato di sposarsi a gennaio (salvo a ritirarsi all’ultimo momento), col fotografo Franco Brell che se non andiamo errati, fu lo stesso che realizzò il servizio fotografico di un annunciato matrimonio di Sandrocchia col sarto Rocco Barocco che ovviamente non fu celebrato mai. I giornali, infatti, pare che non aspettino altro che garantirsi con esborsi più o meno lauti le “esclusive” di queste singolari unioni che in taluni casi non avvengono per indisponibilità dello sposo al connubio etero. E naturalmente le star assai mature ne approfittano. Si sussurra infatti che il settimanale spagnolo Hola abbia versato ben 100 mila euro per poter dare l’annuncio per primo degli intenti nuziali della Lollo. Quanto a Sandrocchia, si è guadagnata (e non è poco) un’intervista sessual-sentimentale nello spazio di Giletti a “Domenica In” in cui, che tristezza, con la sua vocetta da svampita e le mossette da seduttrice d’antan si è proclamata “infedele” in amore ora che viaggia verso i settant’anni. Comunque sono casi questi in cui il matrimonio, sia o no solo di carta stampata, ti riporta a galla. Per la serie che un flash para nuziale non si nega a nessuna. In ogni modo al di là di questa trovata pubblicitaria di annunciare nozze alla soglia delle ottanta primavere, Gina e la Milo, avrebbero in comune una virtù: quella di indurre ad annunciare nozze eterosessuali giovani e meno giovani che parevano assolutamente non votati al rito che unisce un uomo e una donna. C’è da osservare però che queste nozze strombazzate dai mass media collaborano alla dissacrazione in atto dell’istituto matrimoniale. Sottraggono ogni significato al matrimonio. Anche quello della mutua assistenza come si pensava nel caso che si facesse quello di Gina Lollobrigida e del quarantacinquenne spagnolo che, secondo chi lo conosce bene, avrebbe di suo soltanto una vecchia Rolls Royce con cui ha scarrozzato molte signore d’età. Il giovanotto che sarebbe bravissimo nel riparare i motori delle automobili, si è sempre distinto nel ruolo di accompagnatore di anziane beltà. E’ di buona origine familiare, è ben educato visto che non manca mai di aprire la portiera alle signore che vengono ospitate nella sua Rolls Royce ed appartiene a quella categoria di fans che collezionano le immagini della diva preferita. Nel suo caso la Lollo, la quale non ha spiegato perché mai abbia aspettato gli ottanta anni per manifestare le intenzioni di sposarlo visto che lo frequentava da decenni. La cerimonia nuziale doveva avvenire il 27 gennaio nella Chiesa dell’Ara Coeli e c’è già chi ha criticato una simile scelta che avrebbe obbligato l’ottantenne sposa ad inerpicarsi su quella scalinata che solitamente viene affrontata da chi vuol fare penitenza. Così, visto che Rigau ha annunciato la rottura del “fidanzamento” perché non sopporterebbe la pressione dei media (questa la scusa), Gina si risparmierà la scala santa. Il ricevimento per 700 doveva avvenire a Villa Miani e siccome l’evento era stato molto pubblicizzato si era aperta una gara tra i fornitori romani per offrire gratis la torta, la vettura, gli addobbi in cambio pubblicità. Vedremo se non se ne farà niente nuzialmente anche per Sandra Milo. Che volete?

 

“LA DISSACRAZIONE NUZIALE”
Quando il rito miagola



Per quanto tempo ancora sui mass media nostrani sentiremo echeggiare la frase “matrimonio da favola” a proposito della farsa “nuziale” cafonal- kitch inscenata al castello di Bracciano da Tom Cruise e Katie Holmes ? Libere le star di ufficializzare ogni loro cambio di partner come meglio credono, a suon di milioni di dollari, nell’antico maniero italico anziché a Las Vegas, con riti neopagani anziché dinanzi ad un ufficiale civile, ma ribelliamoci se la stampa nostrana applica alla descrizione entusiastica di questi eventi fatta per di più al di là del ponte levatoio del castello di Bracciano, una terminologia inappropriata. “E che so’ matrimoni questi?”, ha esclamato, infatti, icasticamente un cittadino braccianese quando si è visto mettere sotto il naso il microfono da uno scatenato cronista televisivo il quale, a proposito di Tom Cruise e Katie Holmes poneva domande del genere ai passanti: “Cosa daresti per assistere al loro matrimonio?” E purtroppo c’è stato pure un giovanotto che, nell’assoluto delirio, così ha risposto: ”Io mi taglierei un braccio”. Capite quali guasti può produrre nella mente di un individuo il rilievo che viene dato a queste “sceneggiate” nuziali secondo il rito Scientology, un credo inventato (pensate un po’) da uno scrittore di fantascienza. Sceneggiate che vengono vendute dagli stessi protagonisti in esclusiva ai giornali a milioni di dollari (si parla di una cessione al Vanity Fair americano per due milioni e mezzo di dollari) Cosicché l’evento si trasforma in una mega operazione pubblicitaria mentre i mass media, continuando a parlare di “matrimonio da favola” e a pompare l’avvenimento invece di dire semplicemente che “c’est du cinema”, collaborano attivamente alla dissacrazione dell’istituto matrimoniale. Non per niente ci si sposa di meno e ci si lascia di più: un record di divorzi nel nostro paese dove ogni quattro minuti una coppia si dice addio, secondo il rapporto Eures. Segno che il vero significato del matrimonio si sta perdendo. In Tv, infatti, è andato in scena “Il padre delle spose” con Lino Banfi che si è inchinato alla moda delle nozze omosessuali , perché come è stato detto “l’egemonia c’è anche nella nostra industria culturale e tutti teniamo famiglia”. Ed infatti in Tv, ne “Il padre delle spose”, il ruolo di lesbica è stato ricoperto da Rosanna Banfi, la figlia del comico passato all’equivoco. Vorremmo chiedere, poi, a tutti quelli che nelle loro povere cronache hanno ripetuto che Tom Cruise e Katie Holmes erano protagonisti di un “matrimonio da favola” da che cosa mai sarebbe stato rappresentato l’elemento fiabesco? Forse dagli elicotteri dei paparazzi che sorvolavano il castello o dai tiratori scelti acquattati tra i merli per meglio custodire l’esclusiva, stando ai resoconti dei mass media che, quale esagerazione, erano presenti con ben quattrocento giornalisti? O dalle fiaccole, i fuochi d’artificio, l’orrenda torta a cinque piani importata dall’America, alta quanto Tom Cruise, che è esplosa senza partorire una “coniglietta” come immaginavano tutti, ma ricoprendo la coppia di una pioggia di petali di rose. Oppure il fiabesco è rappresentato dal milione e mezzo di dollari sborsati per l’affitto del castello? E la cerimonia nuziale, ossia il matrimonio in cosa è consistito? Tom ha consegnato alla sposa un gatto, una pentola e un pettine come vuole il rito Scientology e Katie di rimando gli ha promesso di renderlo felice. Dopodichè la coppia, nella Sala delle Armi del maniero, ha scambiato le fedi nuziali al cospetto dell’officiante David Miscavige. Il ché ha consentito all’ottantenne parroco della chiesa braccianese di Santo Stefano di uscirsene nel seguente commento “Macché matrimonio e matrimonio! Nessuna richiesta di unione civile è arrivata in comune e niente è arrivato a noi. E’ una cosa fatta per conto loro e si sa che le sette fanno come gli pare”. Per fortuna Andrea Bocelli, scritturato per l’occasione insieme ad Armani che ha vestito la coppia, non ha intonato l’Ave Maria mentre Tom consegnava il gatto, il pettine e la pentola a Katie. Lui perlomeno non si è piegato alle mode vippaiole. Presenti all’evento, oltre a Walter Veltroni che non se ne perde una, alcune star come Victoria Beckam (foto a destra). Insomma alla sceneggiata di Tom e Katie non è mancato alcun ingrediente. E’ probabile che vagolasse per il castello anche il fantasma di Isabella de’ Medici fatta strangolare dal marito Paolo Giordano Orsini, antico proprietario del maniero. Quest’ultimo, innamorato di Vittoria Accoramboni, voleva liberarsi definitivamente della moglie senza spese di sorta se non quelle dei sicari. Una pratica che oggi costerebbe a Tom Cruise semmai volesse rompere con Katie, tre milioni di dollari per ogni anno di matrimonio in base al contratto che entrambi hanno firmato.
 


PANCIONI IN MOSTRA

Newsweek in ritardo rispetto a noi scopre che posare incinta è diventato uno status symbol. Avere il pancione è fico

Se ne è accorto finalmente anche il settimanale Newsweek  della invasione sui magazine di foto di star  col pancione in vista  domandandosi da quando e perché posare incinta è diventato uno status-symbol? Le gravidanze nel mondo dello show-business sono in aumento rispetto al passato o è solo un’impressione dovuta alla maggiore visibilità? Alle spiegazioni del fenomeno che noi da tempo forniamo sul nostro sito  si aggiunge così ora quella di Julia Beck, fondatrice di un’azienda di marketing che si occupa di gravidanza e infanzia: “La cultura della gravidanza sta conoscendo una stagione di forte visibilità. Avere il pancione è ‘fico’, mentre fino a qualche anno fa la gravidanza era vista come una sorta di sacrificio di 40 settimane alla fine del quale iniziava il divertimento: il fine giustificava il mezzo, che era ritenuto spiacevole”.
La svolta culturale si è avuta circa 5 anni fa, e hanno senza dubbio contribuito le ‘esternazioni’ delle star di Hollywood che hanno iniziato a farsi vedere in giro esibendo il loro pancione: negli scorsi decenni infatti era routine per un’attrice o una cantante sparire dalla circolazione durante la gravidanza e farsi fotografare solo a parto avvenuto con in braccio i pargoli. Era come se si vergognassero della gravidanza, come se la vedessero come un fatto molto privato da vivere lontano dai flash.
“Il punto di svolta è arrivato con la copertina di Vanity Fair con Demi Moore nuda e incinta”, spiega la Beck. “Si trattava davvero di arte: la Moore era meravigliosa, voluttuosa, a proprio agio con quelle curve morbide, sembrava celebrare il suo pancione. E anche Cindy Crawford, Angelina Jolie, Katie Holmes e Britney Spears sono state mamme molto sexy, ognuna col suo stile di gravidanza. Queste dive hanno realmente sdoganato il tema della gravidanza, portandolo all’attenzione dei media. E non solo per le cose belle: nel caso della Spears  non è più un tabù parlare della depressione post-parto”. L’ ultima a farsi fotografare col pancione in vista è stata Claude Coureau, moglie di Emanuele Filiberto di Savoia, la quale ad agosto avrà il suo secondogenito. E sulla scia di star, altezze reali e via di seguito, anche la moglie del presidente della Provincia di Roma, Roberta Gasbarra si è lasciata riprendere in dolce attesa col bikini (foto a destra). Non è di buon gusto però che il marito-presidente le poggi la mano sul ventre pieno ma nudo.

 

 

Quando il bianco delle toilettes nuziali diventa una macchia


Ci siamo: dopo i matrimoni col pancione e quelli col velo bianco e il bimbo in braccio (vedi Federica Panicucci), nonché le gestanti che si fanno fotografare a pancia nuda (l’ultima è Britney Spears), abbiamo anche il festone nuziale con la partecipazione degli ex mariti o mogli. Un trend che è stato ribadito al ricevimento di nozze di Nicola Carraro con Mara Venier al quale hanno presenziato non solo Jerry Calà , secondo marito di Mara Venier ma finanche Adonella Colonna dei principi di Paliano, prima moglie di Nicola Carraro e madre dei suoi tre figli. La cosa divertente è stata che non solo Mara si era vestita di bianco che francamente, tanto candore nell’abbigliamento, per il terzo sì è stato veramente un po’ troppo. Ma anche Adonella, presente coi suoi tre figli Giangerolamo ( un quarantenne già sposato e separato) Ginevra e Giada, si era apparecchiata per l’occasione una toilette rigorosamente candida. Forse per farsi identificare come l’ex sposa dello sposo dal parterre romano cui è estranea (visto che vive da una vita a Milano). Dovremmo escludere, infatti, che volesse rivaleggiare in candore con la Venier. D’accordo che anche la Regina d’Inghilterra si presentò in bianco al matrimonio di suo figlio Carlo con Camilla. E tutti dissero che per far dispetto alla nuora aveva infranto la regola secondo cui la toilette candida è riservata solo alla sposa. Ma evidentemente la saggia Elisabetta ha voluto stabilire che quella regola salta se si tratta di spose attempate al bis o al tris nuziale. Cosicché infrangendo la regola, si riesce a far diventare una macchia il bianco delle toilettes ad un rinfresco nuziale.

Pance nude alla meta

L'ultima della serie ad andare a nozze col pancione sarà la modella canadese Linda Evangelista che a quarantun anni è in dolce attesa. Legata sentimentalmente ad un architetto newyorkese, Linda ha dimenticato i tempi della burrascosa relazione col portiere della nazionale francese Fabien Barthez, durante la quale si sottopose anche ad un'interruzione di gravidanza. Vedremo se anche lei, secondo la nuova moda, si farà fotografare a pancione scoperto, un fenomeno che in America è già in corso. Anche negli USA del resto esistono “le casalinghe di Voghera” che si adeguano ai costumi delle varie Angiolina Jolie poiché le copertine dei magazine celebrano le gravidanze illustri con tanto di foto di mammine in attesa a pancia nuda, le donne comuni si fanno immortalare anche loro col pancione in mostra senza veli, come fanno le star la cui antesignana fu Demi Moore per la copertina di Vanity Fair nel 1991. E siccome noi alle mode americane andiamo sempre dietro come testimonia Susanna la moglie di Fiorello (foto in copertina), vedrete che salteranno fuori nel nostro bel paese, sulla scia degli Usa, fotografe specializzate in "reportage di gravidanza" visto che una di queste effigiatrici americane di nascituri ha raccontato che dieci anni fa, quando si è lanciata nella nuova specializzazione, i colleghi la prendevano in giro. Adesso, dopo oltre mille servizi fotografici di pancioni, ha aperto altri due studi di posa e dal 2002 ha quadruplicato il volume di affari, anche se ogni sessione di fotografie può costare sui 750 dollari. Pure in Italia, state sicuri, avremo una couturière di grido che aprirà una nuova sezione dedicata alla gravidanza come ha fatto in America la stilista Jill Siefert di San Francisco. Sui rotocalchi poi non vedremo che la nudità di pance e pancioni e speriamo che questo serva almeno a far uscire definitivamente l’Italia dalla denatalità visto che fare figli può diventare di moda come è successo negli Stati Uniti dove hanno fatto adepti le dolci attese come quella di Angiolina Jolie e Brad Pitt o Katie Holmes e Tom Cruise, il quale per festeggiare la nascita della figlia Suri ha dichiarato "La mia Mission Impossible è quella di cambiarle i pannolini". Visto che la gestazione è spettacolo è facile prevedere che nello Stivale nasceranno i calendari della gravidanza (peccato che non duri dodici mesi!) perché molte gestanti vorranno fissare i cambiamenti del loro corpo durante i fatidici nove mesi come succede già negli Stati Uniti dove aumenta il numero delle agenzie specializzate per documentare ogni momento del puerperio con foto artistiche. La gestazione diventerà uno spettacolo. Si faranno i filmini della mamma in attesa con pancia in vista da proiettare nelle serate in casa tra amici. Sai che divertimento! E magari sentiremo nella più quotata trasmissione televisiva che non si lascerà sfuggire il tema, gli alati concetti di un qualche sociologo il quale, chiamato a leggere il fenomeno, supererà sicuramente le vette del pensiero di un suo collega dell'Università del Mississipi, Samir Husni, il quale ha testualmente detto: "Il fascino che esercitano le gravidanze delle celebrità deriva dal desiderio di vedere le stelle come persone qualunque, proprio come noi. Tutto a un tratto l'intero paese si sente zio o zia di questi bambini famosi". E così cerca di imitare Tom Cruise, Gwyneth Paltrow, Liv Tyler, Matt Damon e Brooke Shields mentre si aspettano con ansia le foto di Shiloh Nouvel la figlia di Jolie-Pitt, della quale People ha scritto, usando indubbiamente molta moderazione "Da quando è venuto al mondo Gesù, non c'è stata altra nascita tanto attesa".

 

I modelli mediatici

Il copione matrimoniale delle star ormai è sempre il medesimo: sposarsi col pancione e magari con un bell’abitone bianco che una volta indicava l’illibatezza muliebre ed oggi serve invece a mettere in maggior rilievo le rotondità della sposa in dolce attesa, (proprio come la campionessa di sci Isolde Kostner, Ines Sastre).
Il bianco, come si sa, ingrossa ma usare i simboli della tradizione svuotandoli di significato è la regola della Vippocrazia cui si atterrà anche la coppia più bella del mondo costituita da Brad Pitt e Angelina Jolie la
cui gravidanza celebrata dalla copertina di PEOPLE, sortì commenti del tipo “Farà un parto naturale, senza collagene” oppure “Angelina ha dichiarato che adotterà subito il bambino che partorirà, altrimenti dovrà dirgli che è l’unico figlio che non ha adottato”. Una battuta di David Letterman Angelina ha fatto adottare anche a Brad i suoi due figli adottivi. E meno male che in Tv c’è qualche umorista perché la girandola di divorzi, matrimoni, adozioni, gravidanze delle star viene trattata dai mass media come fossero archetipi cui si possa guardare con empatia. Si vuol costringere la casalinga di Voghera ad ispirarsi al fumettone di Brad e Angelina che s’incontrano e s’innamorano sul set di Mr and Mrs Smith, mentre Jennifer Aniston, la biondina della porta accanto moglie legittima di Brad dal luglio 2000, assume il ruolo ingrato della tradita e abbandonata. D’altra parte, a sentire le comari della stampa rosa, cosa si doveva aspettare una ragazza normale, ossia di non conturbante bellezza, da un matrimonio così sbilanciato relativamente al fascino? “Se sei un 5 non puoi innamorarti di un 9”, ossia sposarti con uno che gioca in un girone superiore in quanto a bellezza, si sostiene. Insomma è normale, secondo questa stampa così educativa, che le belline cedano passo e marito alle bellone, tanto per ribadire nel 2006 che agli occhi dell’uomo conta unicamente nella donna l’avvenenza. E siccome è la meno avvenente che resta al palo i mass media hanno ipotizzato così che sarebbe stato difficile per Jennifer riprendersi come non si riprese dall’abbandono di Pitt, Juliette Lewis che era una grande promessa di Hollywood pressocché scomparsa o Gwyneth Paltrow che per guarire dai postumi delle ferite di Pitt ci ha impiegato molto tempo. Ed invece, altra puntata del fumettone, la povera Jennifer, lasciando tutti con un palmo di naso, si riprende benissimo dopo essere stata mollata per la più bella e più sexy Angelina “Sarà che non ho mai pensato a me stessa solo come moglie di Brad Pitt”, dichiara. Dopo il divorzio diventa la star più gettonata e fotografata d’America. Il settimanale GQ per la prima volta nella sua storia mette una donna in copertina e sceglie proprio lei, Jennifer, per l’autocontrollo che ha dimostrato nella sua disgraziata vicenda coniugale, la grazia, l’umorismo. Oltretutto Jennifer si trova pure un superfusto come fidanzato, tale Vince Vaughn e diventa così la “nuova icona" delle donne che, mollate dal marito, si rifanno una vita. Ma cosa potrebbe averla resa così sicura e indipendente? Diciamolo una volta per tutte alle altre signore qualunque che hanno subito la stessa sua sorte e magari ancora non si riprendono. Quando lo domandarono a Ingrid Bergman che di divorzi ne aveva più di Jennifer alle spalle, LA STAR rispose senza esitazione. “I soldi”. Tanti soldi, guadagnati facendo l’attrice. Una delle ragioni per cui non ci può essere empatia tra le vicende delle comuni mortali, magari casalinghe, e quelle delle star che hanno in serbo sempre un colpo di scena. Infatti nella love story di Brad e Jolie è spuntata anche un ex modella della scuderia di Calvin Klein, la quale in un’intervista a Sun ha raccontato i particolari dell’amore lesbo con Angelina incontrata all’epoca in cui era sposata con l’attore Jonny Lee Miller dal quale divorziò dopo 4 anni. Ebbene Angelina, secondo Jenny Shimizu, così si chiama l’ex modella, è sempre pronta a soddisfare tutte le sue curiosità sessuali. Ne saprebbe qualcosa Billy Bob Thornton, l’ ultimo suo compagno prima di Brad. Dire che il poveretto, al tempo della sua love con Angie, aveva accettato di portare al collo la fiala di sangue della sua bella come lei portava al collo la fiala del sangue di lui. Forse adesso si sarà fatta una trasfusione. Un patto di sangue che è finito in una bolla d’aria pubblicitaria.

 

Le regole della vippocrazia

 

 

Volete sapere quali sono ormai le regole della cosiddetta “VIPPOCRAZIA”? Gli esempi , dai Vip dello Stivale a quelli hollywoodiani, non mancano davvero. Eppure finora nessun stilista di grido ha pensato che avrebbe un gran successo l’abito da sposa elasticizzato dall’inguine in su, dal momento che le spose più in vento vogliono andare all’altare con il loro stato di gravidanza bene in vista. Infatti non c’è matrimonio di livello al quale la sposa non si presenti col pancione in fuori. Avanti in tre.


E’ una moda che ha avuto come sue antesignane nientepopodimenoché Carolina di Monaco la quale “aspettava” sia quando sposò Casiraghi che quando venne impalmata da Ernest di Hannover nonché Clotilde Coureau divenuta principessa di Savoia, sposandosi con Emanuele Filiberto. Ma c’è una differenza tra queste principesche spose e le altre che sono andate all’altare col bebè in grembo. Parliamo di Ilary Blasi, la moglie di Francesco Totti, soprattutto ( e anche sì di Samantha de Grenet ). Nella scena del matrimonio di queste nubende il loro stato di gravidanza è stato messo in primo piano: sottolineato, evidenziato, sfoggiato. Il pancione, non più camuffato da sbuffi di veli, piegoline, abiti Impero o coperto dal bouquet, è stato sbandierato, esibito come un trofeo: primo perché, in tempi in cui le donne vanno a nozze mediamente verso i trenta, il pancione è la dimostrazione che la signora, quantunque non più verdissima, è fortunatamente fertile; i “fiori d’arancio” col bimbo in arrivo” inoltre testimoniano la virilità dello sposo, oggi tanto discussa stando ai dati in crescita delle eiaculazioni precoci, delle disfunzioni erettili, dell’infertilità maschile e delle scoperte tardive di confusioni sessuali.

Insomma la difesa della famiglia riposa sulla pancia in fuori anticipata.
E’ una garanzia quell’attesa che una volta, nel dì dello scambio del fatale sì, suscitava solo grande imbarazzo. C’è però un effetto collaterale: la possibile trasformazione della cosiddetta “luna di miele” in “luna di fiele” per colpa delle nausee, del vomito e dei malori della sposina gravida. Il viaggio di nozze che per gli sposi di livello deve essere un giro del mondo, può diventare un’odissea nello strazio. Sicuramente uno stress per la sposina in attesa che come Ilary, col pupino in grembo, si è dovuta inerpicata il dì delle nozze sulla scalinata dell’Ara Coeli che, si sa, viene fatta dai devoti per penitenza. Una prova tra le tante per la bella signora Totti visto che alla vigilia non le sono stati risparmiati nemmeno i “colpi di Vento”. Eppoi di ritorno dal tour ha avuto i regali da sistemare: migliaia di oggetti da catalogare e migliaia di ringraziamenti da inviare visto che la lista di nozze per la varietà dei prezzi delle cose scelte , é stata aperta pure alle generose tifoserie romaniste che sicuramente si sono recate nel negozio di oggettistica nuziale per fare un omaggio al Pupone in attesa del Pupino.
 

E visto che all’altare si va ormai in tre perché non aprire una lista di nozze anche in un negozio pre-natal? Insomma i pupi che siano in viaggio o che siano già cresciuti sono ormai il condimento indispensabile dei matrimoni della Vippocrazia. Altri esempi? Isabella Borromeo, cognata di Yaki Elkann, andata sposa a figlioletta già nata, con Ugo Brachetti Peretti (che vola con Api) e Fiona Swarovsky che ha affrontato con le prime nausee il suo terzo “si” col ministro austriaco Karl-Heinz Grasser (una gravidanza, purtroppo, andata a male), nonché Piero Marrazzo che, entrato di recente in questo Olimpo vippistico che non è certo una categoria dello spirito, in virtù della sua elezione a Presidente della Regione Lazio, è andato con la prole di primo letto a fianco e la pargola, frutto della convivenza in collo, a sposarsi appunto con la convivente. Quanto alle separazioni che avvengono ormai a mezzo stampa, beh’, la più “urlata”, per gli interventi sonori dei suoi protagonisti favoriti dell’ossessionante tam tam dei mass media, è stata senz’altro quella di Al Bano e Loredana Lecciso.

La vicenda più originale resta invece quella del duca Amedeo d’Aosta
il quale ha lasciato l’amante per ritornare dalla moglie. Il contrario di quel che accade normalmente. Tutto si è svolto nell’arco di 4 mesi: Amedeo che in famiglia viene chiamato Deo conosce una duchessina in treno. Ammaliato va a convivere con lei lasciando la seconda moglie. I due amanti, detto fatto, mettono in cantiere un bambino anche se Amedeo ne ha tre avuti da un primo matrimonio ed è largamente nonno. Ma che dire? Avanti Savoia! Un bel giorno però il duca comunica all’amante di dover fare un viaggio a Roma e da quel momento si rende uccel di bosco agli occhi della sua bella. Ricompare sotto la casa milanese della duchessina con la moglie e chiede di salire dalla giovane, la quale, dopo aver appreso che è “accompagnato”, o meglio “sotto scorta” muliebre, lo lascia per strada sempre nella speranza di una spiegazione “a due”.

E il duca, a questo punto, si confessa a Vanity Fair, dando il definitivo addio alla nobildonna del treno e rendendo pubblici i suoi caotici tormenti d’amore.Noblesse oblige.

 

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