Sesso visto da lui
   

 

Sindrome da spogliatoio e falloplastica

L’ossessione errata di avere un “lui” piccino

Tra le tante sindromi, va segnalata quella che in un certo senso è ai vertici del mondo maschile anche se se ne parla poco. Si chiama “Sindrome da spogliatoio” e ne sono affetti i cosiddetti “dismorfofobici”, ossia coloro che sono ossessionati dall’idea del tutto sbagliata di avere un fallo di dimensioni esigue. Di qui il loro disagio di mostrarsi in abiti adamitici negli spogliatoi. Si sa, infatti, che la misurazione del pene è una delle pratiche in cui il maschio si cimenta fin da bambino. Guai quindi se, colpito dalla dismorfofobia, è incapace di valutare obbiettivamente le dimensioni del suo “Lui”. Vivrà naturalmente malissimo i rapporti di coppia e sarà sfuggito non solo dalle donne (soprattutto per la sua fastidiosa insicurezza) ma anche dagli urologi, come il professor Giovanni Alei docente all’Università La Sapienza di Roma, il quale afferma che tra tutti quelli che si candidano all’intervento di falloplastica, i dismorfofobici rientrano in quel 30-40% degli uomini che non ne avrebbero un bisogno oggettivo. Oltretutto i dismorfofobici sono i pazienti più pericolosi perché, a detta di Alei, quand’anche venissero sottoposti ad un intervento di falloplastica, non sarebbero soddisfatti dell’ esito. Ed a proposito di questo tipo di interventi è stato chiesto al Prof Alei perché mai il derma di maiale è preferibile al derma umano negli interventi di falloplastica (cioè di ingrossamento del pene). Giovanni Alei che eseguì con successo il primo intervento di falloplastica in Italia con derma di maiale così ha risposto: “Il derma suino a differenza di quello umano è di facile reperibilità e non dà rigetto perché non contiene cellule. Inoltre lo spessore dei foglietti del derma (2-3 millimetri) lo rende migliore del derma umano in termini di risultati ottenibili con un intervento. Il prezzo del materiale si aggira intorno ai 1000-2000 euro. Noi l’abbiamo importato dagli Stati Uniti dove è già in uso per svariate indicazioni terapeutiche.
 

Il vero terrore del macho

PRESERVATIVO: IL SUO EFFETTO E’ SEMPRE BARRIERA SE LO SI UTILIZZA CORRETTAMENTE.

Un mercato che in Italia vale 100 milioni di euro

Un sondaggio sul preservativo, in cui è stato stabilito che sotto il profilo anticoncezionale i preservativi hanno una probabilità di insuccesso del 14% dovuta soprattutto ad un uso errato, ha rivelato che il vero terrore del maschio è l’idea di perdere l’erezione nel momento in cui lo infila. E’ vero che alcuni preservativi sono più facili da mettere che altri. “Quelli di plastica possono essere rumorosi ma s’infilano rapidamente in modo che non si perda l’erezione. Per gli altri se l’incaricata è la donna e lo fa con la bocca, la “caduta degli dei” non ci sarà.”- ha dichiarato un fruitore.
Non basta far uso costante del preservativo. E’ fondamentale utilizzarlo in maniera corretta per non incorrere in sfilamenti o rotture e quindi annullare il suo indubbio “effetto barriera”. Siamo tutti d’accordo nel ritenere che l’uso del preservativo può risultare non privo di problemi e contrattempi in un momento in cui se ne farebbe volentieri a meno ma per questo occorre che i signori maschi (parliamo oggi di come usare il preservativo maschile) sappiano in ordine le seguenti cose:

1) Il pene deve essere eretto per poter infilare il preservativo. Dovete applicarlo prima che venga a contatto con gli organi. Aprite la bustina facendo attenzione a non danneggiarlo con le unghie, i denti o eventuali anelli. Togliete delicatamente l’aria dalla punta stringendola tra il pollice e l’indice. Se non ha il serbatoio allungate un po’ la punta in modo da creare un piccolo spazio per il seme dopo l’eiaculazione.

2) Srotolate solo in parte il preservativo per controllare che sia dalla parte giusta (l’anello arrotolato dovrebbe trovarsi all’esterno) Poi afferratelo per la punta e srotolatelo del tutto, fino alla base del pene eretto. Se non siete circoncisi, tirate indietro il prepuzio prima di applicarlo. Se il preservativo non si srotola, potrebbe essere stato messo al contrario. In tal caso prendetene uno nuovo, perché quello già indossato potrebbe essere venuto a contatto col liquido seminale.

3) Durante un rapporto prolungato verificate che il profilattico non scivoli via dal pene. Siate cauti nel cambiare posizione, poiché i movimenti di rotazione possono provocarne la rottura.

4) Togliete il profilattico subito dopo l’eiaculazione. Quando il pene è ancora inserito, afferrate il bordo del preservativo con l’indice e col medio. Poi estraete lentamente il pene insieme ad esso, in modo che il seme non fuoriesca. Controllate che il profilattico non presenti danni visibili, quali buchi. Poi gettatelo. Non buttate preservativi nel water perché non sono biodegradabili

5) In caso di rapporti orali, anali o vaginali ripetuti, usare sempre un preservativo nuovo prima di ogni contatto genitale.

6) Se un preservativo si rompe o scivola via durante il rapporto, ritraete il pene e applicatene uno nuovo prima di continuare. Se scoprite che si è rotto dopo l’eiaculazione, parlatene col partner prima di farvi prendere dal panico e valutate il rischio di gravidanze o di trasmissioni di infezioni. Se avete dubbi rivolgetevi al medico o ad un consultorio e sottoponetevi ai test del caso. Entro 72 ore dal rapporto è possibile ricorrere alla cosiddetta pillola del giorno dopo che è acquistabile in farmacia.

Dire che ai tempi delle nostre mamme non si poteva nemmeno nominarlo. Ma ci ha pensato un morbo come l’Aids a far entrare di prepotenza nel linguaggio comune il preservativo il cui mercato, nella sola Italia, vale circa 100 milioni di euro. Ma il suo effetto è sempre barriera? L’efficacia dei preservativi è stata a lungo dibattuta in ambito medico, con molti esperti, da una parte, che hanno denunciato l’eccessiva tendenza alla rottura e tanti, dall’altro canto, che si sono detti convinti della sufficiente utilità anticoncezionale e soprattutto dell’effetto “scudo” contro le malattie sessualmente trasmissibili in grande aumento in tutto il mondo: si registrano 340 milioni di nuovi casi all’anno nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 49 anni e quel che più preoccupa 111 milioni di casi in giovani al di sotto dei 25 anni. E’ indubbio che sia, come si suol dire , “sicuro” solo se lo si utilizza in modo corretto, cosa che non è sempre facile se i risultati di uno studio condotto sui pazienti che sono ricorsi alle cure di una clinica per le malattie sessualmente trasmesse, in Colorado, ci dicono che circa la metà di coloro che usano regolarmente i preservativi hanno lamentato contrattempi che vanno dalla rottura allo sfilamento. E’ stato infatti osservato che il rischio di Gonorrea e Clamydia è di parecchie volte più elevato fra gli uomini eterosessuali che lamentano i contrattempi con il preservativo. Per ragioni non chiarite i problemi non si sono tradotti in elevati rischi per le donne eterosessuali o per gli uomini omosessuali. Secondo Judith Shlay dell’University of Colorado Health Sciences Center l’uso costante del preservativo comporta molti errori: proprio chi lo usa di più non sempre ne fa un’utilizzazione corretta. Gli esperti raccomandano quindi di evitare i lubrificanti oleosi, di indossare il preservativo subito dopo l’erezione e tenerne la base durante la rimozione per impedire la fuoriuscita del liquido seminale. Perché, checché se ne possa dire, il preservativo, anche nel caso delle infezione sessuali che come abbiamo detto aumentano in tutto il mondo, resta il rimedio primario.
Ora é vero che il profilattico è ancora essenzialmente prodotto come nel 1875, quando esordì per la prima volta, in lattice naturale. Ma in risposta a quanti lamentano rotture o sfilamento del medesimo nel corso del rapporto (il ché è fonte di rischi) le fabbriche rassicurano che ora la confezione, grazie alla tecnologia più avanzata, è molto accurata:il lattice trattato viene essiccato ai raggi infrarossi e la pellicola elastica viene quindi vulcanizzata a forno. Il prodotto finito è soggetto a controlli di sicurezza: sistemi elettromagnetici vengono impiegati per verificare l’assenza di fori e le prove di resistenza allo scoppio vengono seguite con l’iniezione nel profilattico di ben 40 litri di acqua. Infine il preservativo viene confezionato in una camera sterile e lubrificato con l’iniezione in ogni esemplare di una goccia di silicone che si distribuisce uniformemente in tutta la sua superficie. Questo per renderlo al massimo sicuro. Ed in effetti il suo effetto “barriera” non verrebbe mai meno se lo si usasse costantemente e correttamente.

La prima volta

Il primo rapporto sessuale dei maschi non comporta notoriamente alterazioni di tipo fisico, ma rappresenta un momento psicologico molto importante e non privo di preoccupazioni. I timori dai quali sono assaliti riguardano l’incapacità di soddisfare la partner, le dimensioni del proprio pene e l’eiaculazione precoce. Questo genere di dubbi provoca un’ansia che finisce per ripercuotersi sull’organismo. Così può accadere che l’erezione non abbia luogo. i sessuologi suggeriscono Quindi di prolungare il momento dei preliminari e di cercare un luogo tranquillo dove poter vivere questa esperienza, senza il pensiero di parenti che possano fare irruzione da un momento all’altro.

 

Come misurare il pene (se proprio ci tenete!)

Secondo Harold Reed, direttore del Reed Centre for Ambulatory Urological Surgery in Florida, il modo corretto per misurare la lunghezza del pene è il seguente:

1)  Procuratevi un’erezione mentre state in piedi.

2)  Angolate il Pene verso il Basso in Modo che sia Parallelo al Pavimento.

3) Appoggiate un righello all’osso pubico, poco sopra la base del pene e misuratelo fino alla punta.

4)   Poi lavate il righello.

 

Fenomeno naturale 

Nel maschio l’eccitazione sessuale può verificarsi sia consciamente, sia inconsciamente. In gran parte degli uomini l’erezione è una funzione automatica, simile alla respirazione o al battito delle  palpebre.  Eppure, nonostante l’erezione sia un riflesso involontario lo si può influenzare a livello conscio. In altre parole, non potete decidere di far affluire il sangue ai genitali, ma potete mettervi nelle condizioni mentali o reali idonee a favorire l’erezione.

 

Meccanismi insidiosi

“Come in tutte le specie animali, anche nella nostra si può instaurare un meccanismo insidioso, capace di minare le basi stesse della sessualità: lo stress”. Lo afferma il professor Emmanuele A. Jannini, titolare del Corso di Sessuologia Medica all’Università de L’Aquila - Se si cerca di fare l'amore quando l'organismo non ne vuole sapere, è facile che non ci si riesca. In questi casi, allo stress esterno se ne aggiunge uno interno, ancora più forte. Si può così, instaurare un vero e proprio circolo vizioso: non ci riesco, quindi mi agito e l'agitazione rende tutto più difficile. In questi casi, è meglio aspettare, calmarsi, e poi riprovare. Oppure ricorrere all'aiuto di farmaci. Tadalafil (Cialis), Vardenafil (Levitra) e Sildenafil (Viagra) sono efficacissimi nell’antagonizzare gli effetti antisessuali dello stress, ma solo quando prescritti dal medico. Altrimenti, possono addirittura costituire una fonte, essi stessi, di stress. Quando un animale si sente minacciato, una serie di meccanismi nervosi e ormonali lo distolgono da ogni fantasia amorosa. Gli stessi meccanismi si possono attivare anche negli umani e succede molto spesso. Ma quali sono i nostri predatori? Una lite, uno spavento o un'arrabbiatura hanno su di noi un effetto quasi immediato. La produzione di cortisolo è sempre accompagnata da quella di endorfine, sostanze simili alla morfina e all'eroina, che servono sì a sopportare meglio il dolore ma hanno un importante "effetto collaterale": abbassano il desiderio e inibiscono l'eccitazione sessuale. Se la situazione di stress si prolunga, nel giro di qualche settimana lo stress cronico fa abbassare il livello di testosterone, l'ormone del desiderio. Sia per lui che per lei, l'eccitazione sessuale diventa più difficile da raggiungere. C'è però un'altra strada. Al contrario degli animali, noi non siamo schiavi degli eventi stressanti. Il primo anello della catena nervosa e ormonale dello stress è nella nostra testa. E' infatti il cervello a giudicare se una cosa è o non è stressante”. Facciamo ricorso dunque a lui.

 

Tacco e fallo

Gli psicoanalisti spiegano così il fatto che a certi maschi piacciono le donne coi tacchi alti: il tacco rappresenta il fallo e la donna, dotata di fallo, ossia di scarpe coi tacchi alti, è generalmente forte , aggressiva, attiva. Una che piace soprattutto agli uomini iperesponsabilizzati: quelli cioè che devono essere sempre all’altezza e che non devono mollare mai.

  

Sesso sicuro

Gli adolescenti credono talora che “sesso sicuro” significhi non essere colti sul fatto dai genitori. Ciò tuttavia non  li protegge da imprevisti come la gravidanza o le malattie a trasmissione sessuale. I dati recenti riguardanti queste ultime e il virus dell’Hiv rivelano che i teenager sono tuttora molto sprovveduti sul sesso. Prendere precauzioni o parlare di sesso sicuro sembra spesso più difficile e imbarazzante che buttarsi sul letto. La passione, la timidezza, l’insicurezza possono essere causa di decisioni affrettate. Numersi portatori di malattie a trasmissione sessuale non presentano sintomi visibili. Il 70% delle donne affette da Clamydia o da Gonorrea è asintomatico e molti casi di tale malattia non vengono nemmeno diagnosticati. Le malattie a trasmissione sessuale sono una varietà di patologie infettive di tipo batterico e virale, tra cui la Gonorrea, i Condilomi, la Clamydia, l’Herpes, l’Epatite A e B e l’Hiv. Se tali infezioni vengono diagnosticate in fase precoce, sono gestibili. Se vengono sottovalutate, possono causare gravi problemi di salute, quali infertilità, cancro cervicale e Aids. Molti ritengono che la trasmissione dell’infezione si verifichi esclusivamente con l’eiaculazione. In realtà anche il liquido preseminale, il sangue o il semplice contatto genitale possono essere veicoli di trasmissione.

 

Controlli

Tutti i giovani dovrebbero controllare i testicoli una volta al mese, per individuare noduli o ingrossamenti. Infatti il segno classico di un cancro testicolare è un nodulo duro o un aumento di dimensioni del testicolo stesso. Il controllo è meglio farlo in una vasca calda per consentire allo scroto e ai testicoli di rilassarsi. Un’alternativa, senza dubbio più gradevole, consiste nel far eseguire il controllo al partner.

 

Sesso in fumo

Gli esperti sono tutti d’accordo: per colpa delle sigarette molti uomini mandano  in fumo la propria salute sessuale. Questo perché il fumo provoca la vasocostrizione. Quando si fa un tiro di sigaretta la distanza tra le due pareti dei vasi sanguigni si riduce. Col passare del tempo la quantità di sangue che transita nei vasi diminuisce. E il danno a carico dei vasi sanguigni è molto marcato. Non ci sono prove che smettere possa riparare il danno fatto, ma certamente rallenta il processo di deterioramento. Esiste altresì un legame  tra lo zinco e la potenza sessuale. Lo zinco, infatti, aiuta i testicoli a produrre testosterone, l’ormone maschile che, tra le altre cose, aiuta a mantenere la massa muscolare e la produzione di sperma a livelli normali. A beneficiare maggiormente della terapia a base di zinco, sono gli uomini che nel tentativo di dimagrire non consumano più carne rossa, una delle più importanti fonti di zinco, come lo sono i frutti di mare, i semi di zucca, i cereali integrali e i legumi. Un  etto di macinato di manzo apporta  un terzo della razione giornaliera consigliata di zinco.

 

Viva  i boxer 

Non ci sono ancora prove certe, ma molti esperti sostengono che l’uso dei boxer possa migliorare la fertilità tenendo ad una temperatura più fresca i testicoli. L’idea è che i testicoli si trovano all’esterno del corpo e se vengono trattenuti contro il corpo, il calore in eccesso potrebbe danneggiare il liquido seminale: il calore potrebbe essere responsabile della minore produzione di sperma.

 

Cialis Revolution

 “Una degli elementi fondamentali del sesso è la capacità di suscitare desiderio ed eccitazione nel partner- spiega il prof Emmanuele A. Jannini, titolare del corso di sessuologia medica all’Università de l’Aquila- Per questo molte coppie, molte donne, guardano con sospetto le terapie per la disfunzione erettile. Pensano che un trattamento farmacologico provochi erezioni, indipendentemente dal desiderio. E vivono come una sorta di dipendenza psicologica la necessità di far rapidamente seguire all’assunzione di un farmaco a breve durata, l’atto sessuale. Se è vero che una parte delle impotenze è provocata da stress, è anche vero che la stessa terapia, se obbliga a una programmazione molto stretta, può essere fonte di stress.Non è così per il Tadalafil (Cialis), un inibitore della fosfodiesterasi di tipo 5 di nuova generazione, da un anno nelle farmacie italiane. Proprio in questi giorni se ne celebra, infatti, il primo compleanno. La sua particolare formula chimica, diversa da ogni altra molecola in commercio, gli permette di legarsi stabilmente alla fosfosdiesterasi, impedendo a questo enzima, che “distrugge” l’erezione, di agire. La sua prolungata durata d’azione ne fa un “farmaco intelligente”, a misura di coppia, che permette il recupero della naturalezza dell’atto sessuale. Liberi di non programmare, potrebbe essere lo slogan. E questo anche grazie a un’altra particolarità: è l’unico, in questa classe di inibitori della forsfodiesterasi, a poter essere assunto anche dopo aver mangiato e bevuto. Una sessualità spontanea e naturale dopo una cena a lume di candela è così favorita.Per questo in un recentissimo articolo scientifico che ho pubblicato con il Prof. Wagner dell’Università di Copenaghen sulla rivista Idrugs, l’abbiamo classificato come farmaco “armonioso”. Cioè particolarmente rispettoso delle dinamiche della sessualità umana. Cialis agisce, infatti, fino a 36 ore dall’assunzione. I medici consigliano di assumerlo 2-3 volte a settimana, a coprire 7 giorni su 7, lasciando così intatta la spontaneità dell’amore.

 

   
 

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