Sesso visto da lei

L’erotismo: il maschio è più voyeur. Differenze nell’immaginario tra i due sessi

Da un sondaggio che è stato effettuato da ricercatori tedeschi è emerso che per la maggioranza degli intervistati erotismo e rapporto sessuale sono la medesima cosa. Ed invece la differenza c’è ed è anche rimarchevole in quanto le fantasie sessuali, le creazioni mentali, le immagini, i simboli, ossia tutto quel bagaglio di stimoli erotici, non si esplicano sempre nel rapporto fisico. Comunque stanno spesso alla sua base anche se nella dimensione erotica non c’è necessariamente un’eccitazione sessuale. Senza dire che talune fantasie non chiedono di essere messe in pratica: si può immaginare un’orgia senza alcuna intenzione di prendervi parte. Infatti come ben ha sostenuto Chiara Simonelli, docente di psicologia e psicopatia dello sviluppo sessuale ed affettivo all’Università La Sapienza di Roma “la sessualità nell’uomo non è limitata al rapporto fisico; c’è una dimensione più complessa e creativa che va oltre gli impulsi primari”. Appunto l’erotismo che, secondo Brunetto Chiarelli, docente di Antropologia ed Etnologia dell’Università di Firenze, “deriva dal bisogno di stimolare continuamente l’attività sessuale che nell’essere umano è costante per la necessità di mantenere la stabilità della coppia per allevare la prole”. Quindi l’erotismo nasce dall’esigenza di tenere acceso il desiderio e unita la coppia per garantire l’allevo alla prole. Un assunto che induce a ritenere che la natura ha stabilito che il rapporto sessuale ha il fine di assicurare la continuazione della specie e che l’allevo della prole è delegato unicamente all’unione uomo-donna, con buona pace di quanti hanno proposto e propongono differenti combinazioni. Ma torniamo all’erotismo per chiederci come si è arrivati a stabilire che nel maschio è più visivo mentre nella donna intervengono vari fattori. Come sempre sono stati i ricercatori americani a monitorare l’attività cerebrale di maschi e femmine posti davanti a scene di sesso. Ebbene non ci sono stati dubbi che gli uomini reagiscono di più agli stimoli visivi quando si è constatato che l’amigdala, l’area del cervello legata alle emozioni e l’ipotalamo che presiede alle risposte fisiologiche come l’aumento del battito cardiaco e il rilascio di ormoni si sono attivati maggiormente nei maschi che nelle femmine. Quindi anche nell’erotismo i due sessi presentano delle differenze. L’immaginario non è lo stesso e, diciamo pure, che al di là dei due sessi, può essere differente da persona a persona, nel senso che le immagini che colpiscono eroticamente un individuo possono lasciare indifferente un altro. In ogni modo da una ricerca americana condotta con l’ausilio delle microcamere per controllare il comportamento delle persone, si è appurato che l’occhio del maschio cade per prima cosa sul seno che, secondo la teoria dell’etologo Desmond Morris, è un forte richiamo perché “riproduce nella parte frontale (importante per le relazioni, come è specificato in Focus) la forma delle natiche che sono un segnale sessuale delle femmine di altri primati”. Le donne, nel cui erotismo rientrano elementi niente affatto visivi come la personalità dell’uomo o l’atmosfera romantica, guardano la struttura corporea in generale e se proprio si soffermano su un particolare anatomico, questi è il sedere maschile. Ma chiediamoci perché lo strip-tease è uno dei pilastri dell’erotismo visivo. Perché eccita tanti uomini e attira anche numerose signore da quando sono i maschi ad effettuarlo? Ebbene, fin dai tempi delle nonne, si è detto che il malizioso gioco del “vedo-non vedo” accende la fantasia molto di più delle nudità. Il corpo nascosto che man mano si scopre dichiara la sua disponibilità sessuale, passando dalla fase della negazione a quella della piena disposizione: ecco perché lo spogliarello accende l’eros. E di messaggi erotici è pieno tutto il mondo della comunicazione. L’eros è stato messo anche al servizio della pubblicità. E la saturazione di questi messaggi spesso sortisce l’effetto opposto, ossia ci sono pubblicità che invece di entusiasmare, fanno ridere.

 

Verginità: verità o falsità?

Posto che la verginità è tornata in auge tanto che molti giovanissimi  rimandano “la prima volta”, la sua perdita durante il primo rapporto sessuale non sempre è contrassegnata da perdite ematiche. La presenza di sangue dipende dalla forma dell'imene e dal suo grado di elasticità. Ossia della membrana rivestita di mucosa posta all’estremità inferiore della vagina. La lacerazione in uno o due punti non necessariamente comporta la comparsa del sangue.

L’imene,  grazie alla sua elasticità, non oppone particolari resistenze alla lacerazione durante il primo rapporto, salvo rare eccezioni. Per cui nessuna meraviglia  se non si prova dolore quando si avvia la vita sessuale. La causa del dolore, più che fisiologica , è psicologica in quanto le tre coppie di muscoli situati all’ingresso della vagina, contraendosi  al di là della volontà della persona, proprio per il timore del dolore, finiscono per irrigidire e restringere l’ingresso della vagina.

L’imene non si autoricostruisce anche se non si hanno rapporti per molto tempo.  Solo un’operazione chirurgica di ricostruzione può consentire un  ritorno alle origini.

L’assorbente interno che passa attraverso la stessa apertura dalla quale fuoriescono le mestruazioni non comporta la lacerazione dell’imene mentre, si sa, che le manovre ripetute di masturbazione, possono danneggiarla.

E’ raro ma succede che una ragazza illibata possa rimanere incinta. Gli spermatozoi, infatti, risalgono la corrente come i salmoni. Basta quindi che si depongano sulle secrezioni che fuoriescono dall’imboccatura della vagina al momento dell’ovulazione perché essi risalgano la corrente, entrino nella vagina e passando per l'utero, arrivino dove  c’è l’ovulo da fecondare.

 

Baci indimenticabili
 

Secondo un sondaggio il bacio che le donne  ricordano con maggiore entusiasmo è il più classico: il primo ricevuto sulla bocca dal primo amore. Esistono però anche i baci erotici che non uniscono le labbra degli innamorati ma vengono dati sul collo, provocando brividi lungo la schiena, sul seno, sui piedi balzati in testa nella classica dei feticisti. Dal bacio dell’alluce si può cominciare una  risalita fin dove si vuole. A patto di avere corpi abituati alla ginnastica. Secondo gli esperti i baci hard si dividono in varie tipologie: il più erotico è il french kiss (bacio laringeo lunghissimo detto “alla francese”) che é accompagnato da strusciamenti, palpate e carezze spinte. C’è una penetrazione e la bocca, come altre zone del corpo destinate alla sessualità, è calda ed accogliente. Seguono, in classifica, le leccatine e i morsetti sulle zone erogene, compreso l’interno coscia.

Quello che la mamma avrebbe dovuto dirvi

Sul bacio si dice di tutto e di più , meno che non si dovrebbe mai baciare una persona affetta da herpes labialis se non si vuol essere contagiati: l’herpes è molto infettivo (più del 45% della popolazione lo ha avuto prima dei 18 anni). Se un individuo con herpes labialis pratica, poi, sesso orale col partner, il virus può essere trasmesso a quest’ultimo e interessare i genitali.

Esiste inoltre la cosiddetta “malattia del bacio” che è la mononucleosi infettiva, un’infezione virale che si trasmette con la saliva. I sintomi sono simili a quelli di un’influenza.  Il periodo di incubazione va da quattro a sette settimane e il decorso della malattia è più o meno di sette. Viene diagnosticata con un esame del sangue, è virale e non batterica perciò non curabile con gli antibiotici. La mononucleosi scompare da sé e dovrebbe essere trattata come un’influenza  Generalmente la si contrae una sola volta nella vita, fra i 15 e i 35 anni.

Insomma per quanto il bacio sia essenziale per l’attività sessuale, può trasmettere il virus dell’epatite B, della moniliasi orale o del più banale raffreddore. Se fino al Seicento ci si baciava liberamente, l’ arrivo della peste col rischio di contagio reciproco ad ogni contatto, nonché la Riforma e la Controriforma furono i due eventi che relegarono il cosiddetto “bacio endoboccale” all’interno della coppia.
In un bacio non si nasconde quindi solo il pericolo di innamorarsi perdutamente di una persona sbagliata, visto che come diceva Cyrano de Bergerac il bacio è una “parentesi rosa tra le parole t’amo". Ad una persona allergica può accadere di peggio. Può contrarre la cosiddetta “allergia da bacio”. Stando infatti ad uno studio pubblicato su New England Journal of Medicine, un cospicuo numero di persone con allergia alle noci è stato molto male dopo aver ricevuto un bacio appassionato da persone che le aveva mangiate, anche 6 ore prima dello “scambio amoroso”.

Il bacio tra innamorati,, quindi, non solo fa innalzare la pressione, dilatare i vasi sanguigni e portare i battiti del polso da 75 a 150, ma può anche far star male. E non solo perché produce un passaggio di ben 250 tipi di batteri. Già Antonio Leevenhoek nel 1600 si chiedeva angosciato: “Che succederebbe se si rivelasse alla gente che vi sono più animali viventi nella schiuma dei denti, in bocca ad un uomo, che abitanti di un regno?” In un millimetro di saliva ci sono circa 60 milioni di germi.
Ma, niente paura. Ammenocché questi batteri non diventino patogeni, cosa che si può verificare in condizioni di immunodepressione, lo scambio di fluidi attraverso il bacio, fortifica il sistema immunitario. Eppoi la prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale come l’Aids, non passa attraverso la disinfezione della bocca perché la maggior parte della malattie che si trasmettono attraverso i baci, dal raffreddore all’influenza, sono imputabili alle cosiddette goccioline di Flugge, la vaporizzazione di saliva che emettiamo anche a grande distanza quando parliamo, tossiamo, starnutiamo.  
Il bacio resta la prima esperienza sessuale davanti alla quale non si può arretrare. Per taluni, poi, baciare è meglio che fare sesso. E’ più coinvolgente dell’atto sessuale.
“Nella coppia costituisce il siero della verità - dice il sessuologo Willy Pasini - non a caso le donne da marciapiede offrono il proprio corpo ma rifiutano di baciare i clienti come se volessero conservare una sorta di zona di verginità.”
  Taluni psicologi affermano che “il bacio fa provare la stessa sicurezza e lo stesso calore che si sperimenta quando si sta al seno della madre” .  

 

Il ministero dell'anatomia femminile

 

 Come avviene, dunque,  l’eccitazione femminile che è un fenomeno legato alla congestione dei vasi sanguigni, proprio come l'erezione maschile? “Le somiglianze, però, sono ancora più fondamentali - ha scritto il professor Emmanuele A. Jannini - Una serie di studi stanno dimostrando come anche a livello microscopico l'eccitazione dell'uomo e quella donna funzionino allo stesso modo. Nel clitoride e nella parte anteriore della vagina sono stati trovati infatti gli stessi mediatori chimici della stimolazione e dell'inibizione maschile. All'arrivo dei segnali nervosi giusti i tessuti cavernosi sensibili producono una sostanza, il nitrossido, che fa dilatare le arterie e restringere le vene, in modo tale che il sangue resti intrappolato nel clitoride e nelle pareti della vagina, che da organi praticamente insensibili diventano ultrasensibili. E' a causa della vasocongestione che dalle pareti della vagina fuoriesce il liquido lubrificante, segnale  dell'avvenuta eccitazione. 

Solo nel 1998 è stato scoperto che il clitoride è in realtà ben 10 volte più grande di quanto appare. Il bottoncino che si vede all'esterno è solo la classica punta dell'iceberg. Il tessuto sensibile si prolunga infatti all'interno. Anche se tutti gli stimoli fanno dunque capo a un unico "organo", le porte del piacere sono più di una, come diversa è l'intensità delle sensazioni che si possono provare.  

La prima fonte di stimoli è la piacevole sensazione di "riempimento" che segue la penetrazione. La seconda sono le spinte maschili, che stimolano indirettamente il clitoride. La terza è lo sfregamento del famoso "punto G", uno speciale addensamento di terminazioni nervose, dal diametro variabile tra i 5 e i 15 millimetri circa. Per trovarlo, immaginiamo di dividere la vagina in tre parti nel senso della lunghezza: si trova al confine tra il primo e il secondo terzo, sulla parete anteriore

Per il 5% circa delle donne l’orgasmo da stimolazione del punto G può essere veramente intenso quando è accompagnato dall'espulsione dall'uretra di un liquido, equivalente all'eiaculazione maschile. A produrre il liquido sono infatti delle speciali ghiandole che si trovano nelle vicinanze del punto G, le quali altro non sono che il residuo embrionale della prostata.

Il piacere femminile disorienta comunque così spesso non solo perché le donne sono diverse dagli uomini, ma perché sono diverse tra loro, e ciascuna lo è anche a seconda della situazione, o dell'età. Il segreto di tanta variabilità si nasconde probabilmente nel cervello, perché per le donne il coinvolgimento emotivo è in genere molto più importante che per gli uomini"
.  Per dare piacere a una donna, insomma, la tecnica serve, ma non basta. Ci vuole anche l'amore. Solo così la tecnica può diventare anche un'arte.

 Vero è  che il mondo della sessualità femminile è stato veramente trascurato dalla scienza. Forse perché i suoi problemi non interferiscono con la riproduzione quanto quelli del maschio.

 

Infezioni urinarie

Il sesso femminile è colpito da infezioni urinarie con una frequenza dieci volte superiore rispetto a quello maschile. Dipende dalla brevità dell’uretra che è di circa 3,5cm in confronto ai 20-25 cm dell’uretra maschile. Si ritiene che l’attività sessuale possa giustificare l’incremento di infezioni urinarie registrato in età puberale. E’ utile iniziare il trattamento utilizzando farmaci che abbiano una prevalente eliminazione renale.

Home